Deschamps: “E’ un momento durissimo. Koscielny? Un professionista non cade in questi tranelli”

UCRAINA FRANCIA. Didier Deschamps appare quasi sotto shock in conferenza stampa, dopo la sconfitta della sua Francia in Ucraina (2-0, leggi qui la cronaca e clicca qui per gli highlights). L’ex tecnico della Juventus ha comunque risposto alle domande dei giornalisti, provando a regalare comunque speranze in vista del ritorno di martedì.

Cosa non ha funzionato durante la partita?

Il primo tempo è stato equilibrato, nella ripresa abbiamo avuto anche diverse opportunità ma il vantaggio ha regalato loro nuove energie. In ogni modo stasera è stata la conferma che giocare contro questa Ucraina non è facile. E aggiungo che bisogna far loro i complimenti. Sono in una posizione favorevole, è ovvio, ma cercheremo di dare tutto per giocarci le nostre possibilità al ritorno.

Cosa pensi dell’espulsione di Koscielny?

Di certo era nervoso, un momento dove sale la frustrazione, anche a causa del rigore provocato. Certo è che un professionista di questo livello deve saper restare calmo in queste situazioni e non rispondere alle provocazioni.

Psicologicamente, vivi un momento duro?

Molto duro. Abbiamo perso 2-0 dopo una partita in cui abbiamo avuto più possesso palla, più occasioni. Ma sono loro che hanno segnato. Sono riusciti comunque a difendere bene, anche se a volte restavano molto bassi. Ma è solo l’andata: anche se loro partiranno in vantaggio, abbiamo le possibilità per recuperare.

Come spieghi la prestazione in ombra di Ribery?

Ovviamente, loro si sono concentrati molto nel limitare le sue azioni. Ha avuto pochi uno contro uno a disposizione, c’era sempre il loro mediano a raddoppiare. L’Ucraina conosce bene quanto possa essere pericoloso e spesso è stato fermato anche con falli non sanzionati. Ha avuto pochissimi spazi, era complicato.

E Nasri? Non ti è sembrato che arretrasse troppo la sua posizione?

E’ vero che in certi momenti ha cercato di cominciare lui l’azione. E, questo suo movimento spesso ci ha anche giovato. Ma sono d’accordo, forse doveva essere più presente in fase offensiva.

Si è parlato tanto della pressione che comporta una partita di questo genere, come l’hanno vissuta i tuoi giocatori?

Abbiamo giocato, non c’è stata paura. E’ stato un match molto fisico e abbiamo risposto alla loro aggressività.

Tra quattro giorni, il ritorno. Vuoi mandare un messaggio ai tuoi giocatori e al pubblico che sarà presente allo Stade de France?

Crediamoci. Non siamo in una buona posizione, è evidente, ma dobbiamo crederci. E per rimontare ci sarà bisogno di tutti.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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