Watford-Chelsea 0-0: ai Blues non basta un grande finale, l’Europa è lontana

Watford Chelsea Premier League Diego Costa

Un tifoso arrivato in grande ritardo allo stadio avrebbe visto decisamente un grande Chelsea nell’ultimo quarto d’ora: Hazard e Oscar ad inventare, Diego Costa presente su ogni pallone, perfino Ivanovic a rendersi pericoloso con le sue incursioni dalla fascia destra.
Solamente un immenso Gomes ha evitato alla sua squadra di capitolare in casa dinnanzi ai campioni in carica.
Sì, il Chelsea è la squadra campione d’Inghilterra in carica. In molti l’hanno già dimenticato ed il trionfale finale di Mourinho del maggio scorso sembra ammantato da un’aura effetto seppia che lo trascina indietro nel tempo di qualche anno.
Lo si capisce fin da quando le squadre entrano in campo: timore reverenziale, questo sconosciuto. Il Watford, come già molte altre contendenti, non si fa impressionare dai colossi in blu, anzi.
In fin dei conti a Vicarage Road questa sera la squadra più in alto in classifica è quella che gioca in casa e nel primo tempo lo fa decisamente pesare.
La partita la fanno gli uomini di Quique Sanchez Flores, mentre il Chelsea gioca di rimessa affidandosi alla lotta fisica dell’isolato Diego Costa.
L’attaccante spagnolo (si fa per dire) gioca una partita nella partita o, meglio, una corrida nella partita. Lui è il toro, ovviamente, e gli avversari i picadores. Sbatte e si dimena in continuazione ad ogni contrasto, ma gli Hornets gli continuano a ronzare attorno cercando di farlo cadere in trappola e fargli commettere qualche sciocchezza. Intorno al 12′ una scornata (in realtà una lieve spinta) atterra Prodl in area Watford, ma l’arbitro lascia proseguire; a fine primo tempo invece è Paredes a cadere a terra, ma a ben vedere non se ne comprende a fondo il motivo. Fatto sta che Diego Costa viene attorniato da avversari urlanti e finisce col beccarsi il giallo, al pari della sua presunta “vittima”.
Nella ripresa i padroni di casa cedono campo e, man mano che passano i minuti, arretrano sempre di più il loro raggio d’azione. Per larghi tratti del primo tempo erano riusciti a chiudere il Chelsea nella propria area di rigore, seppure Courtois non sia stato quasi mai impegnato severamente.
Nel finale, come detto, è il Chelsea a sfiorare più volte il vantaggio e Diego Costa abbandona definitivamente le corna per spostare il piano dello scontro sui piedi e sulla testa. Ne esce un assist dal fondo mal sfruttato da Oscar, una deviazione sul secondo palo fuori di nulla ed un colpo di testa magistrale tolto dal sacco da uno splendido colpo di reni di Gomes quando manca un solo minuto di gioco.
Lo 0-0 sta bene agli Hornets che mantengono un dignitosissimo nono posto, con la zona europea ben più vicina della lotta salvezza, mentre i Blues proseguono la striscia senza sconfitte dell’era Hiddink, ma non riescono nell’impresa di vincere due gare di fila e rimangono a metà strada tra la zona calda e il gruppetto di squadre che rincorre l’Europa League.
Ad oggi la competizione continentale minore dista ufficialmente 11 punti, a meno che le cose non cambino grazie ai risultati delle coppe nazionali (potrebbe ritornare buono anche il sesto posto) il cammino è ancora lungo e irto di ostacoli.

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Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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