E-Games: un team di League of Legends per il Paris Saint Germain

Nell’estate del 2013 mi trovavo con degli amici alla fiera mondiale dei videogame che si tiene ogni anno a Colonia. La mia vena nerd era in fase discendente, ma era comunque una bella occasione per visitare un posto nuovo e assistere ad un evento per me inedito. Si trattava di qualcosa di assolutamente mastodontico, nel corridoio di uno dei tanti padiglioni ero in cima alle scale mobili e di sotto di me si parava una fiumana di persone in movimento senza eguali. Preso da uno spirito fantasioso mi immaginavo come uno degli eroi del Signore degli Anelli pronto a respingere l’assalto degli Orchi durante il film “Le due Torri”.

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Ho provato vari giochi dopo file parevano interminabili, fra cui naturalmente il nuovo Fifa, perdendo tutte le partite; mi sono ritrovato all’interno di una macchina distrutta per provare “The Last of Us” e sdraiato all’interno di una bara per Castlevania. Io e la mia compagnia avevamo dei gusti molto differenti all’interno del mondo nerd: non essendo mai stato dotato di una connessione decente ho sempre preferito la console e il single game, a differenza loro, grandi giocatori nell’online, da World of Warcraft, a Callo f Duty e soprattutto di League of Legends, gioco al quale, ammetto di non aver mai fatto una partita, anche se, dopo l’esperienza di Colonia, mi sono interessato data la grande economia che vi gravita attorno.

Una volta entrati nell’area Lol, lo scenario che mi si parò di fronte fu sorprendente. Vi era un palco con dieci postazioni, cinque per squadra, una presentatrice di bella presenza che stava introducendo i concorrenti, e una cabina per i commentatori. Ad assistere al match sui maxischermi vi erano più di un migliaio di persone, che esclamavano e applaudivano ad ogni bella giocata, con i commentatori, che in tedesco, sbraitavano qualcosa. Lo stesso clamore ed entusiasmo che contagia gli spalti di uno stadio di calcio al gol con tiro a giro della star della serata.

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Ovviamente non avevo idea di quello che stava succedendo in quegli schermi, vedevo masse di pupi che si fronteggiavano su un campo di battaglia fra spadate e palle di fuoco, ed è quello che vedo tutt’ora, ma più che lo schermo mi attrae il contesto e gli introiti che nascono attorno gli e games. Quella sera i miei amici mi spiegarono che l’evento al quale avevo assistito era piuttosto piccolo, e che ai mondiali o campionati continentali, vi sono interi palazzetti, anche dell’Nba, pieni di pubblico pagante, e che il montepremi per la squadra campione del mondo (solitamente le coreane), guadagnano milioni di dollari.

Lo scenario virtuale mi ha entusiasmato, ho scoperto che ogni nazione ha i propri club di League of Legends, che giocano tutto il giorno e sono stipendiati (anche molto bene) per fare questo. La mia attenzione si è diretta verso la Corea del Sud, dove le star di Lol sono più famose dei giocatori di calcio, hanno fan club personali e potrebbero sfruttare la loro fama per avere qualsiasi tipo di donna, ma loro non lo sanno. Ovunque vi sono soldi vi è del marcio, e anche in Corea vi sono stati dei casi di match fixing e di doping dato dall’assunzione di psicofarmaci.

Nell’ultimo anno ho notato che i siti di informazione, Fox Sport in prima linea, danno grande risalto al mondo dell’e gaming, che sta prendendo sempre più piede, tanto che è stato chiesto all’Ioc un riconoscimento ufficiale per poter partecipare alle Olimpiadi. Attraverso Fox ho scoperto che molti club professionistici di calcio hanno ingaggiato giocatori di Fifa per partecipare ai tornei ufficiali, come nel caso della Sampdoria che recentemente ha siglato un accordo con Mattia Guarracino, sei volte campione italiano di Fifa e campione europeo Ems IX. Vari club si stanno muovendo in questa direzione, il West Ham è diventato il primo club del Regno Unito a mettere sotto contratto i videogiochi, ma la stessa cosa è già accaduta in Germania col Wolsburg che ha messo sotto contratto due giocatori e lo Schalke04 che ha preso un intero team

