Dnipro-Zorya 0-2: addio al campionato, la testa di Rotan&Co era al Napoli

Lo Dnipro, reduce dal fortunoso pareggio del “San Paolo” e con la testa al ritorno casalingo contro il Napoli che potrebbe portarli ad una storica finale di Europa League, era impegnato oggi alla “Dnipro Arena” contro la quarta forza del campionato ucraino, lo Zorya Lugansk temibile in trasferta (fuori casa solo 4 ko, facendo 2-2 a Kyev e vincendo 1-0 a Donetsk) ma distanziato di ben 13 punti in classifica. La vittoria era obbligatoria per poter mantenere accese le speranze di arrivare al titolo (mai vinto nella storia della Premier Liha) o perlomeno per risuperare al secondo posto lo Shakhtar vincente ieri (pirotecnico 7-3 sul campo del Zakarpattia Uzhhorod in lotta per non retrocedere).

Markevych in vista del Napoli dispone un ampio turno-over: solo tre i giocatori in campo dal primo minuto al San Paolo, e cioè il portiere Boyko (ormai eroe locale) e i due mediani Kankava e Fedorchuk. In campo i tre subentrati nella ripresa contro i partenopei (gli attaccanti Bezus e Seleznev e il portoghese Gama) e altre riserve tra cui il centrale appena ventenne Svatok e il brasiliano Matheus mai considerato finora.

Inizio Dnipro in modalità risparmio con gestione della palla e rare puntate offensive; il club biancoblu conquista qualche corner ma non è quasi mai pericoloso se non per una spettacolare ma imprecisa rovesciata di Matheus e gli ospiti si difendono senza affanno. Così al 28° ecco la doccia fredda: il regista degli ospiti  Chaykovskiy serve al limite dell’area il trequartista georgiano Lipartia che si scontra con Ksonz, la palla rimane lì, arriva Khomchenovskiy che la calcia col destro a giro sul secondo palo, imparabile per Boyko. Lo Dnipro reagisce ma senza quella veemenza che ci si aspetterebbe; Bruno Gama e Matheus sono i più pericolosi, il brasiliano in particolare nel finale del primo tempo impegna il giovane portiere ospite Mykyta Shevchenko con un bolide di destro su punizione. A pochi secondi dal termine della prima frazione altra doccia fredda: pasticcio difensivo tra il giovane Svatok e Ksonz, ne approfitta Karavaev che scatta in ripartenza e serve a centroarea il solissimo Budkivskiy (gigantesca punta classe ’92 in prestito dallo Shakhtar) che appoggia in rete il 2-0 per gli ospiti.

Ripresa ovviamente a senso unico con assalto Dnipro all’area ospite, ma solo una conclusione verso Shevchenko (un destro debole dal limite di Bezus); Markevych è costretto quindi a far entrare al 54° le due “stelle” di squadra, Rotan e Konoplyanka. Il tecnico ospite, Vernydub, risponde cambiando trequartista: esce il georgiano Lipartia, entra il serbo Ljubenovic (numeri alla mano il loro miglior giocatore, 7 gol e 7 assist in stagione). I padroni di casa non cambiano marcia, neppure dopo l’ingresso anche di Kalinic (al 68°) e rischiano di subire il terzo gol ad un quarto d’ora dalla fine: Malinovsky serve in area proprio Ljubenovic che controlla e tira al volo sfiorando la traversa. Poco dopo risponde, finalmente, lo Dnipro: punizione di Rotan deviata, palla che finisce sul secondo palo dove Kalinic tutto solo appoggia clamorosamente fuori. Rimane l’occasione più chiara per i padroni di casa, pericolosi solo con due inzuccate di Kalinic troppo deboli e con un mancino dalla distanza di Rotan ben bloccato da Shevchenko. Rotan&Co. dicono addio al titolo, ma restano comunque in corsa per il secondo posto (e quindi all’accesso al preliminare di Champions League) e nella coppa nazionale. Ora testa al Napoli, ci vorrà ben altro Dnipro.

[foto tratta da www.facebook.com/fcdniproua]

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(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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