Mondiale per Club: Cruz Azul-WS Wanderers 3-1 d.t.s, doppio Torrado e i messicani vanno in semifinale

Mondiale per Club

Un grande cuore non basta al WSW, che vede spegnersi il sogno a due minuti dal termine a causa di un rigore di Torrado, autore di una doppietta e traghettatore dei messicani verso la sua squadra dovrà affrontare il Real di Carlo Ancelotti.

Il terzo match del Mondiale per club inizia su un campo parecchio pesante a causa della pioggia, con alcune parti del campo in cui stagnano delle visibili pozzanghere; forse anche per questo, il match è particolarmente equilibrato con il Cruz Azul che fatica nelle fasi iniziali, non potendo mettere in mostra la propria superiorità tecnica. Non a caso le prime occasioni sono di marca australiana: al quinto minuto è Rukavytsya a sfiorare il gol, quando, imbeccato benissimo da un lancio di un compagno, stoppa la palla in posizione defilata ma prova comunque la conclusione che si infrange sull’esterno della rete; il secondo sussulto è di Spiranovic, che sugli sviluppi di un calcio di punizione, colpisce di testa da pochi passi in maniera indisturbata, ma sulla sua strada trova un Corona prodigioso che salva il risultato con un intervento di puro istinto. Dopo i primi 20 minuti di black-out, i Messicani cominciano a venire fuori e sfiorano il vantaggio sui primi due veri affondi: il protagonista è sempre lo stesso, ovvero Fabian, che prima prova a sorprendere (sfruttando anche il campo insidioso) il portiere avversario con una stoccata dal limite che fa la barba al palo, e poi cerca di finalizzare al meglio un cross con il contagiri di Baez, ma anche in questo caso la mira viene meno e la palla finisce alta sopra la traversa della porta difesa da Covic. Prima dell’intervallo, vanno segnalate ancora due occasioni (una per parte): il primo a cercare fortuna è il “Chaco” Gimenez su punizione ma la conclusione è un pò sballata; più preciso il suo avversario Haliti, che trova la via della rete, ma si vede annullare tutto a causa di un fallo del compagno di squadra Topor-Stanley (autore della sponda) nel prendere posizione.

La ripresa inizia subito sotto il segno della squadra messicana, che parte subito in maniera molto aggressiva recando forte pressione agli avversari, che per parecchi minuti vanno in difficoltà. Per vedere delle palle-gol non bisogna attendere molto: prima ci prova ancora ilChaco” Gimenez ancora con una punizione dal limite (nell’occasione viene ammonito Spiranovic), ma il suo tiro, dopo la lunghissima corsa da rito, finisce fuori a causa di una deviazione; ma l’occasionissima arriva intorno all’ora di gioco, quando Covic esce inspiegabilmente dai pali, ma Pavone non è abbastanza lucido da mettere la palla dentro, infatti tra il gol e ‘attaccante messicano si interpone Spiranovic, che salva i suoi da una capitolazione ormai scritta. Però, come spesso succede nel calcio, goal sbagliato-goal subito, e infatti arriva incredibilmente il vantaggio della squadra australiana: il protagonista è l’italiano Iacopo Della Rocca, che con una stoccata rasoterra dalla distanza trafigge Corona, a cui non basta allungarsi sulla propria destra per parare la conclusione, resa ulteriormente insidiosa dal terreno viscido. Il gol taglia le gambe alla compagine messicana, che però vede accendersi un lume di speranza quando Spiranovic viene espulso per somma d’ammonizioni. Sulla punizione seguente si rinnova il duello tra Gimenez e Covic, ma ancora una volta è l’estremo difensore del WSW ad avere la meglio: infatti il portiere si esibisce in un grande intervento con il quale, complice l’aiuto della traversa, nega il pareggio al Cruz Azul; pochi minuti dopo, però, Covic è ancora provvidenziale quando il portiere si oppone ad una conclusione a botta sicura di Dominguez. Da qui in poi, la partita sembra incanalarsi verso i binari australiani, ma ad un minuto dal termine arriva la beffa: Juric stende un avversario all’interno dell’area e per l’arbitro non ci sono dubbi, è calcio di rigore; dal dischetto si presenta l’immortale Torrado, che realizza con grande freddezza, portando la partita ai supplementari.

Dopo la mini-pausa, le due squadre ritornano in campo anche se non succede moltissimo, quasi come se, anche stavolta come in occasione del primo match, si sia stretto un patto di non belligeranza tra i due club per arrivare direttamente ai rigori. L’unica cosa degna di nota nel primo tempo supplementare è l’espulsione di Topor-Stanley, che viene mandato sotto la doccia per somma d’ammonizioni, lasciando così i suoi in 9 uomini con ancora un tempo da giocare. Ma nel secondo tempo la musica cambia, infatti al primo vero affondo i messicani passano in vantaggio con Pavone, che mette il pallone in rete con un tap-in da due passi, su cui Covic non può nulla. Il goal fa cadere il fortino australiano e i suoi progetti, infatti la squadra di Popovic, complice anche la doppia inferiorità numerica, non riesce più ad impensierire gli avversari, che gestiscono alla grande il gioco e si portano a casa la qualificazione alle semifinali del Mondiale per Club. Nel finale la squadra di Tena ha anche il tempo per arrotondare il risultato con un altro rigore realizzato da Torrado e assegnato per un fallo di mano Poljak, abbastanza goffo nel chiudere nell’opporsi ad un cross di Vela.

Mondiale per club: Cruz Azul-WS Wanderers 3-1 [d.t.s.] (2 Torrado, Pavone; Della Rocca)

Cruz Azul: Corona, Pinto, Rodriguez, Dominguez, Torrado, Fabian (105′ Vela), Pavone, Gimenez, Flores (78′ Valadez), Baez (69′ Rojas), Formica. A disp: Allisson, Gutierrez, Castro, Barrera, Chavez, Loeschbor, Vela, Torres, Zurdo, Bernardello. All: Luis Fernando Tena.

Western Sidney Wanderers: Covic, Topor-Stanley, Hamill, Haliti (68′ Juric), Poljak, Rukavytsya, Spiranovic, Castelen (78′ Cole), La Rocca, Bridge, Adeleke (72′ Golec). A disp: Bouzanis, Heward-Belle, Mullen, Saba, Sotirio, Trifiro, Fofanah, Alessi, Baccus. All: Tony Popovic.

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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