Chelsea-Stoke City 2-1: i Blues vincono ma non convincono, 3 punti nell’uovo di Pasqua

chelsea-stoke 2-1

CHELSEA-STOKE 2-1. La pausa nazionali si è appena conclusa e i maggiori campionati di calcio ritornano in azione per la gioia di tutti i tifosi e gli appassionati. In questo 30esimo turno di Premier League nella splendida cornice di Stamford Bridge il Chelsea di Josè Mourinho sfiderà lo Stoke City di Mark Hughes, vecchia conoscenza nonché ex giocatore dei Blues. Lo Special One si conferma per l’ennesima volta fedele alla propria formazione tipo schierando il solito e collaudato 4-2-3-1 che vede tra i pali Courtois (il quale viene da una ottima performance con la nazionale belga in settimana) in difesa da sinistra a destra Azpilicueta, Terry, Cahill, Ivanovic, in mediana il gigantesco Matic al fianco di Cesc Fabregas mentre sulla trequarti i tre moschettieri di fiducia: Hazard, Oscar e Willian.

Novità last minute invece per quanto riguarda l’attacco, perché partirà titolare Remy al posto di Diego Costa che si è allenato soltanto 2 giorni dopo il riposo necessario a causa dell’infortunio muscolare rimediato nell’ultima partita di campionato. Mark Hughes tra i suoi confida nel recupero per tempo di Jonatan Walters che si era fermato dopo aver rimediato una forte botta al polpaccio. Wollscheid, Pieters e Ireland invece sono a completa disposizione dover aver superato i rispettivi acciacchi fisici e ci sarà anche Muniesa che ritorna dopo uno stop di 5 gare per colpa di un infortunio ai tendini. Non farà parte del match Victor Moses in prestito proprio dal Chelsea e perciò impossibilitato ad affrontare il club detentore del cartellino come stabilito dal regolamento.

I Blues saltano i convenevoli e partono subito in quarta presentandosi dopo 2 minuti di orologio dalle parti di Begovic che è bravissimo a salvare dal tiro di Remy deviato in maniera velenosa da Charlie Adam. Dopo poco ci riprova Oscar con un tiro-cross teso dalla trequarti che viene prolungato da Wilson in calcio d’angolo in modo da sventare potenziali pericoli. Il Chelsea fa la partita ma lo Stoke è ordinato ed attento e concede poco agli uomini di Mourinho che fanno anche fatica tra l’altro a fraseggiare, mostrando una serie di errori personali nella gestione del pallone nei momenti chiave offensivi. Al 26esimo Matic in un ipotetico disimpegno facile da gestire, ci pensa su troppo e spara debolmente verso il centro del campo nei di N’Zonzi che coglie l’occasione e prova a battere Courtois con un tiro a foglia morta dalla distanza che finisce di poco sopra la traversa e procura uno spavento generale a tutti i tifosi Blues.

Le squadre sono bloccate e gli errori fioccano sia da una parte che dall’altra: Hazard da campione quale è, prova a spaccare da solo la partita e a riscaldare l’ambiente con una serpentina nel traffico dell’area dei Potters e poi tentando un rasoterra velenoso che privo di buon angolo finisce nella presa sicura di Begovic. I padroni di casa con pazienza provano ad assediare il fortino della squadra di Hughes ma i risultati sono flebili ed inconsistenti fino a quando succede l’episodio chiave che cambia il match: dopo l’ennesimo fraseggio stretto made in Blues, Fabregas viene smarcato in maniera eccellente in area, si gira in fazzoletto e viene abbattuto da Wollscheid in maniera goffa e rovinosa causando un netto quanto ingenuo calcio di rigore. Hazard come da rituale si presenta sul dischetto e con la solita tecnica spiazza il portiere avversario e insacca basso e centrale con facilità portando in vantaggio i suoi e allentando così la pressione sull’ambiente e sulla partita.