Mattia Guarracino, nuova stella dell’altra Samp

La novità riguarda il Paris Saint Germain, il club più forte della Ligue 1, che sarà rappresentato da un team di League of Legend. Nell’ottobre 2016 la online media company Webedia e la sua controllata Bang Bang Management hanno acquistato il Team Huma’s League of Legends European Challenger Series dalla Behdad Jaafarian per 70mila dollari, con il PSG che ha concesso l’utilizzo del proprio brand. La cessione si è resa obbligatoria quando la Riot Game ha bannato dalle competizioni la Behdad Jaafarian per il mancato pagamento ai propri giocatori. Il PSG team è composto da un francese, Etienne Michels, uno svedese, Hampus Abrahmsson, un olandese, Thomas Yuen, e due coreani: Jin Seong e Na Woo.

Il mondo dello sport sta letteralmente cambiando, e nel dicembre del 2017 a Dubai si terranno i World Future Sport Games, ovvero le Olimpiadi del futuro, nelle quali gli umani avranno un ruolo di dietro le quinte, mentre a gareggiare per la gloria saranno droni, macchine che si pilotano da sole, bracci meccanici che si sfidano a colpi di ping pong e robot che giocano un calcio ancora primordiale, ma chissà, potrebbe anche esaltarci in futuro.

Nei mesi scorsi tuttocalcioestero.it ha intervistato l’SPQR Team dell’Università La Sapienza di Roma, (clicca qui per l’intervista integrale) il quale partecipa alle competizioni del calcio dei robot, la Robocup, che ha lo scopo di istituire una squadra di automi, che entro il 2050 possa sconfiggere la compagine umana campione del mondo. Alla domanda se questi sport robotici e gli e games potranno prendere il posto dello sport tradizionale la risposta è stata:

Già oggi vi è qualche trasmissione televisiva che comprende questi sport, che ha un discreto seguito. Forse partite fra umani e robot non si terranno mai, ma le competizioni fra squadre robotiche è una cosa che già esiste. Vedo che ogni tanto, in streaming vengono lanciate partite simulate a FIFA o a PES, e queste si basano sullo stesso nostro principio, quello dell’intelligenza artificiale. L’importante è mantenere sempre l’uomo al centro dello sviluppo, a quel punto forse vi saranno squadre robotiche, ma con un allenatore umano, ecco, questo è uno sviluppo possibile: delle leghe con robot programmati per effettuare un determinato gioco. In futuro vi saranno più robot che circoleranno, sia nelle nostre case che in altri ambienti, sempre guidati da un architetto che gestisce la parte software.
Nel prossimo futuro si svilupperà un aspetto che sta sopra la robotica, che è quello dell’autonomia, ovvero qualsiasi cosa che lavora senza l’intervento diretto dell’uomo. Possono essere robot o software che acquistano azioni, e questa è una cosa che già avviene. Non ce ne accorgiamo, ma anche la sveglia del nostro cellulare, quando suona, è qualcosa di fantastico, nel senso che il nostro dispositivo prende vita senza che qualcuno l’abbia acceso. Anche qui vi sono dei livelli di autonomia che in futuro potranno essere applicati ai robot.

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About Nicholas Gineprini 544 Articoli
Sono nato a Urbino il 2 maggio 1991. Nel luglio 2015 ho conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Mi occupo di giornalismo sportivo con un'attenzione particolare al lato economico e allo sviluppo del calcio in Cina, che approfondisco nel mio Blog Calcio Cina. Nel febbraio 2016 ho pubblicato il mio primo libro: IL SOGNO CINESE, STORIA ED ECONOMIA DEL CALCIO IN CINA, il primo volume, perlomeno in Europa a trattare questo argomento. Scrivo anche di saggistica (sovversiva) per kultural.eu

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