Coppa d’Asia, Iraq-Emirati Arabi 2-3: i Pirati portano via un bel tesoro

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Gli emiratini conquistano la medaglia di bronzo della Coppa d’Asia 2015 al capo di una ‘finalina’ giocata su buona intensità: dopo il vantaggio iniziale degli Emirati Arabi Uniti, rimonta irachena e contro rimonta degli uomini di Mahdi Ali, sul podio dopo quasi vent’anni

Fino alla passata edizione l’incontro per il terzo posto faceva della ‘finalina’ della Coppa d’Asia la più importante nel panorama internazionale, perché vincerla significava assicurarsi la qualificazione diretta all’edizione successiva. Con la riforma delle eliminatorie alla Coppa d’Asia 2019 a 24 squadre( primi due turni delle qualificazioni a Russia 2018 che serviranno anche per qualificare le prime 12 nazionali al torneo continentale, con i restanti posti assegnati in un turno successivo separato) ha ridotto anche questa partita alla stregua di un match di consolazione. Ma di fronte ci sono pur sempre Iraq ed Emirati Arabi Uniti: finalisti vittoriosi i primi nel 2007 a Jakarta contro l’Arabia Saudita; finalisti sconfitti ai rigori i secondi in casa ad Abu Dhabi nel 1996, sempre affrontando i sauditi. Ma a parte quei due risultati, mai prima o dopo queste due nazionali arabe sono state presenti sul podio del torneo continentale e questa è tra l’altro la rivincita della penultima finale di Coppa del Golfo, vinta 2-1 ai supplementari dagli Emirati a gennaio 2013 nel Bahrein.
LA PARTITA
Sia l’Iraq che gli Emirati presentano due formazioni senza eccessive variazioni nell’ 11 iniziale. La posta in palio non è come quella di Qatar 2011, e nei primi 10 minuti il ritmo è infatti basso e nessuno dei due contendenti sembra voler affondare il colpo. Poi però appare lui, Omar Abdulrahman e la musica comincia a cambiare: al 12′ con un preciso passaggio trova smarcato sulla destra Ali Mabkhout, altezza lato corto dell’area, traversone al centro ma Ahmed Khalil spedisce clamorosamente alto, tutto solo davanti alla porta. Ma il gol è nell’aria e arriva al 16′: ancora Omar Abdulrahman ispira con un tocco di prima l’avanzata di Ali Mabkhout sulla trequarti, il n° 7 scivola, ma Omar rinviene sul pallone e con un tocco di prima trova smarcato Khalil, che entra in area dal vertice sinistro e col mancino stavolta non lascia scampo ad Hameed. 1-0.
L’Iraq l’occasione per pareggiare ce l’ha quasi subito: al 20′ Mohammed Ahmad degli Emirati sbaglia il retropassaggio, il capitano iracheno Younis Mahmoud brucia sullo scatto i centrali avversari e con il sinistro centra la traversa; sulla ribattuta ancora l’eroe di Jakarta(suo il gol della vittoria nel 2007) batte a rete, ma Essa Khaled con uno spettacolare colpo di reni chiude in corner, senza far rimpiangere capitan Nasser.
Il pareggio giunge comunque otto minuti dopo: al 28′ Ajmed Khalaf raccoglie un a ribattuta sulla destra, vede l’inserimento di di Waleed Salim che entra in area dal lato corto e di destro staffila verso l’incrocio opposto. 1-1.
I Leoni di Mesopotamia sembrano più pimpanti e intraprendenti. La conferma arriva infatti al 42′: Mahdi Kamil riceve al limite dell’area, converge e fa partire un destro non potente ma insidioso; Essa Khaled respinge ma sulla ribattuta è in agguato Ajmad Khalaf, che ribadisce in rete e capovolge il risultato. 2-1
Nella ripresa gli Emirati Arabi Uniti fanno valere il loro maggiore tasso tecnico e nei primi dieci minuti riescono a capovolgere nuovamente a loro favore lo score. Iniziano al 7′: Omar Abdulrahman-manco a dirlo- vede lo scatto di Khalil sul filo del fuorigioco e l’attaccante bruciando gli ultimi difensori iracheni, supera in dribbling Hameed e deposita in rete il pari. 2-2.
Quindi al 10′ il momento decisivo dell’incontro: il difensore dell’Iraq Ahmed Ibrahim cincischia sulla frontale dell’area, Ali Mabkhout gli ruba il tempo e si invola verso la porta. Ibrahim spinge Mabkhout e il bahreinita Shukralla non ha dubbi: rigore per gli Emirati ed espulsione dell’iracheno.
Dal dischetto va proprio Ali Mabkhout che con freddezza piazza il 3-2 che decide l’incontro. Per l’attaccante dell’Al Jazira è il 5° gol in questa Coppa d’Asia, di cui potrebbe essere capocannoniere(Cahill è con 3 reti l’inseguitore più immediato che può migliorarsi ancora).
Da lì innanzi, con gli Emirati in superiorità numerica, non avviene più niente di rilevante. Si chiude un bel torneo per entrambe le nazionali, con i Pirati che forse non avranno fatto bottino pieno, ma si portano via comunque un tesoro prezioso se è vero che era da quasi vent’anni che non arrivavano così in alto, dando continuità a un bellissimo ciclo iniziato con i giochi olimpici di Londra 2012, proseguito con il trionfo alla Coppa del Golfo del 2013 e continuato il recente terzo posto nell’ultima Coppa del Golfo e questo bronzo. Alla gestione di Mahdi Ali manca solo la ciliegina sulla torta: riportare gli Emirati Arabi Uniti al mondiale a 28 anni da Italia ’90.
L’appuntamento adesso, sia per gli Emirati Arabi di Mahdi Ali che per l’Iraq di Radhi Shenaishel, è fissato per l’11 giugno, quando inizieranno le qualificazioni a Russia 2018, i cui primi due segmenti tracceranno anche il cammino verso la Coppa d’Asia 2019.

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