Juventus – Barcellona 3-0, la Joya dei bianconeri

Lo Juventus Stadium è gremito ed intona l’inno della Vecchia Signora, quest’oggi alla prova della maturità. La dittatura in Serie A deve avere una corrispondenza anche in Champions League, la lega dei campioni veri. Dybala è uno di questi. E’ proprio qualche giorno fa la dichiarazione perentoria della Joya: “Non voglio essere come Messi, io sono Dybala”.

L’inizio di partita è blando, il Barcellona non instaura il suo ritmo come d’abitudine ma decide di vedere di che pasta sia fatta la Juventus. Mai attesa fu più funesta perché al 7° minuto arriva la prima scalciata con tanto di nitrito: Higuain apre sontuosamente sulla destra a Cuadrado, che stoppa palla, punta Mathieu, fa un doppio passo e direttamente serve Dybala al centro dell’area; nemmeno il tempo di stopparla che si è già girato e con il sinistro, senza guardare la porta, ha infilato ter Stegen. Lo stadio esplode e la Joya urla di gioia.
Il Barcellona accusa il colpo e si mette giù, schiacciando la Juve nella sua metà campo con la sua solita fitta rete di passaggi che passa spesso e volentieri per il faro argentino Lionel Messi. Solitamente, con il nuovo modulo di Luis Enrique gioca da mezza punta ispiratrice ma quest’oggi mancano Rafinha e Sergio Busquets. Si ritorna al 4-3-3 con la pulga che si defila sulla destra quando si vede chiuso al centro e viceversa.

La Juventus non è da meno e gestisce palla malgrado la grande pressione dei blaugrana. Tuttavia al 20′ Messi decide di alzare il ritmo, perché lui può farlo quando gli pare e piace: Khedira tenta di affrontarlo ma lui sposta palla repentinamente sul sinistro e imbecca Iniesta con una giocata capitale. Il capitano dei catalani si trova a tu per tu con Gianluigi Buffon e calcia di prima intenzione. Il portierone, 39 anni, smanaccia con la sinistra per una giocata di istinto puro che vale quanto e più di un gol. E come nella più classica delle partite, se sbagli un gol, ne subisci uno poco dopo.
Al 22′ la palla arriva a Mario Mandzukic sulla sinistra, che controlla e crossa all’indietro per l’accorrente Dybala. La rasoiata che produce gonfia la rete nuovamente. Il raddoppio è da manuale e sancisce la nascita di una stella.
I padroni di casa giocano in maniera molto ordinata durante questo primo spezzone di partita: il collettivo è unito e tatticamente perfetto, sia nel pressing che nel tenere il campo.
Troppo spesso i giocatori del Barça ricevono la palla spalle all’avversario, e sono obbligati a giocare indietro per non farsi aggredire.
Al 30′ Khedira si fa soffiare la palla maldestramente e il Barcellona insacca; fortunatamente per il tedesco Suarez era in fuorigioco.
Prima del riposo c’è tempo per una conclusione del pipita, visibilmente affamato di gol. La juve negli ultimi 30 m si è dimostrata micidiale, opportunista, cinica.

Il secondo tempo si riapre con il Barcellona a voler macinare gioco forsennatamente, ma la Juve è attentissima, grazie anche alle istruzioni del suo allenatore. Messi ci prova di destro ma oggi non è così semplice, senza dimenticare che Chiellini e Bonucci sono sempre lì a mordere. Al 54′ arriva un fallaccio di Suarez su Higuain. Dalla punizione ne nasce un’occasione ghiottissima per quest’ultimo ma ter Stegen non si lascia sorprendere. Dal corner successivo battuto da Pjanic scaturisce il terzo gol: Chiellini la incorna dentro nonostante le trattenute reciproche con Mascherano. King Kong Chiellini celebra alla sua maniera e festeggia nel migliore dei modi la fresca laurea ottenuta all’Università di Torino.

Neymar accelera ripetutamente ma Alves è sempre lì a sbranarlo. Messi ci prova dal centro e al 68′ serve alla grande Suarez che nel duello con Bonucci non riesce ad essere lucido.
La chiave della partita è esattamente questa: Cuadrado che raddoppia con Alves su Neymar annullandolo; Mario Mandzukic che raddoppia con Alex Sandro su Messi, costringendolo, praticamente sempre, ad accentrarsi.
Pjanic a centrocampo ha dettato i tempi maestosamente, lottando strenuamente, da duro qual è, su ogni pallone.

Poco dopo il 70′ Khedira viene ammonito per simulazione dopo che aveva conquistato un pallone su Gomes, al limite dell’area avversaria.
Al 75′ Suarez tira alle stelle: i blaugrana non sembrano affamati come due anni fa e terminano la partita, sebbene provandoci fino alla fine, senza aver mai avuto un’opportunità significativa, dal momento che una rete in trasferta vuol dire molto.

La maestria del calcio del calcio italiano si espleta alla grande: Max Allegri chiude la sua squadra alla grande, come un generale che prepara una difesa in campo aperto.
Il Barcellona ha avuto i ritmi troppo bassi e la Juventus, che si è quasi sempre spostata a fisarmonica, in maniera assolutamente simmetrica, si è potuta coprire a dovere. Capolavoro tattico del generale Max Allegri, la volpe del deserto. Il grande merito della Juve sta anche nel fatto di non essersi mai chiusa, a dispetto dei tre gol di vantaggio.
Il Barcellona monterà un’altra campagna per la remuntada al Camp Nou, ma la Zebra venderà cara la pelle, c’è da scommetterci

Italo Profice & Giorgio Minelli

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