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L’Hype delle Outsider

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Outsider. Il termine Outsider in ambito sportivo nella vera accezione del termine identifica una squadra per storia, ambizioni o fatturato (http://it.ibtimes.com/classifica-fatturati-il-real-madrid-la-squadra-piu-ricca-del-mondo-juventus-nella-top-10-1434850#) al di fuori della rosa dei probabili vincitori  di una determinata gara. Inoltre allargando il termine al linguaggio economico la parola assume un significato ancor più negativo in quanto viene affibbiato a quelle imprese che restano fuori da un consorzio costituito da imprese affini, che vengono in soldoni tagliate fuori. La vita delle Outsider nel calcio moderno è tutt’altro che semplice, sommerse in un calcio in cui il dio denaro fa sempre più la differenza, si barcamenano tra campo ed uffici cercando disperatamente di far quadrare i risultati con le impellenti esigenze di bilancio. Ma è in un tale contesto, così ostile, che spesso si possono verificare gli adattamenti e le trasformazioni più meravigliose, insomma quello che diceva Darwin parlando dell’adattamento delle specie, si verifica in fondo tutti i giorni nel calcio moderno ed è riscontrabile sottoforma di fragorose cadute e di gloriose ascese. In ogni campionato europeo di spicco troviamo una o più big di turno, che possono contare sulla forza economica e del fatturato per creare un solco con le diverse rivali, sopratutto in sede di calciomercato con l’acquisto di calciatori famosi. Mi riferisco inevitabilmente alla Juventus in Italia, al Bayern Monaco in Germania, al Psg in Francia ed a Real Madrid e Barcellona in Spagna. Spesso a fare da contraltare a queste corazzate ci sono state squadre la cui forza economica non poteva essere paragonabile a quella delle squadre sopracitate per questo per riuscire a competere a certi livelli hanno dovuto aguzzare l’ingegno e mettere in risalto altri aspetti  magari sottovalutati da altre società come ad esempio: puntare su una giusta programmazione, su un gioco ben chiaro e definito senza primedonne di turno ed infine puntare sulla valorizzazione dei giovani pur essendo consapevoli che probabilmente qualche anno dopo se li sarebbero ritrovati contro come giocatori delle suddette big.

Nella descrizione che ho appena compiuto non posso esimermi dal citare il caso dell’Atletico Madrid, 15esima nella classifica dei fatturati con 187 milioni di €, una cifra ragguardevole se non dovesse essere paragonata agli oltre 550 milioni di € incassati dal Real e il Barca, anche per questo l’Atletico ha recentemente ceduto il 20 % delle proprie azioni alla Dalian Wanda, azienda cinese molto attiva nello sviluppo del calcio locale, per cercare di colmare il gap economico esistente con le due big spagnole. Inutile girarci attorno, per l’incredibile cavalcata dei Colchoneros è stata a dir poco fondamentale la figura carismatica del suo allenatore che ha avuto l’indubbio merito di portare alla squadra uno spirito ed un senso di appartenenza così grande da fungere quasi da ossimoro se paragonato all’atteggiamento spocchioso delle superstar in camiseta blanca dell’altra sponda di Madrid. Questo percorso intrapreso da Simeone a fine 2011 ha visto la squadra raccogliere probabilmente meno di quanto avrebbe meritato, portando comunque in dote una Europa League, una Supercoppa Europea, una Liga spagnola, una Coppa di Spagna ed una Supercoppa di Spagna. Traguardi non da sottovalutare per un club che durante la sua storia non ha avuto così tante soddisfazioni, e pensare che il palmarès sarebbe potuto essere ancora più ricco se fosse riuscito a vincere la Coppa dalle grandi orecchie sfuggita per ben due volte in finale contro gli acerrimi rivali cittadini. Alla base del gioco dell’Atletico c’è un’attenzione maniacale degli spazi e delle fasi di non possesso, doti in cui è evidente la mano del Cholo ( http://www.ultimouomo.com/latletic-di-diego-simeone/), infatti la sua squadra preferisce dominare gli spazi rispetto alla palla attuando un pressing aggressivo ed organizzato per favorire il recupero palla e le rapide transizioni dei propri attaccanti. Arte in cui sono maestri Griezmann e Ferreira Carrasco.
atletico
Un’altro tipo molto interessante di outsider è fornito dal Siviglia, squadra Hype per eccellenza, che pur non avvicinandosi mai negli ultimi anni alla vittoria della Liga, è riuscita comunque a rappresentare un punto di riferimento in campo europeo vincendo di fila le ultime 3 edizioni dell’Europa League e riuscendo nell’intento di formare giocatori che oggi indossano le casacche più prestigiose al mondo, mi riferisco ai vari Rakitic, Bacca, Gameiro, Krychiowiak e via dicendo. Decisivo per i risultati ottenuti è stato l’apporto del Ds Monchi, uno dei più bravi nel cercare di accontentare le richieste dei propri allenatori e nel cercare di trovare i giocatori giusti per il tipo di gioco che la squadra vuole proporre. In estate il Siviglia ha subito una vera e propria rivoluzione, ha ringraziato e detto addio a Unai Emery che se n’è andato a Parigi, ed ha accolto a braccia aperte Jorge Sampaoli, l’allievo prediletto del Loco Bielsa e del suo calcio fatto di possesso palla e di salida lavolpiana. In estate il Ds Monchi ha avuto il suo bel da fare per accontentare le richieste di Sampaoli e attuando una vera e propria rivoluzione ha portato in Andalusia giocatori funzionali al progetto come Vasquez, Ganso, Nasri, Vietto, Ben Yedder, Kyotake, Kranevitter,Sarabia, Correa e Mercado. L’inizio è stato incoraggiante e dopo 7 giornate il Siviglia si trova al terzo posto in campionato con 14 punti, 13 goal fatti e 10 subiti e chissà dove potrà ancora arrivare.
sampaolii

