Il CT della nazionale Conte in grande spolvero

antonio conte

Antonio Conte ha sempre il mondo contro. L’opinione pubblica talvolta non riesce a discernere se sia lui che tragga linfa vitale dallo scontro col sistema o se sia l’ambiente che lo soffochi. Tuttavia, come ogni vigilia della Nazionale che si rispetti, c’è una polemica che lo carica a molla: lui è sempre il dodicesimo uomo in campo.
La vigilia di Italia-Inghilterra scorre molto più tranquilla rispetto a quella turbolenta che ha preceduto il match di Sofia contro la Bulgaria. Dalla polemica innescata da Roberto Mancini sul sempiterno tema oriundi fino alla difficile questione infortunio-Marchisio, di carne al fuoco se n’è messa.

“Sono stato chiamato per dare una scossa in un momento molto difficile per il calcio italiano – ha detto Conte – una scossa anche a tutto il movimento. Io cerco di darla con le buone o con le cattive. Vorrei più unità, vorrei che tutti remassero nella stessa direzione”. E dopo aver rammentato i “bellissimi, indelebili ricordi” sopravvenuti al varcare il cancello dello Juventus Stadium, ha affrontato il presente: “Sono tante le cose che escono quotidianamente – ha risposto – qualche volta leggo i giornali, qualche volta no. Io vado avanti, so che non è facile però prendo una frase di Mennea: ‘Per raggiungere i grandi sogni, bisogna fare grande fatica’. Mi è piaciuta molto la frase che ho ascoltato ieri nel film. Questa penso che sia la verità. Se venerdì ho avuto qualche cattivo pensiero? Me ne sono venuti tanti altri”. Ha poi proseguito: “Mi chiedete cosa mi manca in particolare in questo momento? Non saprei, ma mi faccio tante domande, e non capisco; io lavoro tanto, poi mi dicono che lavoro troppo. Ma il lavoro non deve essere una eccezione, bensì una regola. Ecco vorrei non essere considerato una eccezione”.

Il CT va avanti per la sua strada, dimostrando con queste parole sorprendenti di essere un grande uomo, perennemente alla ricerca di traguardi più alti, forte di una grande considerazione di sé.
E ci tiene a precisare che la nazionale che affronterà l’Inghilterra questa sera non sarà una nazionale sperimentale: “A volte ci sono giudizi frettolosi, e invece serve pazienza; io dico no alle valutazioni perentorie, che siano promozioni o bocciature”.

Tra più attesi c’è sicuramente il regista ell’Empoli, protagonista fino ad ora di un campionato eccellente: Valdifiori è forte fisicamente e a livello di interdizione – il commento di Conte – mentre Verratti ha tanta qualità e il vantaggio di giocare in un contesto internazionale con grandi campioni”.

Il secondo posto dietro la Croazia pesa ma Antonio ha l’umiltà di ammettere la loro superiorità, conscio che al momento ci troviamo in un delicato momento di ricambio generazionale. Lui risponde solo con il lavoro, solido e competitivo come sempre, senza considerare un fallimento il secondo posto nel girone.
Il bilancio di Conte in sette partite da CT della Nazionale è di cinque vittorie e due pareggi: certamente non vorrà incorrere in una sconfitta in quella che è stata la sua casa per tre fantastici anni.

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