Mechelen-Gent 0-0: il Malinwa non riesce a interrompere il digiuno di reti dopo 390 minuti

Nell’anticipo della 19° giornata della Pro League belga, Mechelen e Gent offrono qualche spunto ma nessuna rete. Allo stadio Achter de Kazerne – letteralmente “dietro la caserma” per via della postazione militare che oggi non c’è più –, viene fuori una partita in crescendo che lascia intravedere qualche miglioramento per la squadra di casa, in cerca di una vittoria in campionato che manca da ormai sei gare e di fronte al proprio pubblico addirittura dal 27 settembre scorso, ma che non riesce a interrompere nemmeno il digiuno di reti, ormai fermo a 390 minuti in Pro League. Per il Gent si tratta invece di un terribile passo indietro a seguito di una prestazione da dimenticare che rischiava di finire in sconfitta, specialmente considerando la differenza di classifica tra le due squadre, divise da dieci punti.

Aleksander Janković, tecnico del Mechelen, schiera una sorta di 3-4-2-1 con Claes e Hanni a ispirare Veselinović unica punta centrale, ma la rivoluzione è a centrocampo dove van Damme, Cissé e Matthys prendono il posto dei bocciati Paulessen, Rits e Cordaro, mentre de Witte è squalificato. Hein Vanhaezebrouck risponde con un 4-3-3 in cui Miličević e Saief agiscono esterni larghi e Depoitre è il terminale offensivo, mentre la novità si chiama van der Bruggen, per la prima volta titolare a causa dell’infortunio di Dejaegere. Il pallino della gara prova a prenderlo subito la squadra ospite, ma in fase difensiva la Yellow Red assume più che altro un assetto da 5-4-1 con gli esterni Obradović e Matthys che ripiegano terzini mentre i trequartisti si schiacciano a centrocampo, e i varchi spariscono.

La manovra del Gent non è fluidissima: ogni tanto qualche idea del singolo basta ad aprire degli spazi ma non basta, il meccanismo appare macchinoso e l’azione si appiattisce negli ultimi quindici metri senza esiti. Anzi, quando i padroni di casa riescono a entrare in possesso senza buttare il pallone alle ortiche si vedono le cose migliori. Le ripartenze del Mechelen sono rapide, verticali e insidiose: vanno in porta sia Claes che Hanni, ma il latte alle ginocchia ha il suo peso – non a caso hanno all’attivo una striscia che a inizio match è di 300 minuti senza reti segnate – e la gara resta inchiodata sullo zero a zero.

A campi invertiti il cielo delle Fiandre inizia a buttar giù acqua a dirotto ma, se possibile, la partita decolla. Gli ospiti scendono in campo con l’intenzione di chiudere il match e sia Depoitre che Milicević danno l’impressione di poterla sbloccare da un momento all’altro, ma come nella prima frazione di gara manca l’affondo finale. Ci prova anche il brasiliano Renato Cardoso Neto con una botta dal limite che si alza di poco, ma proprio quando sembra che il gol sia nell’aria i bufali si siedono a pascolare.

L’azione più nitida del match ce l’ha ancora una volta Hanni e come nel primo tempo la spreca, poi Janković ricambia i suoi uomini offensivi alla ricerca di nuove soluzioni: Jason Adesanya e l’italo-belga Alessandro Cordaro saranno due spine nel fianco della difesa ospite. Il Mechelen alza il baricentro e preme in verticale, creando poche chiare occasioni da rete ma costruendo moltissime situazioni pericolose, ma il buon Sels non si lascia mai sorprendere. Alla fine la gara resta incatenata su un pareggio che va più stretto ai padroni di casa che al Gent, venuto per strappare i tre punti ma tornato a casa con un punto di lusso.

(foto tratta da: kvmechelen.be)

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia, e più in generale per il calcio, oltre ad altri mille interessi.

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