Everton-Leicester 2-3: le volpi continuano a volare

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La capolista Leicester arriva sul lato blu di Stanley Park, l’area verde di Liverpool che separa Goodison Park da Anfield Road, per il match contro l’Everton.
La squadra di Ranieri arriva da due vittorie che sono costate le teste di due allenatori, Garry Monk e Josè Mourinho, ma Roberto Martinez oggi non teme certo per la sua posizione. Potrebbe essere legittimo per i Toffees chiedersi perché in testa ci sia la maglia blu dei Foxes e non la loro, visto come sono andate le cose, però il campionato non è ancora da buttare.
L’Everton ha sofferto i troppi pareggi delle ultime gare, ma la squadra c’è, i punti di distacco dai piazzamenti europei sono solo tre e nella lotta si sono inserite al momento squadre con organici forse inferiori e con gli occhi puntanti più su una tranquilla permanenza in Premier che su un’improbabile avventura continentale.
Le assenze di Jagielka, Pienaar, Hibbert, Browning e Oviedo si contrappongono alla squalifica di Huth nella difesa ospite e all’infortunio di Drinkwater a centrocampo.

Il Leicester inizia la sfida con le gambe leggere di chi vola alto, ma Ranieri sa che potranno seguire tempi duri e ammonisce tutti citando Ferguson e ricordando che quel che conta è come i cavalli arrivano agli ultimi 10-100 metri.
L’inizio è un classico del Leicester: palla sempre tra i piedi dell’Everton e Foxes pronti a ripartire alla prima occasione buona. I Toffees lo sanno e cercano di limitare i danni usando anche le cattive e ricorrendo sistematicamente al fallo tattico.
Al 25′ la palla del vantaggio sembra averla Ross Barkley su assist di Arouna Koné, ma il possente trequartista inglese manca malamente il tiro al volo. Gol mancato, gol subito?
More or less, perché sul ribaltamento di fronte Okazaki sfugge ad un ingenuo Funes Mori e viene atterrato, regalando a Mahrez la possibilità di raggiungere Lukaku al secondo posto della classifica marcatori siglando il rigore concesso dall’arbitro senza esitazione.
L’algerino cresciuto nell’hinterland parigino non delude e segna con un preciso sinistro, sul quale Howard non può arrivare nonostante avesse intuito.

L’Everton invidia la festa agli ospiti e reagisce rabbiosamente alla ricerca del pari, mettendo in campo più veemenza che idee.
Non passa molto infatti ed un’azione insistita dei padroni di casa riesce a rimettere le cose a posto: Barkley dopo aver messo a sedere due difensori si fa respingere il tiro da Schmeichel, tira di nuovo e trova King appostato sulla linea di porta, ma sul suo rinvio di testa arriva Lukaku di potenza ed è 1-1.
Finita la reazione dei Toffees, la gara si riassopisce fino all’intervallo.

Nella ripresa la squadra più fresca sembra essere ancora una volta quella di Ranieri: il Leicester non ha quasi mai il pallone (l’Everton arriva a toccare anche il 70% di possesso palla durante il match), ma non appena ne entra in possesso non perde tempo e verticalizza immediatamente, cercando di arrivare alla conclusione in 3/4 tocchi al massimo.
Così, dopo un salvataggio di Baines su Okazaki lanciato in solitaria verso la porta, al 63′ Mahrez trova Vardy in area e Howard esce a valanga su di lui, non riuscendo ad evitare il secondo rigore di giornata.
Mahrez riacciuffa Lukaku a quota 13 gol spiazzando il portierone americano e l’Everton ritorna rosso di rabbia.
Stavolta l’ira è cieca e sbatte contro un muro, il Leicester non solo regge, ma rilancia: su un rinvio della difesa contrastato da Albrighton, la palla arriva a Vardy, che alza lo sguardo e serve Okazaki in area per l’incredibile 3-1!

Con l’Everton sempre più confusamente in avanti e il Leicester che comincia a calare d’intensità, Ranieri toglie le punte di diamante Vardy e Mahrez per mantenere la capacità di ripartire velocemente con elementi più freschi, ma non può evitare il ritorno dei Toffees all’89’, quando Mirallas segna il 2-3 dopo la respinta della difesa sul tentativo di Lukaku.
Gli ultimi minuti dovrebbero essere quelli dell’arrembaggio finale dei padroni di casa, ma il Leicester rimane lucido ed alla fine l’occasione più nitida capita a Ulloa su contropiede orchestrato da Okazaki. Howard salva miracolosamente, ma per i suoi compagni non c’è più nulla da fare. Vince il Leicester, ancora.

38 punti in 17 partite, la logica non riesce a farci comprendere l’entità degli eventi, ma al di là della pessima stagione di alcuni top team, i numeri della squadra di Ranieri sono numeri da grande squadra.
Mahrez raggiunge Lukaku al secondo posto della classifica cannonieri, permettendo così ai Foxes di vantare i due migliori attaccanti della Premier.
Forse non c’è mai stato Natale più dolce in quel di Leicester, perché ormai la prossima partita si giocherà il 26 dicembre e quindi per tutti i tifosi Foxes sotto l’albero quest’anno c’è il primo posto.
Per l’Everton ci sarà il Newcastle alla prossima e l’impressione è che durante le festività natalizie si deciderà il futuro stagionale dei Toffees. Ad inizio gennaio sapremo se l’Everton potrà ancora guardare in alto verso i sogni europei oppure dovrà iniziare a guardarsi dietro e a guardarsi dentro per capire cosa c’è che non va.

Everton-Leicester 2-3 (27′ rig. Mahrez, 32′ Lukaku, 65′ rig. Mahrez, 69′ Okazaki, 89′ Mirallas)

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About Luca Petrelli 157 Articoli
Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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