Spagna-Bielorussia 3-0: Isco inventa calcio, debuttano Callejon e Morata

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SPAGNA-BIELORUSSIA 3-0. L’ultima partita ufficiale di un 2014 da dimenticare per la Spagna è una passerella: a Huesca, davanti ai 22mila del Colombino, agli uomini di Del Bosque bastano 20 minuti di grandissimo calcio per domare la Bielorussia, nazionale che lotterà col Lussemburgo per evitare l’ultimo posto nel girone. Decidono le reti di un ispiratissimo Isco, Busquets e Pedro; il 15 novembre 2014 sarà comunque una data da ricordare per Callejon e Morata, idoli in Serie A e stasera debuttanti in nazionale maggiore.

Del Bosque sceglie una sorta di 4-2-2-2 con Cazorla e Isco alle spalle di Paco Alcacer, alla quinta presenza in nazionale (già tre gol all’attivo), e Pedro che funge più da seconda punta che da esterno alto. Il tentativo è chiaro: prendere alle spalle la lenta retroguardia bielorussa, lasciare più libertà d’azione ai due fantasisti e liberare le fasce per i terzini che, presumibilmente, non avranno particolari compiti difensivi. 4-4-2 poco propositivo quello scelto Zygmantovich per la sua Bielorussia, rassegnata sin dai primi minuti al peggio.

E, in effetti, i primi 20 minuti della Spagna sono i migliori della “roja” dell’ultimo anno. Al contrario di quello che solitamente accade contro avversari particolarmente chiusi in difesa, i padroni di casa impongono subito un ritmo altissimo, soprattutto grazie alla circolazione di palla infinitamente più veloce del solito. Il più ispirato, e lo si vede sin dai primissimi secondi, è Isco che finirà per essere anche il migliore in campo. La Bielorussia è in balia degli avversari, il possesso di palla dei primi 15 minuti si aggira su 80-20 e contemporaneamente arrivano ottime occasioni: Pedro spreca in malo modo, a tu per tu  con Zhevnov, dopo il grande assist di Cazorla. Poi è Alcacer, sul cross di un attivissimo Juanfran (altro gran protagonista del match) a cercare la girata, ciccata, nei pressi dell’area piccola.

E’ show Spagna e il gol del vantaggio non poteva che essere una perla: al 17′, Isco converge dalla sinistra, finta il tiro a giro ma beffa il portiere ospite con una meravigliosa conclusione che si infila sotto l’incrocio del primo palo. Zhevnov resta immobile, il pubblico è ai piedi del fantasista del Real Madrid. La Spagna sente l’odore del sangue e chiude la pratica al 19′, due minuti dopo: è ancora Juanfran a far faville sulla destra, il cross basso è respinto goffamente da Yanushkevich e sul pallone vagante, al limite dell’area, si avventa Busquets che calcia di prima e sigla il suo secondo gol in nazionale. Applausi a scena aperta per la Spagna che tira i remi in barca dopo il gran calcio espresso. Accade poco fino all’intervallo, si registra l’unica conclusione (alta) degli ospiti con Balanovich che non impensierisce Casillas, tra i più acclamati del pubblico di Huelva.

Ad inizio ripresa c’è Bruno Soriano al posto di un positivo Busquets. Ritmi ovviamente non altissimi, ma arriva ugualmente il terzo gol della Spagna al 55′: Cazorla e Juanfran duettano, il terzino dell’Atletico Madrid entra in area e offre a Pedrito un pallone che l’ala del Barcellona ribadisce in rete con freddezza. I 22mila del Colombino si godono una bella serata di calcio, poco dopo Alcacer anticipa l’avversario sul primo palo ma gira di testa a lato. Tra una magia e l’altra di Isco, al 68′ esce Cazorla, idolo di casa e salutato da una standing-ovation. Al suo posto entra José Maria Callejon: l’attaccante del Napoli vede premiato il suo straordinario momento di forma con l’esordio in nazionale a 27 anni. E’ il 50esimo debuttante dell’era Del Bosque. Il primo tiro in porta della Bielorussia arriva al 79′, ma la conclusione di Nekhajchik non impensierisce Casillas. Poco dopo è la volta di un altro esordiente, ancora un protagonista della Serie A: Alvaro Morata, centravanti della Juventus, a 22 anni colleziona il primo gettone in nazionale maggiore. Per il centravanti della Juventus non ci sarà occasione per mettersi in mostra, emozionatissimo anche Callejon. Pedro, all’89’, colpisce poi un clamoroso palo interno. Per stasera può bastare, la “roja” 2.0 ora è davvero realtà.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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