Hannover-Bayern Monaco 1-3: Müller e soci non temono niente

Hannover Bayern Monaco

Sette delle ultime partite tra Hannover e Bayern Monaco sono finite ai bavaresi, basterebbe questo dato a far da pronostico. Siamo tra amici, diciamocelo tranquillamente: le partite del Bayern sono spesso una noia. La qualità c’è sempre, non fraintendete, ciò che manca però è il brivido. Una sconfitta fino a qui, quattro pari, poi solo vittorie. 18 fin qui per la macchina che asfalta la Bundesliga e pensare che Guardiola è riuscito anche a far meglio in passato per quanto riguarda i punti raccolti. L’Hannover, che non ha mai vinto nel girone di ritorno, se ne sta tranquillo in mezzo alla classifica, zona retrocessione e ambizioni europee sono al momento troppo distanti per farsi strane idee. Stando alle premesse, sarebbe una gara da non giocare nemmeno ma il Bayern Monaco ha tantissimi impegni in agenda ed è obbligato a gestire organico ed energie, sia fisiche sia mentali. Ecco dunque il mago Pep che tira fuori dal cilindro il 3-4-3, una carta che tiene nel polsino da tirar fuori alla bisogna: davanti a Neuer ci sono Boateng, Dante e Badstuber, Rafinha e Benat pendolini sulle corsie. In mezzo Xabi Alonso a dettare i tempi e Alaba pronto al fendente, tridente Robben, Gotze, Muller. Mancano campioni del carico di Ribery, Lewandowski e Schweinsteiger. Un po’ di riposo pensando allo Shakhtar Donetsk. Tayfun Korkut risponde con un atteggiamento attento, 4-2-3-1 per i padroni di casa: Zieler; Pereira, Marcelo, Schulz, Albornoz; Schmiedebach, Sane; Briand, Kiyotake, Bittencourt; Sobiech.

Parte bene l’Hannover, pochi secondi dopo il fischio d’inizio Schulz stacca su una punizione ben calciata da Kiyotake: palla ben fuori dallo specchio. E’ il Bayern Monaco comunque a far la partita, questo non stupisce, Rothosen che si affidano alla fiondata per ripartire quando possibile. Sei sul cronometro, Robben ottiene una punizione invitante, Zieler mette sopra la traversa il mancino di Alaba. Due giri di lancette e c’è un altro tentativo, stavolta il mancino è quello di Robben, mira pessima. Primo quarto d’ora con una sola squadra in campo, monologo Bayern Monaco che però non si tramuta in nulla di concreto. Bavaresi che vanno sul velluto, davvero troppo, a rompere la noia ci prova Dante che per poco non lancia Sobiech verso la rete, risolve Badstuber. Il difensore brasiliano non è nuovo a simili amnesie. Al minuto 19 clamorosa occasione per l’Hannover: Salif Sané, tutto solo davanti alla porta, mette inspigabilmente fuori di testa. Dubbia la posizione del senegalese, il suo errore resta comunque imperdonabile. Bayern Monaco spocchioso, annoiato dal suo stesso possesso palla, pare un giovane rampollo che non sa cosa fare del suo stesso potere. I rossi, che fino a ora hanno pensato esclusivamente a non prenderne, alzano le linee e al 25esimo succede l’imprevisto. Per essere precisi, non è proprio sorprendente l’ennesima indecisione di Dante, ne approfitta Brian che lavora bene prima di premiare il movimento di Hiroshi Kiyotake. Tiro a incrociare sul secondo palo, Neuer battuto.

Sveglia signorino, è ora di alzarsi! Sua maestà Bayern Monaco si stropiccia gli occhi e indossa la corona. Vantaggio Hannover che dura giusto tre minutini, a rimettere le cose in ordine è una bella punizione di Xabi Alonso. Una mezz’ora da incubo per Dante, Guardiola ne ha abbastanza e si libera del brasiliano a un quarto d’ora della sosta, in campo va Lewandowski e ora è un Bayern Monaco a trazione anteriore. Una brutta botta per Dante, che va a sedersi in panca con le pive nel sacco. Bye bye difesa a tre, bocciato pure l’assetto tattico, i bavaresi cambiano completamente disposizione in campo con gli esterni che scalano per disegnare un quartetto arretrato (terzini di nome, la sostanza resta quella di due esterni molto aggressivi). Maggior ritmo in questa fase, la sensazione è che lo schiaffetto abbia fatto bene al Bayern Monaco, tuttavia non è ancora assedio vero e proprio anche per merito dei Rothosen, che con un pressing ordinato riescono ad allentare un po’ la pressione. Hannover-Bayern Monaco 1-1 all’intervallo. 

Nessun cambio nell’intervallo, Ribery però scalda il motore a bordo campo, l’Hannover prova a creare problemi in avvio di ripresa. Il maghetto Kiyotake semina il panico a 48esimo, difesa in affanno che si rifugia in corner. Al 53′ arriva il momento di Ribery, in campo al posto di Gotze. Korkut non sta a guardare e butta nella mischia il miglior realizzatore della squadra, Joselu, esce Sobiech. Al sessantesimo cerca di impattare un cross di Lewandowski in tuffo, polacco che va con la testa ad altezza piede e incappa in quello di Marcelo. Scene di panico dopo il colpo alla tempia rimediato dal centravanti, fortunatamente niente di grave. L’arbitro Welz indica il dischetto, chiamata al limite, Müller non si scompone e piazza nel sacco. Bayen Monaco in vantaggio, risultato un po’ generoso considerato che la squadra di Guardiola non ha creato grandi pericoli. Primo giallo della stagione per Bernat, intervento più ritardatario che cattivo su Schmiedebach, al 68esimo pure l’Hannover richiede il suo penalty. Contattino tra Bittencourt e Boateng, stavolta non c’è neanche mezzo dubbio: si gioca. In campo anche Schweinsteiger, out Alonso, l’Hannover replica con Prib per Briand. A venti dal termine ecco il gol che legittima il successo bavarese, cross di Ribery al bacio dopo aver deliziato sulla mancina, non da meno il colpo di testa di Müller: Zieler raccoglie il terzo in fondo al sacco. Doppietta per il fenomenale Thomas, i meriti di questo gol sono da dividere con il campione francese, gara in cassaforte. Bittencourt perde un po’ la testa ed entra durissimo su Ribery, giallo per lui al 77esimo. Anche l’Hannover sfrutta il terzo cambio, Didier Ya Konan rileva Schmiedebach ma riaprire la gara sembra francamente utopia.

Il Bayern Monaco conduce in porto la missione, qualche difficoltà in corso d’opera ma i campioni di Germania hanno dimostrato – come se ce ne fosse ancora bisogno – che a loro basta poco per uscire vincitori da qualsiasi campo. L’Hannover ha fatto il suo, forse un pizzico di coraggio in più avrebbe aiutato, francamente incomprensibile utilizzare Joselu con il contagocce.

About Paolo Bardelli 2030 Articoli
Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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