West Ham-Crystal Palace 1-3: le Eagles banchettano sui resti degli Hammers

West Ham-Crystal Palace 1-3

WEST HAM-CRYSTAL PALACE 1-3 – Ad aprire il weekend di grande calcio inglese ci hanno pensato questa volta West Ham Crystal Palace, nel derby londinese del Boleyn Ground. 1-3 il risultato finale con cui le Eagles di Alan Pardew hanno meritatamente lasciato la casa dei rivali per fare ritorno a Selhurst Park, in una gara cominciata col metronomo e terminata su ritmi da maratona, quando ormai però le speranze degli Hammers erano ridotte al lumicino. Impronosticabile all’inizio, il risultato mette così il Palace in una condizione di estrema tranquillità a +8 dalla zona retrocessione e a quota 30, mentre affossa i residui sogni di Europa del West Ham, reo di aver rallentato il ritmo passate le feste natalizie come dimostrano le sole 3 vittorie nelle ultime 16 uscite.

Come detto, la partita ha avvio su ritmi non proprio esaltanti. Le interruzioni sono continue, il Palace non a caso è la squadra più fallosa del campionato e la fluidità del gioco sul campo ne risente pesantemente. La prima vera occasione della gara arriva così dopo il primo quarto d’ora: Cresswell si fa vedere sull’out di sinistra, pensa al cross ma alla fine dal suo mancino parte un tiraccio che per poco non beffa Speroni. Qualche secondo più tardi, è sempre il West Ham a rendersi pericoloso. Stavolta è Noble, il capitano, il protagonista con una sassata da calcio di punizione: perfetta esecuzione dal limite che si stampa sulla traversa e per poco non regala agli Hammers il vantaggio.

Sale la pressione degli uomini di Big Sam, che non creano particolari apprensioni al portiere avversario ma detengono il pallino del gioco per un abbondante quindicina di minuti, quando finalmente l’orgoglio degli ospiti sembra farsi di nuovo vivo. L’asse Puncheon-Murray è quella che adesso crea più patemi alla retroguardia in maglia claret, ma Adrian è bravo a dire di no in un paio di occasioni. L’ex Betis di Siviglia non può nulla però al 41′, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la torre di Murray imbeccato perfettamente si schiaccia a terra e trova la deviazione tanto decisiva quanto imbarazzante di Cresswell, che vale lo 0-1 per gli ospiti.

Gli Hammers accusano oltremodo il colpo, e non basta il thé caldo a farli riprendere dallo shock. Passano appena 7′ dal fischio di inizio della ripresa e il Crystal Palace fa immediatamente 0-2: calcio d’angolo a rientrare battuto impeccabilmente sul secondo palo dove stacca Scott Dann, che sovrasta un disattento Reid e supera l’estremo difensore spagnolo per il raddoppio insospettabile degli ospiti.

I primi legittimi mugugni cominciano a farsi sentire dalle tribune di Upton Park, ma questi di certo non fanno che peggiorare la condizione psicologica dei giocatori sul campo. A risentirne è soprattutto un Song apparso spaesato e notevolmente involuto dalle esaltanti prestazioni di inizio stagione. Allardyce decide quindi di sostituirlo, spedendo sul terreno di gioco Nené, neo-acquisto voluto dalla dirigenza degli Hammers per fronteggiare gli infortuni del proprio parco attaccanti. Il brasiliano appare fuori condizione come prevedibile, visto che è stato firmato come svincolato dopo l’esperienza in Qatar terminata anzitempo, ma serve a Big Sam per passare a un più sfrontato 4-2-3-1 con Nené, Valencia e Downing a supporto del più avanzato Sakho.

Il colpo di grazia degli ospiti però ci mette poco ad arrivare: è il 64′ quando è ancora Murray a bucare Adrian, sull’ennesimo calcio piazzato di Puncheon che trova magistralmente il tuffo dell’ex attaccante in prestito al Reading. Secondo goal della partita per lui – se vogliamo generosamente assegnargli la prima marcatura – e prima doppietta in questa Premier che chiude apparentemente il match.

Apparentemente perchè è sempre lo stesso Murray, 5′ più tardi a farsi espellere per un’ingenuità in area avversaria, riaprendo così una partita che fino a quel momento poteva per lui reputarsi perfetta. Questo provoca la prevedibile reazione d’amor proprio degli Hammers, che adesso è ad oltranza. I successivi 20′ di gioco vengono costantemente passati nella tre-quarti campo del Palace, sotto la Bobby Moore Stand, ma la muraglia eretta da Pardew riesce a resistere all’assalto, facendosi penetrare soltanto una volta, da Enner Valencia, che a 15 giri di lancette dal fischio finale supera uno Speroni non proprio reattivo nell’occasione, con un bel destro da fuori area. Per il resto, solo occasioni piuttosto disordinate che non creano particolari grattacapi al portiere argentino e finiscono per lasciare invariato il risultato.

Se per Alan Pardew questo significa aria di salvezza, per Sam Allardyce invece rappresenta l’ennesima chance gettata alle ortiche, forse l’ultima in grado di far sognare qualche emozione per la restante parte di campionato, divenuta adesso sempre più anonima per i tifosi del West Ham. Niente FA Cup e molto probabilmente niente qualificazione in Europa. C’è aria di cambiamento a fine stagione?

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Appassionato di basket americano e di calcio, soprattutto quello inglese da qualche tempo, dottore in Scienze Politiche e studente di Marketing presso la LUISS di Roma. Gioca agonisticamente a basket. Conta diverse collaborazioni sul web come redattore sportivo, specializzato in basket NBA e Premier League. E' regolarmente iscritto all'ODG del Lazio come pubblicista.

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