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Paok-Anastasiadis: le ragioni del divorzio

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Non si è ancora placato trai tifosi del Paok il clamore per l’esonero del tecnico Angelos Anastasiadis; il 62enne è stato sollevato dall’incarico a sorpresa un paio di giorni fa (un giorno dopo lo 0-0 casalingo con l’Asteras) dalla dirigenza bianconera che ha richiamato l’ex tecnico Georgios Georgiadis; richiamato per la terza volta nelle ultime tre stagioni consecutive perchè Georgiadis aveva traghettato il Paok già nel finale del 2012/13 dopo l’esonero di Donis e anche nella scorsa stagione dopo l’esonero dell’olandese Huub Stevens di cui era il vice.

Georgiadis tralaltro ha debuttato proprio oggi (18 marzo, NdR) vincendo di misura sull’Ergotelis nel recupero del 26° turno di campionato ma ha dovuto subire i fischi del proprio pubblico che, evidentemente, non ha digerito la drastica scelta dell’allontanamento di Anastasiadis. Nonostante un inizio d’anno non dei migliori a livello dei risultati, nessuno si aspettava il divorzio dall’esperto tecnico anche in virtù dell’ottimo inizio di stagione in cui era riuscito a portare i bianconeri in vetta alla Super League con cinque punti di vantaggio sulla seconda e a ben figurare nel girone di Europa League nel doppio confronto con la Fiorentina. Le prime “crepe” nella fiducia della società dell’“Aquila bicipite del Nord” si sono viste proprio dopo la clamorosa eliminazione dal girone europeo per mano del modesto Guingamp e poi con un mediocre mese di febbraio con 4 punti in 4 partite di campionato che hanno condannato, per l’ennesima volta, il Paok a gettare la spugna nella corsa al titolo.

La spiegazione della decisione da parte del presidente Savvides ha lasciato molte perplessità: “E’ stata una decisione molto difficile per noi per cambiare l’allenatore. Ma era diverso tempo che pensavamo a qualcosa per cambiare l’attuale immagine del gruppo. Angelos ha lavorato molto duramente con voi e voglio ringraziarlo. Molte volte, anche se c’è un allenatore capace e un roster di qualità, diverse ragioni portano a cattivi risultati e alla necessità di un cambiamento”.

Anastasiadis, signorilmente, se n’è andato senza polemiche: “Auguro buona fortuna al signor Georgiadis e al PAOK da ora solo vittorie. Credo che siano in grado di realizzare i loro obiettivi. Voglio anche ringraziare i giocatori per la loro collaborazione; devo sottolineare che i giocatori hanno la minima responsabilità per la situazione che si è sviluppata e per chiarire che le punte mai lasciato per il ruolo e il comportamento“. E ciò nonostante di alibi ne abbia (o ne avesse, ormai) l’ex tecnico del Paok: in primis una rosa in parte rivoluzionata in estate (4 titolari nuovi), parsa inadeguata ad affrontare i tre fronti (campionato, Europa League e coppa nazionale) e non rinforzata abbastanza nel mercato invernale (considerando anche l’esclusione per motivi disciplinari di Katsikas, Tzandaris, Spyropoulos e Tzavellas e l’infortunio del fondamentale Tziolis che non gioca per tendinite da inizio dicembre) costringendo Anastasiadis ad alcune scelte tattiche bizzarre come quelle di schierare Athanasiadis come esterno o Salpingidis terzino destro. In questo momento caotico, però, un po’ di speranza: pare ormai vicino il ritorno di Zisis Vryzas (ex presidente del club) come direttore tecnico.

 

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