Amburgo-Borussia Dortmund 0-0, si ferma la rincorsa di Klopp tra noia e calcioni

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AMBURGO-BORUSSIA DORTMUND 0-0. Si ferma al Volksparkstadion di Amburgo la rimonta del Borussia Dortmund. I gialloneri, dopo quattro vittorie consecutive, vengono bloccati sullo 0-0 dai padroni di casa che, invischiati nella lotta per non retrocedere, rinunciano completamente alla fase offensiva per portare a casa il punto. Missione compiuta. Il Dortmund resta decimo, a -7 dal Leverkusen sesto e impegnato domani. Per gli anseatici il punto vale un provvisorio +2 sul Paderborn, terzultimo.

Klopp lancia Reus titolare nonostante la botta subita in coppa a Dresda, fuori – come sempre in Bundesliga negli ultimi tempi – Ciro Immobile, reduce dalla doppietta con la Dynamo. C’è Kagawa, in difesa Kirch è il prescelto a destra; indisponibile Sahin, oltre agli infortunati di lunga data Piszczek e Grosskreutz. Zinnbauer perde invece Jansen poche ore prima del match, Van der Vaart si accomoda ancora in panca; Olic e Stieber compongono la coppia d’attacco, si rivede Behrami dal primo minuto.

Ritmi bassissimi, inusuali per la Bundes, sin dai primi minuti. Il Dortmund è in totale controllo del gioco (all’intervallo il possesso palla si aggira sul 70%) ma fatica a innescare un comunque mobile Aubameyang. E’ Kagawa l’anello debole della manovra dei gialloneri, il giapponese non riesce mai a trovare i tempi di inserimento né tantomeno a proporsi come “collante” tra centrocampo e attacco. Le migliori occasioni sono così dei padroni di casa (che perdono Djourou dopo un quarto d’ora) e capitano entrambe sui piedi di Gouaida: l’esterno franco-tunisino prima mette alto, di prima, da buona posizione su assist di Muller dalla destra, poi lanciato da Jiracek non riesce a superare l’attento Weidenfeller.  Il Borussia Dortmund gigioneggia, pregevoli un paio di colpi tacco di Mkhitaryan e Aubameyang ma tutto fine a se stesso. Un paio di mezze occasioni capitate a Reus non servono a rendere sufficiente la prima parte dei ragazzi di Klopp.

Klopp manda subito in campo Kevin Kampl per Kagawa. Lo sloveno – cresciuto calcisticamente in Germania – si fa subito sentire in quanto a intensità e mobilità, il Dortmund comincia a premere sull’acceleratore. L’ex Salisburgo è protagonista di una conclusione dal limite di poco a lato, poi Reus incrocia troppo il diagonale da buona posizione. La punizione di Stieber (Weidenfeller regala una bella immagine ai fotografi) è l’unico squillo degli anseatici che rischiano anche su un colpo di testa di Aubameyang. Zinnbauer toglie il già ammonito Behrami (in chiaro debito d’ossigeno), l’Amburgo prova a resistere. Non che la pressione del Dortmund sia irresistibile, ma Gundogan è in giornata sì e il colpo del campione può arrivare da un momento all’altro.

Il gioco si fa più duro, Klopp è nervoso in panchina. Volano i gialli, il ritmo cala nuovamente di conseguenza. Subotic mostra un ottimo stato atletico con un recupero in velocità su Gouaida. Entrano Kuba e Immobile per Mkhitaryan e Aubameyang, a un quarto d’ora dal termine sono queste le carte giocate dal tecnico ospite. La risposta di Zinnbaer si chiama Van der Vaart: l’olandese si fa subito notare con un doppio faccia a faccia con Subotic e Weidenfeller. Poco, pochissimo calcio. Il mezzo assedio finale del Dortmund produce un’azione insistita all’88’, ma Immobile, da posizione defilata ma quasi nell’area piccola, sceglie di mettere in mezzo al volo invece di calciare a rete. E’ l’ultima emozione di una partita che di emozionante ha avuto ben poco.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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