Champions League: vittorie preziose ma di misura per Astana e Bate Borisov

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I playoff di Champions League hanno regalato match molto equilibrati, come quelli tra Astana e Apoel (1-0 per i kazachi) e tra Bate e Partizan (vittoria anche qui casalinga per 1-0). Qualificazioni in bilico, nulla è scritto.

ASTANA-APOEL 1-0 (14’ Dzholchiyev) L’anticipo di questa serata di Champions comincia con la vittoria dell’Astana contro i ciprioti dell’Apoel. I kazachi sperano di fare meglio dei connazionali dello Shaktjor Karaganda che due stagioni vinsero (sempre in un playoff Champions) l’andata in casa contro il Celtic per poi venire eliminati al ritorno. Vittoria meritata per i padroni di casa che, spinti da un gran tifo (Astana Arena gremita, colorata e rumorosa), sfiorano il gol in avvio (colpo di testa di Nuserbayev, grande riflesso del portiere ospite Waterman) e lo trovano al quarto d’ora: cross dalla sinistra del centroafricano Foxi Khetevoama (da due anni miglior assistman nel campionato kazaco) e incornata vincente dell’esterno Dzholchiyev. L’Apoel non reagisce subito ma solo nella ripresa dove creano un paio di buone trame ma inquadrando la porta solo con un destro da fuori area dell’argentino De Vincenti; troppo poco (non è una novità, gli uomini di mister Paciencia nei precedenti quattro match hanno segnato solo 3 gol, manca un finalizzatore) ed è anzi l’Astana a sfiorare il raddoppio con due occasioni firmate dallo scatenato Foxi (migliore in campo) che impegna Waterman prima con un secco mancino partito dalla distanza poi con una conclusione da posizione decentrata su cross dalla destra.

BATE BORISOV – PARTIZAN 1-0 (75’ Gordeichuk) Il Bate, forte della sua esperienza in Champions League (quattro esperienze nei gruppi Champions dal 2008, ha perso solo due degli ultimi 25 incontri disputati in casa) a cui si aggiunge il ritorno del 34enne Aleksandr Hleb (da una settimana tornato nel club che lo lanciò nel grande calcio) batte il Partizan che esce dalla Borisov Arena con l’amaro in bocca per l’evolversi del match. Primo tempo tutto sommato equilibrato con un leggero e prevedibile predominio bielorusso: il portiere ospite Zivko Zivkovic deve intervenire più volte su conclusioni di Rodionov, Gordeichuk e Aleksievich ma nulla di clamoroso, mentre i serbi hanno una grossa occasione sprecata da Andrija Zivkovic (il gioellino 19enne e campione del mondo Under 20). La svolta del match arriva però proprio allo scadere del primo tempo con il secondo giallo subito ingenuamente dal mediano Jevtovic. Ripresa senza storia con il Partizan in trincea (ad inizio ripresa esce l’unica punta Bojinov) e il Bate a cercare gli spazi giusti per colpire, senza successo però. Al 70’ anzi si registra un’occasione capitale per gli ospiti: lancio lungo del terzino mancino Petrovic, respinta corta del centrale Milunovic grazie alla quale Oumaru serve Zivkovic che si invola verso l’area bielorussa ma conclude addosso a Chernik in uscita disperata. Poco dopo però ecco la doccia fredda per i serbi: corner di Stasevich e colpo di testa vincente dell’esterno Gordejchuk che sbuca dietro al mancato intervento di Oumaru. I bielorussi vedono gli avversari alle corde e continuano a spingere anche nell’ultimo quarto d’ora ma Zivko Zivkovic è superbo sulle conclusioni di Signevich e Rodionov. Il Partizan non dovrà commettere gli errori di inesperienza (non si giocava un playoff di Champions dal 2011) di stasera per ribaltare il risultato, come è nelle sue potenzialità.

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(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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