L’Uefa Respect Fair Play ranking e il premio delle polemiche

uefa fair play

L’Uefa Respect Fair Play ranking è un sistema utilizzato dal 1995 dall’Uefa per premiare automaticamente le prime tre federazioni nazionali di ogni stagione con un posto extra ciascuna; posto affidato ai club dei relativi campionati al posto più alto non ancora qualificati per le coppe europee e che possono così partecipare al primo turno dell’Europa League della stagione successiva a quella a cui la classifica si riferisce. E’ così da 20 anni (anche se prima dell’Europa League veniva premiata solo la prima federazione e sorteggiate le altre due) ma solo in questi giorni è salito agli onori della cronaca italiana che l’aveva sempre ignorato; d’altronde l’Italia non si è mai posizionata nelle prime tre posizioni.

L’ultimo ranking ha premiato le Federazioni di Olanda, Inghilterra e Repubblica d’Irlanda (l’Italia è arrivata 17esima su 48 federazioni contemplate, per la cronaca); il primato “Orange” è stato oggetto di vibranti polemiche in seguito agli atti vandalici degli ultras del Feyenoord in occasione della trasferta a Roma (19 febbraio 2015) nella corrente edizione dell’Europa League. Una polemica cavalcata dai mass media nazionali che hanno attaccato l’Uefa e i suoi rappresentanti, interpretando (strumentalmente?) questo premio con l’intenzione di infierire ulteriormente sulle deprecabili ferite alla città di Roma, per cui mai il governo del calcio del Vecchio continente si è scusato ufficialmente. Reazione a caldo o polemica fondata? In primis analizziamo i criteri con cui viene composto il ranking.

Il ranking viene elaborato tenendo conto di tutte le squadre rappresentative di una Federazione: concorrono al punteggio della classifica le partite di tutte le squadre nazionali e di tutti i club in tutte le competizioni UEFA (dal primo maggio al 30 aprile dell’anno successivo). Questi i criteri con cui vengono assegnati i punteggi e da cui quindi fuoriesce la classifica: 10 punti assegnati se non si ricevono cartellini gialli o rossi (ogni giallo comporta una deduzione di un punto, ogni rosso di 3 punti); 10 punti al massimo (minimo 1) per aver mostrato un gioco positivo (tattiche di attacco, accelerare il gioco, evitare perdite di tempo e costante ricerca del gol anche a risultato acquisito); 5 punti massimo (minimo 1) per il rispetto verso l’avversario (per es. restituire la palla con una rimessa laterale per aiutare un avversario ferito); 5 punti massimo (minimo 1) per il rispetto verso l’arbitro; 5 punti massimo (minimo 1) per il comportamento dei dirigenti della squadra; 5 punti massimo (minimo 1) per il comportamento dei tifosi (criterio ignorato quando il numero di essi è trascurabile o pari a zero). Il numero totale di punti viene poi diviso per il numero massimo di punti, 40 (o 35, se ignorato il criterio dei tifosi), e moltiplicato per 10 arrivando ad un punteggio compreso tra 0 e 10 (punteggio calcolato a due punti decimali e non arrotondati).

A quanto pare conta ben poco il criterio del comportamento dei tifosi, su un punteggio massimo solo per il 12,5%. Secondo il meccanismo di giudizio Uefa quindi, l’episodio di Roma incide davvero in misura trascurabile sul più ampio “buon comportamento” della Federazione tutta. Sbagliato? evidentemente sì, anche perchè il mancato rispetto verso gli avversari o l’arbitro non potranno mai portare direttamente alla violenza, mentre gruppi di tifosi sia all’interno degli stadi che al di fuori di essi hanno già dimostrato di poter creare caos, devastazione (come a Roma), feriti e anche morti.

Uefa sicuramente censurabile da questo punto di vista, colpevole di non aver pensato ad una situazione disdicevole come quella che si è venuta a creare non poi così inimmaginabile, ma che aveva già messo mano, seppur in maniera tardiva, al meccanismo del ranking già prima degli episodi pre Roma-Feyenoord. Proprio nello scorso dicembre (precisamente il 4 dicembre 2014) infatti il Comitato Esecutivo UEFA aveva approvato un aggiornamento dei metodi di valutazione e un nuovo sistema di premiazione, con tre diverse classifiche fair play: il Fair play generale (premiata la federazione con il miglior punteggio complessivo nel fair play), il Miglioramento nella classifica fair play generale (premiata la federazione che è migliorata di più in classifica rispetto alla stagione precedente) e il Comportamento degli spettatori (viene premiata la federazione con il punteggio finale più alto in questa categoria). In più non saranno più assegnati posti supplementari all’Europa League, ma un premio in denaro (da donare a squadre dilettantistiche o professionistiche per progetti legati al fair play) elargito alle federazioni prime in queste tre classifiche.

Certamente un bel cambiamento, che potrà evitare futuri “casi Olanda” premiando nel merito le singole Federazioni e non secondo (astrusi) calcoli aritmetici. In ritardo di un anno, ma l’Uefa si è mossa.

About Edoardo Buganza 337 Articoli
(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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