Venezuela, Clausura 2016: Finale al cardiopalma, lo Zulia trionfa ai rigori

Zulia
Fonte foto: Meridiano.com.ve

Nella nottata è andato in scena l’ultimo atto del torneo di Clausura venezuelano, dove lo Zulia è riuscito a trionfare dopo una partita combattutissima e terminata con il giudizio insindacabile della lotteria dei rigori.

La partita inizia con il ricordo ai caduti della Chapecoense, ai quali viene dedicato un commovente minuto di silenzio. Pronti via i padroni di casa del Deportivo Tachira partono a mille e all’11esimo minuto di gioco trovano subito la rete del vantaggio: la firma è quella di Mosquera, che gonfia la rete con un fantastico “cabezazo” su preziosa assistenza di Jorge “Zurdo” Rojas. La rete del vantaggio spiana la strada agli “Aurinegros”, che continuano ad attaccare per azzerare lo svantaggio collezionato nel match d’andata. Dal canto suo, però, lo Zulia non si fa intimorire e comincia ad affacciarsi dalle parti di Alan Liebeskind con il brio e la fantasia di Jefferson Savarino e dell’argentino Guaycochea. Nonostante ciò prima dell’intervallo il Deportivo Tachira riesce incredibilmente a completare la rimonta con il gol di Hurtado, il quale da vero opportunista punisce senza pietà un errore in fase di disimpegno del difensore avversario Notaroberto.

La pausa porta consiglio allo Zulia, infatti Cesar Marcano fa tremare le mura dello spogliatoio nel corso dell’intervallo e alla ripresa del gioco l’approccio dei suoi uomini è letteralmente diverso. “Los Petroleros” cominciano in maniera aggressiva e sfiorano la rete del vantaggio con la grande giocata di Unrein, il quale si presenta in area, salta di netto Liebeskind e appoggia il pallone verso la porta sguarnita, ma a strozzargli l’urlo in gola è Mosquera, che si esibisce in un salvataggi sulla linea da applausi. L’assedio al muro difensivo del Deportivo Tachira continua imperterrito sino al 70esimo minuto, quando il portiere Liebeskind si esibisce in una grande parata sul “canonazo” del diez avversario Savarino. Prima della fine dei tempi regolamentari, però, i padroni di casa riprendono in mano il pallino del gioco e sfiorano la clamorosa terza rete con Sosa, la cui conclusione si stampa sulla traversa per la fortuna di tutto lo Zulia.

Al triplice fischio il punteggio di 2-0 porta la gara alla lotteria dei rigori, a cui viene lasciato l’onorevole compito di coronare la squadra campione del Clausura, nonché prossima avversaria dello Zamora nella finalissima nazionale. La sfida dal dischetto la inaugura Jesus Gonzalez con una rete, mentre a rispondere per le rime è lo “Zurdo” Rojas che pareggia immediatamente la contesa. I canonici cinque rigori, però, non bastano per risolvere la contesa, infatti le due squadre sbagliano un rigore a testa e prolungano la questione ad oltranza. A risultare decisivo è l’errore al terzo giro di Carlos Lujano, che non inquadra lo specchio della porta e condanna il Deportivo Tachira alla sconfitta.

Nell’interviste post-partita da segnalare le belle parole del capitano dello Zulia Giovanny Romero ai microfoni di Meridiano Tv: “È un momento duro per il futbol. Dedichiamo questo trionfo ai 71 morti nell’incidente aereo.”

Adesso appuntamento alla finalissima nazionale, tra Zamora e Zulia, che metterà fine all’anno agonistico venezuelano. La sfida di andata è prevista il 4 Dicembre all’Estadio Agustín Tovar di Barinas, mentre il ritorno è in programma per l’11 all’Estadio José Encarnación Romero di Maracaibo.

Deportivo Tachira-Zulia 2-0 [7-6 dcr] (11′ Mosquera, 41′ Hurtado)

DEPORTIVO TACHIRA: Liebeskind, Camacho, Lujano, Mosquera, Marrufo, Flores, Cermeno, Rojas, Sosa (91′ Pena), Maldonado (69′ Azocar), Hurtado (79′ Herrera). All: Carlos Maldonado.

ZULIA: E.Gonzalez, Palomino, Plazas, Romero, Notaroberto, Gomez (91′ C.Moreno), J.Moreno, Savarino, Guaycochea (79′ J.Zambrano), Unrein (71′ A.Zambrano), J.Gonzalez. All: Cesar Marcano.

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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