Il Girona capolista nella Liga non è più la squadra simpatia: il successo del “filial” del Manchester City genera polemiche (inutili?)

michel

Vedere il Girona in cima alla classifica sembra aver suscitato simpatia e invidia in parti uguali. La squadra catalana continua a ricevere elogi da tutto il mondo, ma anche accuse di essere la squadra “satellite” del Manchester City. Come dicono in Spagna, il “filial”.

Coloro che hanno vissuto la storia del club dall’interno non riescono a capire come, dopo tutto lo sforzo e il sacrificio per arrivare in Primera Division, compaiano opinioni che mettono in dubbio il progresso di un progetto in crescita da diverse stagioni.

È vero che il Girona fa parte del City Football Group, ma dal punto di vista economico ad oggi i vantaggi sono relativi. Il club catalano ha i suoi bilanci in ordine, compreso il suo tetto salariale, rispettando tutte le regole della Liga e senza essere finanziata da terzi.

Il Girona non ha optato neppure per il terzo prestito dal Manchester City, limite massimo in Spagna per i club con la stessa proprietà. Quique Cárcel ha puntato su Yan Couto, che ripete l’esperienza a Montilivi per la terza volta e che ha già vestito la maglia del Girona sia nella Liga che in Segunda. C’è poi Savinho, passato ad avere poco spazio nella squadra riserva del PSV ad essere una delle più grandi sorprese in Spagna, richiesto già dai club di mezza Europa. Né la rosa catalana è piena di giocatori provenienti dai “citizens”, né il club parte con un vantaggio economico.

Inoltre, l’organico quest’estate ha dovuto incassare le partenze di giocatori come Oriol Romeu o Santi Bueno, senza dimenticare i “fine prestiti” del Taty Castellanos o di Rodrigo Riquelme. Quando le cose non andavano per il verso giusto ci sono state dure critiche per gli ingaggi di giocatori a parametro zero o di altri che sembravano solo “capricci” della dirigenza ma che in molti davano a fine crriera. Ora che il vento soffia a favore, molti trascurano il fatto che gran parte della rosa è arrivata come svincolata e un altro grosso contingente è composto da giocatori del vivaio o da riserve di squadre con, a priori, gli stessi obiettivi del club gironino.

Míchel è il grande artefice di questo successo, insieme a Quique Cárcel: le idee sono chiarissime e il progetto tecnico va avanti spedito ormai da diverse stagioni. E dietro c’è una ‘City’ che spinge perché sì, c’è molto ‘Orgull Gironí’ nella città catalana, fondamentale per sostenere il processo di un progetto che si basa su diversi pilastri, sia dentro che fuori dal club.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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