Copa Chile, U.de Concepcion-Palestino 3-2: gli Arabes si svegliano tardi e la coppa va ai “Los del foro”

Universidad de Concepcion

Un atto finale pazzesco e pieno di emozioni, quello della Copa Chile 2014-15, che stanotte ha visto trionfare l’Universidad de Concepcion per la seconda volta nella propria storia.

La partita comincia subito sotto il segno dell’agonismo (la prima ammonizione arriva dopo tre minuti ed è per “El Panco” Castillo) e dell’ “UdeC”, che già al decimo minuto può vantare ben due reti di vantaggio: ad aprire le danze è uno sfortunato autogol di Diaz, che infila il proprio portiere Dario Melo sugli sviluppi di un cross di Flores nel tentativo di anticipare il diretto avversario; mentre a bissare la rete del vantaggio ci pensa “l’Arcángel del gol” Gabriel Vargas con un pallonetto fantascientifico da centrocampo, con il quale coglie di sorpresa il portiere avversario decisamente fuori posizione. Questo uno-due iniziale mette ko il Palestino, che non riesce a creare una vera e propria controffensiva, anche se la svolta arriva al 39esimo, quando l’arbitro manda Portillo a farsi la doccia per il secondo fallo da cartellino giallo della sua partita.

Gabriel Vargas
Gabriel Vargas (U.de Concepcion), autore di un golazo nella finalissima contro il Palestino. Fonte foto: latercera.com

Nella ripresa, ovviamente, il copione cambia radicalmente, infatti il Palestino, complice la superiorità numerica, prende in mano il pallino del gioco e comincia a schiacciare la squadra avversaria nella propria metàcampo: la prima occasione arriva al 47esimo, quando Jason Silva impegna il portiere avversario Cristian Munoz con una bella stoccata dal limite dell’area. Nonostante la buona partenza, con il passare dei minuti è l’Universidad de Concepcion a riprendere il controllo del match, con il Palestino che è costretto ad abbassare il baricentro per non capitolare nuovamente: infatti l’occasionissima per il tris arriva al 67esimo, quando “El Panzer” Sebastian Roco viene lasciato tutto solo sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma la sua girata fa solo la barba al palo. La risposta del Palestino è affidata ad una conclusione, piuttosto velleitaria, del “Cantante” Diego Torres, il quale ci prova con il mancino da posizione defilata, ma Munoz blocca senza affanni; al 76esimo grandi proteste degli “Arabes” per un presunto calcio di rigore non assegnato per un fallo di mano di un difensore avversario, che dai replay sembra abbastanza chiaro. Un errore pesante che il Palestino paga poco dopo, quando “l’U penquista” trovano la rete del tris con una bellissima conclusione al volo del “Pollo” Fernando Manriquez, che finalizza al meglio una perfetta azione di rimessa dei suoi. A questo punto la partita sembrerebbe chiusa, ma gli “Arabes” mettono insieme le ultime forze ed danno vita ad un finale pazzesco: prima arriva la rete della speranza di Jorge Guajardo, che risolve una mischia creatasi sugli sviluppi di un calcio d’angolo con un tacco delizioso, e poi quelle del 3-2 del “El Sazonador del Gol” Diego Chaves, bravo nel finalizzare al meglio una bella azione offensiva. Nonostante ciò, gli ultimi sforzi non portano al concretizzarsi della clamorosa rimonta e lasciano il trofeo tra le mani di un Universidad de Concepcion molto concreta e con tanto cuore.

Universidad de Concepcion-Palestino 3-2 (Diaz (ag), Vargas, Manriquez; Guajardo, Chaves)

U.DE CONCEPCION: C. Muñoz, Machuca, P. Muñoz (59′ Roco), F. Muñoz, Lepe, Berríos, Flores, Portillo, Manríquez, Vargas (65′ Churin), Guastavino (43′ F.Benitez). A disp: Aguilar, Aguirre, Huentelaf, Reynero. All: Ronald Fuentes.

PALESTINO: Melo, Lanaro, Diaz (46′ Chaves), Contreras (61′ Torres), Rosende, Carvajal, Marquez (31′ Riquelme), Silva, Valencia, Ramos, Guajardo. A disp: Herrera, Cantillana, Escudero, Farias. All: Pablo Guede.

Fonte foto: latercera.com

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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