Spostandoci un po’ verso est in Germania non possiamo non citare il caso del Borussia Dortmund, nobile decaduta del calcio moderno, portata alla ribalta dall’istrionico Jurgen Klopp e rivitalizzata recentemente dalla cura Tuchel. Il Borussia è in piena crisi quando Jurgen Klopp nel 2008 diventa capo allenatore. Sotto la sua guida i gialloneri si rendono protagonisti di un’ascesa a dir poco repentina nelle gerarchie del calcio tedesco che li porta a vincere due Bundes di fila nei campionati 2009/2010 e 2010/2011 grazie anche ad una nuova generazione di fenomeni formata grazie un’attenta programmazione ed un’accurata analisi di giovani talenti, sto parlando dei vari Lewandoski, Hummels, Gotze e Kagawa che rappresenteranno per diversi anni l’ossatura della squadra. Il culmine della gestione Klopp viene raggiunto la stagione seguente dove il Dortmund sfiora l’impresa venendo sconfitto in finale di Champions League (proprio come l’Atletico) dall’eterna rivale Bayern Monaco dopo aver eliminato in semifinale il Real Madrid. E’ il punto di non ritorno, la stagione seguente a causa degli innumerevoli infortuni e della fine del ciclo Klopp la squadra si classifica solo al 7° posto prima di essere rinvigorita dalla cura Tuchel che riporterà la squadra ad ambienti più consoni grazie alla valorizzazione di giovani di assoluto valore tra cui distinguiamo Weigl, Reus, Dembele, Guerreiro, Pulisic,Mor,Bartra,Rode e il ritorno di Gotze (precedentemente passato agli odiati rivali del Bayern) che riporteranno la squadra al secondo posto in classifica. Il Borussia Dortmund in  questi anni si è distinto per l’aggressività estrema del suo sistema di gioco tipica del moderno calcio tedesco e per l’attuazione asfissiante del gegenpressing (http://spielverlagerung.com/2014/10/07/counter-or-gegenpressing/) come vero e proprio playmaker del gioco come riferito dallo stesso Klopp , inoltre il rapporto in simbiosi che i gialloneri hanno instaurato con il proprio pubblico, rende il Westfalenstadion uno degli stadi più magici della terra.  Attualmente la squadra di Tuchel occupa l’11esima posizione nella classifica dei fatturati con 280 milioni di €, ben distanziati dal Bayern che ne fattura circa il doppio.

la spettacolare curva del Borussia Dortmund
la spettacolare curva del Borussia Dortmund

Come ultima squadra Outsider, voglio parlare del Tottenham Hotspur, squadra del quartiere povero di Londra noto per l’alta criminalità e per il tasso molto alto di stranieri. La squadra del Tottenham pur essendo la squadra meno vincente in tempi recenti fra quelle che ho descritto oggi, è forse quella che incarna con maggiore forza il concetto di Outsider. Infatti il Tottenham che fattura 257 ml €,  deve fronteggiarsi con almeno 5 squadre con un fatturato nettamente superiore ( Man United, Man City, Arsenal, Chelsea, Liverpool) e con altrettante squadre che non hanno un fatturato di molto inferiore al proprio ( Everton, Newcastle, West Ham), forse anche per tutta questa ricchezza e competitività la Premier League rappresenta uno dei più belli campionati al mondo ma anche uno dei più difficili nel quale svolgere il ruolo di sorpresa. L’ascesa degli Spurs nel calcio che conta è riconducibile al 2008 ( l’anno in cui Klopp si insediò a Dortmund), la squadra è reduce dalla vittoria in Coppa di Lega contro il Chelsea dopo 9 anni di digiuno di trofei, manon riesce ad ingranare in campionato per questo decide di sostituire Juande Ramos con l’Inglese Harry Redknapp grazie al quale la squadra riuscirà a centrare una storica qualificazione ai preliminari di Champions League classificandosi al 4° posto. Fondamentale per questa impresa fu l’esplosione di due grandi giocatori ora stelle del Real Madrid, Modric e Bale. Dopo un paio di stagioni discrete sotto la guida di Villas Boas, il vento cambia con l’arrivo di Mauricio Pochettino, un vero è proprio sceriffo, a cui va dato il merito di aver dato un’identità di gioco ben definita alla propria squadra basata sul recupero palla nella metà campo avversaria grazie ad un baricentro alto, alternato da un’ossessiva ricerca della verticalità per andare in porta con il minor numero possibile di passaggi. Ai cardini di questo gioco dobbiamo citare il giovane Dele Alli, Harry Kane, Eriksen, un ritrovato Lamela, il duo centrale formato da Vertonghen e Alderweireld e la coppia dei terzini di spinta costituita da Walker e Rose. Questa squadra è arrivata seconda nel campionato 2015/2016  superata solo dal miracolo Leicester, e si candida ad un ruolo da protagonista nella stagione appena cominciata e chissà che non riesca a vincer quel titolo che le manca dal lontano 1960-1961 ponendo fine ad una maledizione durata sino ad oggi 56 anni.
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Perchè in fondo dietro ad ogni persona che fa il tifo per un Outsider c’è il desiderio di sorpresa, il desiderio di ribaltare quelli che sono i canoni prestabiliti che la fredda e cruda realtà spesso ci prospetta davanti. Un desiderio di andare oltre, di credere nell’impossibile e nell’incerto grazie all’ingegno, all’astuzia e alla competenza degli uomini potendo dare in questo modo libero sfogo ai sogni e alle fantasie.

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