Real Madrid-Barcellona 3-1, le pagelle: Benzema e Isco decisivi, male Iniesta

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Ecco le pagelle del primo “clasico” della stagione, Real Madrid-Barcellona 3-1.

REAL MADRID

Casillas, 7. Si riprende il Bernabeu nella serata più importante. Due interventi decisivi, prima sullo 0-1 in uscita su Messi poi sul 2-1 sul gran sinistro di Mathieu diretto all’incrocio. Erano anni che non si ascoltava tutto il pubblico del Madrid inneggiare a “Iiiiiker, Iiiiiker”.

Carvajal, 6.5. Puntuale nelle sortite offensive, qualche sbavatura in difesa (soprattutto all’inizio) ma nel complesso una partita positiva.

Ramos, 6. Pronti via e partecipa al disastro difensivo che porta al gol di Neymar. Riprende sicurezza col passare dei minuti, ma non è al meglio e si vede.

Pepe, 7. Un paio di salvataggi provvidenziali, il gol del 2-1. In mezzo la solita grinta e la brillantezza fisica dei giorni migliori. Difficile chiedere di più a un centrale di difesa, Messi gira alla larga.

Marcelo, 6.5. Qualche imprecisione in fase di rifinitura ma il brasiliano è al solito una freccia preziosissimo per l’arco di Ancelotti. Sembra un po’ succube di Cristiano, ma i due ormai si intendono a meraviglia.

Isco, 7.5. Cresce di partita in partita; sembra trovarsi più a suo agio in questo atipico 4-4-2 sulla destra (anche se di un’ala svolge pochi compiti) che come mezzala nel 4-3-3. Ancelotti sta compiendo un nuovo miracolo, come quello che portò Di Maria ad essere il centrocampista più determinante d’Europa durante la scorsa stagione. Alla tecnica indiscutibile associa tanta grinta, testimonianza ne è il pallone recuperato che genera il 3-1 di Benzema. (Illarramendi, sv)

Kroos, 6. Meno appariscente di altre volte, ma riesce a rendersi preziosissimo soprattutto quando durante il primo tempo il Barcellona cerca di tessere la solita ragnatela di passaggi nella metà campo avversaria.

Modric, 6.5. E’ un altro successo di Ancelotti, aver trasformato Modric in un giocatore universale, a suo agio in entrambe le fasi. Incanta il Bernabeu con alcuni cambi gioco di altissima scuola. (Arbeloa, sv)

James Rodriguez, 5.5. Un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni, il colombiano è avulso dal gioco per larghi tratti. Riesce comunque a dare il suo contributo in fase di copertura, si mette a disposizione della squadra. Ed è proprio questo che vuole il suo allenatore.

Benzema, 7.5. Come spesso accade, quando vuole è irrefrenabile. Piedi da trequartista, sacrificio da mediano, fiuto del gol da centravanti old style. Indovina l’angolo al millimetro senza nemmeno guardare la porta. Probabilmente il migliore in campo. (Khedira, sv)

Ronaldo, 6.5. Meno devastante del solito, ma si carica le spalle i suoi nel momento di massima difficoltà. Qualche egoismo di troppo, ma ci sta: gli alieni possono permettersi anche partite “normali”. Ma il cartellino, in un modo o nell’altro, lo timbra sempre.

Ancelotti, 8. Ancor più dell’anno scorso, sta plasmando questa squadra come progettato nella sua mente. Non sbaglia una mossa, ma gli basta non toccare la perfetta macchina da gol che ha messo su. Uno ad uno sta conquistando tutti i suoi detrattori in Spagna. Restano pochi italiani nel pallone che conta, lui è di certo il migliore.

BARCELLONA

Bravo, 6. Può poco nei gol, per il resto poco impegnato.

Dani Alves, 5. Pasticcione in alcune chiusure in difesa, poco ispirato anche in fase offensiva. Ha dato di certo il meglio con la maglia blaugrana, ma si distingue anche per qualche duello verbale di troppo con Cristiano.

