Coppa del Golfo, la finale è Arabia Saudita-Qatar

coppa del golfo finale

I Falchi Verdi di López Caro e i Marroni di Belmadi giocheranno mercoledì per l’egemonia regionale. Nella prima semifinale i qatarioti stendono 3-1 in rimonta l’Oman; a seguire il trionfo dei padroni di casa 3-2 sugli Emirati Arabi Uniti, che abdicano il trono conquistato nella scorsa edizione

La nazionale araba del Golfo che più volte ha giocato il Mondiale (quattro) contro quella che organizzerà il primo campionato del mondo nella storia della regione (quello del 2022), che nel peggiore dei casi rappresenterà il suo esordio assoluto nella massima competizione per nazionali.
Tra la nostalgia di glorie passate dell’Arabia Saudita e il desiderio di grandezza futura del Qatar, c’è di mezzo questa finale di Coppa del Golfo, utile per coronare le diverse ambizioni che attualmente nutrono queste due rappresentative. Quella saudita guidata dallo spagnolo Juan Ramón López Caro desiderosa di recuperare quell’egemonia regionale che dalla metà degli anni 80’ è stata per almeno due decenni tratto indiscusso del calcio a queste latitudini; quella condotta dall’algerino Djamel Belmadi per trovare finalmente la pista carovaniera che dalle ripide dune degli ultimi anni, la conduca finalmente all’oasi promessa della continuità di risultati e gioco, ingrediente fondamentale affinché il Qatar giunga all’appuntamento iridato in casa nelle condizioni ideali per onorare l’impegno.

Arabia Saudita e Qatar torneranno ad affrontarsi 13 giorni dopo il match inaugurale, che le ha viste pareggiare 1-1 lo scorso 13 novembre allo stadio Internazionale ‘Re Fahd’: dal 2004 (quando il torneo abbandonò la formula del girone all’italiana e passò all’attuale formato con semifinali e finale) sarà questa la seconda occasione in 6 edizioni in cui le stesse nazionali giocano la partita d’apertura e la Gran Finale. Il precedente risale al torneo del 2007, quando negli Emirati Arabi la nazionale di casa e l’Oman furono protagonisti sia del vernissage che della chiusura, con esiti rovesciati: dopo il trionfo omanita nel primo incontro, nel match decisivo la gloria finale fu per gli emiratini.

La finale più giusta per proposta tattica, elaborazione di gioco e continuità esibite nella prima fase, forse sarebbe stata proprio Arabia Saudita-Emirati Arabi Uniti, ma tempistiche e regolamento non hanno arriso al primato nel loro girone degli ultimi campioni, obbligati a sfidare i padroni di casa sauditi, comunque meritevoli finalisti per quanto mostrato. Il Qatar, sornione, dal canto suo è apparso nel momento indicato e per i Marroni la finale è una felice realtà.

GLI INCONTRI

OMAN-QATAR 1-3

Cominciava vincendo l’Oman, finiva per vincere in rimonta il Qatar. Al 23’ punizione in favore degli omaniti con palla ubicata al lato corto sinistro dell’area: il cross deviato dalla testa del qatariota Meshal Abdalla finiva sul destro di Raed Ibrahim Saleh, che da poco dentro l’area staffilava sul secondo palo per il vantaggio dei Guerrieri Rossi.
Ma la nazionale di Paul Le Guen restava avanti appena 12 minuti: al 35’ infatti lo stesso Meshal Abdalla dell’involontario assist precedente, entrava in area, dribllava il portiere Al Habsi con quest’ultimo che lo stendeva. L’arbitro polacco Borski non aveva dubbi: rigore. Dagli undici metri Hasan Al Haydos piazzava centrale e potente, con Al Habsi lanciatosi alla propria destra. 1-1.

Nella ripresa la mossa vincente del ct del Qatar, l’algerino Belmadi , arrivava al 56’: fuori il suo compatriota-naturalizzato qatariota-Buoalem Khouki, dentro Ali Assadalla. L’attaccante appena entrato realizzava nei primi dieci minuti in campo la doppietta che permetteva al Qatar di portarsi sul 3-1: in entrambe le reti, arrivate al 56’ e al 67’, l’attaccante dell’Al Sadd si faceva trovare pronto in area per ribadire in rete conclusioni dei compagni che avevano colpito il palo.

