Guardiola, poker d’assi per dire sì al Manchester City

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Dopo aver dato l’addio al Bayern Monaco, e aver affermato di voler allenare il prossimo anno in Premier, non si placano le voci attorno a Guardiola, il tecnico più conteso del mondo. Sul catalano si registrerebbe il forte interesse di tre clubs inglesi: Manchester City, Chelsea e Manchester United. Ma il favorito numero uno all’ingaggio di Guardiola è, senza alcun dubbio, il City, che avrebbe già un accordo di massima col tecnico del Bayern Monaco dallo scorso marzo.

Guardiola, d’altronde, è decisamente allettato da un contratto principesco (quattro anni a 25 milioni a stagione) e dal fatto di poter lavorare nuovamente con Soriano e Begiristain, dirigenti del club inglese coi quali condivise la fantastica esperienza al Barcellona. Secondo il “Sun“, però, Guardiola sbarcherebbe all’Etihad Stadium solo con precise garanzie tecniche, tanto da aver messo in cima alla lista dei desideri un poker di nomi da far tremare i polsi: Paul Pogba, Lionel Messi, Gerard Pique e David Alaba.

Sarebbero queste le richieste avanzate da Guardiola alla ricca proprietà araba dei Citizens, ai quali – sempre secondo quanto riportato dal “Sun” – avrebbe addirittura stilato il suo undici ideale per rendere il Manchester City la squadra più forte al mondo: Hart, Sagna, Otamendi, Pique, Alaba; De Bruyne, Fernandinho, Pogba; Sterling, Messi, Aguero. Una squadra quasi invincibile, che porterebbe il City ad essere considerata la compagine, sulla carta, più forte del pianeta. Con in panchina, il tecnico più rivoluzionario degli ultimi vent’anni.

 

4 Commenti su Guardiola, poker d’assi per dire sì al Manchester City

  1. E’ un articolo che mi irrita e mi infastidisce all’inverosimile. Se Guardiola non vince la CL con il Bayern sarà FALLIMENTO totale di questi ultimi tre anni (e il primo che mi parla delle tre Bundesliga vinte lo defenestro all’istante!). La sua lista della spesa è ridicola e dimostra quanto i suoi successi siano stati in gran parte dipendenti da Messi e dalla generazione d’oro di quel Barça (Piqué, Xavi, Iniesta, Puyol …). Un grande allenatore si vede dalla sua capacità di “mediatore” tra le proprie idee di gioco e le qualità degli uomini a disposizione. Nomi? Sempre quelli… Ancelotti, Mourinho, gente che ha vinto tutto (almeno) due volte ma senza rivoluzioni, bensì sfruttando al massimo i propri giocatori. Tra il Lahm mediano di Guardiola e il Di Maria mezz’ala di Ancelotti, un esempio a caso, c’è in mezzo tutta la differenza tra i due mister. E la chiudo qui, sono realmente schifato da questo pseudo profeta.

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