Piqué, 4.5. Oh, forse Luis Enrique aveva ragione a relegarlo in panchina ad inizio stagione. Regala un rigore con un intervento tanto goffo quanto inutile, dà sempre l’impressione di poter combinare un pasticcio da un momento all’altro. Aveva dato avvisaglie contro l’Ajax, non è in condizione.

Mascherano, 6.5. Dovrà accontentarsi di poche partite nel suo vero ruolo anche durante questa stagione, ma darà il massimo da centrale di difesa. Solita partita gagliarda, è tra i pochi a restare a galla nonostante il malinteso con Iniesta in occasione del 3-1.

Mathieu, 5. Un sinistro, bellissimo, che poteva valere il 2-2 poi il nulla. Luis Enrique lo ha comprato per fare il centrale e lo rimette a sinistra dove ha giocato per gran parte della carriera. Solo che lì diventa nuovamente un giocatore di fascia media, come quando arrivò al Valencia proveniente dal Tolosa.

Xavi, 5. Non è di certo un ex giocatore, ma alla sua età non giova di certo restare in panchina per mesi e mesi. Per poi essere ributtato nella mischia in una partita di livello mondiale. Soffre anche quando il Barcellona ha il gioco in mano, messo in mezzo durante le furiose ripartenze del Real Madrid. (Rakitic, 5. Avrebbe meritato la maglia da titolare, non  riesce a dare la scossa ai suoi col suoi ingresso in campo)

Busquets, 5.5. Solite geometrie, nulla più. Non cambia passo, ma nessuno si azzarderebbe a chiedergli questo. Il problema è che al suo fianco non ha più Xavi e Iniesta di un tempo.

Iniesta, 4.5. Alla partita grigia, senza nessuno spunto di rilevo e – anzi – caratterizzata da diversi errori in fase di rifinitura, aggiunge l’erroraccio che lancia il Real Madrid al 3-1. Gli anni passano anche per don Andres, ma l’impressione è che sia stata solo una serata storta. (Sergi Roberto, 5.5. Comincia bene, qualche spunto degno di nota, poi si perde e si lascia trasportare dall’anonimo finale dei suoi)

Messi, 6. Ci prova, eh, ma con scarsi risultati. E’ comunque protagonista di spunti degni del suo nome, ma oggi è un gradino sotto il 7 del Real Madrid. E ciò, forse, gli pesa non poco. Da mesi non è il giocatore stratosferico che ha strabiliato il mondo fino al 2012.

Neymar, 6.5. Gol bellissimo, non è l’unica giocata di qualità del brasiliano, di gran lunga il migliore dei suoi. O almeno alla pari con Mascherano. A volte dà l’impressione di essere un po’ ingabbiato dalla presenza di Messi, ma ci ha fatto il callo e non a caso quest’anno sta davvero giustificando tutti i soldi (dichiarati e non) spesi per lui.

Suarez, 5.5. Ci mette tanto impegno, immaginava che il destino gli avesse offerto una grossa opportunità nel regalargli il Bernabeu come teatro del suo rientro. Ma la voglia non basta se le gambe, e l’intesa coi tuoi compagni, non ti accompagnano. Crack, sarà decisivo per questo Barça. (Pedro, 5.5. Avrebbe dovuto avere maggior minutaggio. La frenesia gli gioca brutti scherzi in più di un’occasione)

Luis Enrique, 4.5. Il suo Barcellona subisce i primi gol in campionato oggi 25 ottobre; è la dimostrazione di quanto abbia lavorato bene durante questi primi mesi. Ma stasera sbaglia tutto, dall’undici iniziale ai cambi. Cambiare tanto solo perché di fronte hai il Real Madrid non è una buona idea, chiedere ad Ancelotti che l’anno scorso al Camp Nou azzardò Ramos mediano. L’asturiano rilancia Xavi dopo averlo tenuto in naftalina per mesi, rimanda Mathieu sulla sinistra dove il francese è un giocatore normalissimo, manda subito in campo Suarez nonostante sia palese che l’uruguagio non sia al meglio. Gli servirà da lezione.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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