Da lì la squadra di Le Guen ha provato in tutti i modi a portarsi in avanti, ma trovando raramente il corridoio giusto.

Per i qatarioti seconda finale di Coppa del Golfo dopo quella del 2004, la prima fuori dal Paese, dove la nazionale marrone non è mai riuscita a vincere: entrambi i trionfi nel campionato del Golfo del 1992 e del 2004, il Qatar era il paese ospitante.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=7O8dbJ5PtUg[/youtube]

ARABIA SAUDITA-EMIRATI ARABI UNITI 3-2

Forse sarebbe stata la finale più giusta, ma anche come semifinale ha tenuto fede alle aspettative, con un incontro vibrante e dal succedersi di colpi di scena. Per gli Emirati dopo la prima metà del primo tempo si metteva malissimo: l’Arabia Saudita passava al 19’ con Al Shamrani, imbeccato sul filo del fuorigioco da un assist di Al Muwallad: l’attaccante dell’Hilal bruciava i centrali rivali e batteva con conclusione centrale ma potente Ali Khaseif. Passavano solo tre minuti ed ecco il 2-0: Taisir Jassim vinceva un rimpallo sulla destra, buttava la palla in mezzo, la difesa emiratina faceva una colossale dormita e il pallone restava a tiro di Nawaf Al Abid che non faticava a spingerlo in rete col destro. Ma non sembrava tanto il gol del 2-0 a cancellare ogni speranza per i campioni in carica, se non l’infortunio che capitava a Omar Abdulrahman, un risentimento al polpaccio che obbligava il miglior giocatore della nazionale di Mahdi Ali ad abbandonare scorato il campo di gioco anzitempo.

Ma al ritorno in campo per la ripresa, gli Emirati ritrovavano orgoglio e freschezza mentale, mentre l’Arabia Saudita sprecava varie occasioni per chiudere l’incontro definitivamente. Al 53’ Amer Abdulrahman ispirava con una punizione e Ahmed Khalil con il colpo di testa accorciava la distanze. Al Dossari e Al Shamrani aprivano eccessivamente due diagonali con cui minacciavano la porta degli Emirati, che però avevano il merito di non arrendersi. Mahdi Ali mandava in campo Ismail Matar, l’eroe della Coppa del 2007, giustiziere dei sauditi in quell’occasione. Al 78’ proprio Matar andava a giocare una sovrapposizione sulla fascia destra e giunto al lato corto dell’area metteva il pallone in mezzo, su cui rapace si avventava Ahmed Khalil: il numero 11 evitava la marcatura di tre rivali, apriva il profilo e con il destro infilava il secondo palo per il gol del pareggio, che sembrava far intravedere la possibilità dei tempi supplementari.

Ma all’85’ l’Arabia Saudita tornava di nuovo avanti e lo faceva in modo spettacolare: angolo dalla sinistra di Al Faraj, respingeva la difesa degli Emirati con pallone che tornava ad Al Faraj. Controcross e nuova respinta di testa dei difensori omaniti. La palla finiva ad Al Dossari al limite dell’area: il 23enne dell’Hilal cercava di aprirsi il profilo destro per battere a rete, ci ripensava, con un giro su stesso eludeva una doppia marcatura rivale, toccava dentro l’area per Osama Hawsawi, che di prima gliela restituiva indietro. Al Dossari approfittava dei blocchi dei suoi compagni sui difensori degli Emirati per profilarsi col sinistro, e col mancino faceva partire una bordata a 80 km/h che andava a infilarsi alla sinistra di Ali Khaseif. Grandissimo gol. Era il colpo del ko.

Da lì in poi i minuti scorrevano senza ulteriori sussulti. Il triplice fischio dell’uzbeko Kovalenko sanciva la qualificazione dell’Arabia Saudita alla terza finale di Coppa del Golfo della sua storia. Con il formato ad eliminazione diretta i sauditi non hanno mai vinto. Il trionfo sfugge ai Falchi Verdi dall’ormai lontana edizione del 2003 giocata in Kuwait, l’ultima con girone unico.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=NYSUyNyNQMU[/youtube]

LE FINALI

Finalina martedì alle 15.45 italiane Oman-Emirati Arabi Uniti allo stadio Principe Faisal; il giorno dopo Gran Finale di Coppa del Golfo all’Internazionale ‘Re Fahd’, alle 17.45 di Roma, Arabia Saudita-Qatar.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.