Match finito ed in ghiaccio dunque? Assolutamente no, perché a un minuto dalla fine del primo tempo lo Stoke recupera palla su Hazard con un contrasto dubbio, la palla arriva a Charlie Adam che alza la testa e vede Courtois fuori dai pali; siamo aila distanza siderale di 60 metri dalla porta ma lo scozzese ha i piedi per fare il capolavoro di giornata e forse della stagione: il tiro viene scoccato con una traiettoria tesa e il portiere del Chelsea viene beffato, un gol semplicemente incredibile che rimette la partita in parità e rovina momentaneamente il pomeriggio alla capolista. Finisce il primo e tutti negli spogliatoi, lo Special one farà una bella ramanzina ai suoi perché per l’ennesima volta il vantaggio minimo è stato prontamente vanificato concedendo un goal agli avversari, brutta abitudine che sta diventando davvero ricorrente nei match del Chelsea.

La pausa non ha un grande effetto rigeneratore per i padroni di casa che al rientro sono ancora scossi per la beffa subita, Mourinho è teso ed impaziente e decide di rischiare Diego Costa al posto di un Oscar impalpabile ed apatico. Non è la giornata fortunata e si vede: il brasiliano naturalizzato spagnolo dura 11 minuti d’orologio e si accascia a terra per un problema muscolare, costringendo Mou ad effettuare un ulteriore cambio gettando nella mischia Didier Drogba. Il copione della partita però non cambia e i Blues continuano a fare una fatica pazzesca sia costruire che a rendersi pericolosi dalle parti di Begovic, allora è proprio l’estremo difensore dei Potters che all’ora di gioco combina la frittata: da un rinvio maldestro ed affrettato la palla finisce di nuovo tra i piedi di un Hazard indemoniato che serve Remy per il più facile dei goal a porta vuota. Il francese toglie nuovamente le castagne dal fuoco e si conferma una risorsa preziosa andando a segno ogni 97 minuti ma soprattutto quando i goal sono necessari come il pane.

Oscar-Whelan
Un duello tra Oscar e Whelan

Il Chelsea però ricasca nuovamente nell’errore di staccare la spina subito dopo il vantaggio e allora ne approfitta N’Zonzi, il quale con un piattone soprende un rivedibile Courtois che parte tardi non arriva sulla sfera e viene salvato solamente dal palo esterno: dopo questo pericolo sventato i padroni di casa fanno tesoro della lezione e ci concentrano nel gestire il vantaggio addormentando il match ed eventualmente trovando la terza marcatura per poter chiudere il match in maniera definitiva. Arriva anche il momento di Cuadrado che potrebbe rivelarsi utile nelle transizioni in contropiede ed è proprio sui piedi del colombiano che capita la palla del potenziale 3-1 ma Begovic si supera in un doppio intervento che nega la gioia del primo goal in Premier per l’ex giocatore della Fiorentina. I minuti finali scorrono inesorabili nel segno del giro palla a senso unico del Chelsea e della difesa collettiva senza più forze dello Stoke che tra l’altro non riesce a rendersi più pericoloso a causa della parecchia confusione in fase offensiva fino all’arrivo del triplice fischio finale che è una liberazione per tutti i presenti in campo, fuori e a casa.

Questo Chelsea vince ma non convince, il debito di ossigeno e forze è netto e sotto gli occhi di tutti ma Mourinho storicamente in periodi come questi porta sempre a casa queste partite con il minimo scarto ma che valgono sempre 3 punti pesantissimi nella corsa al titolo. La squadra di Stamford Bridge torna a +7 da un Arsenal in formissima che oggi ha liquidato 4-1 il Liverpool e +9 sul Manchester City che giocherà Lunedì sera ma bisogna ricordare che ai Londinesi manca un match da recuperare. Per dirla alla Mou: “Ne mancano 5 e un pareggio”.

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Studente universitario in quel di Siena, classe 1992 follemente innamorato della Premier League e del calcio inglese, amo anche il basket ma seguo solo quello NBA come tifoso ultradecennale dei Los Angeles Lakers, appassionato anche di Football Americano tifo i Cincinnati Bengals. Oltre a scrivere adoro la musica elettronica, il rock 'n' roll, i computer, i videogiochi, l'arte e la letteratura. Aspirante tuttologo, sono un personaggio analogico in un mondo digitale.

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