Riquelme rivela che Alex Ferguson lo volle portare al Manchester United

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Nel corso di un’intervista-fiume al programma argentino “En Línea” Juan Román Riquelme ha accennato anche qualcosa sui suoi trascorsi al Villarreal rivelando alcuni aneddoti sui suoi momenti più felici in Spagna. Alla domanda su cosa vorrebbe cambiare del suo passato l’asso sudamericano non ci ha pensato molto: «l’unico rimpianto che ho, e nonostante il tempo continui a passare torno a pensarci su, ma relativamente, risale a quando giocammo la semifinale di Champions League contro l’Arsenal in Inghilterra e incontrai l’allenatore del Manchester United», per l’appunto Alex Ferguson «e il direttore sportivo», probabilmente Martin Ferguson, suo fratello e capo-osservatore allo United, «che vennero a Londra per comprarmi», all’epoca si parlò solamente dell’interessamento per Marcos Senna e non di quello per Riquelme, «ma gli risposi che sarei rimasto a Vila-real, in questo credo che sbagliai».

Poi racconta del cosa lo convinse a rifiutare uno dei club più ricchi e forti del mondo: «Successe che ci fu questo incontro con l’allenatore e un collaboratore del Manchester United e il presidente del Villarreal disse ‘‘qui possiamo vendere la proprietà, vendere tutti i giocatori, vendere lo stadio, però Riquelme, la bandiera del club, non si può vendere” e questo mi smontò, mi dissuase e mi decisi a restare ancora per molto a Vila-real». All’apice della storia del club, il suo più grande talento decide di rimanere dov’è, con la società che lo ha reso immenso, e la sconfitta in quella semifinale contro l’Arsenal è diventata ormai storia, e nonostante Riquelme sbagliò un rigore al novantesimo della gara di ritorno che avrebbe permesso di andare ai supplementari al Madrigal, quel che resta sono solo ricordi positivi: «in quel momento era tutto meraviglioso per noi, eravamo arrivati in semifinale di Champions, avevamo la possibilità di giocare la finale, la squadra giocava sempre meglio. E la gente di Vila-real, questo non me lo posso mai dimenticare, erano le quattro, le cinque della mattina, io non riuscivo a prender sonno, tutta la gente stava per strada inneggiando a mio nome, fu un giorno incredibile per me, nonostante perdemmo erano tutti lì a cantare per me, qualcosa di meraviglioso che non potrò mai scordare».

E per finire un’affermazione che difficilmente passa inosservata, «la tifoseria del Villarreal, al pari di quella del Boca, la terrò sempre nel cuore», un messaggio d’amore che riempie d’orgoglio. Per capire la portanza di questa dichiarazione bisogna capire il legame viscerale che unisce ‘el mudo’ al suo club d’origine. Secondo un sondaggio realizzato sul sito ufficiale del Boca Juniors diversi anni fa, e a cui parteciparono decine di migliaia di tifosi, Riquelme è il calciatore più amato della storia bocaerense per distacco su un altro signore di nome Diego Armando Maradona. E questo amore è stato ricambiato dal calciatore con scelte di vita che lo hanno portato a rinunciare a lauti contratti e ai suoi anni migliori vestendo la maglia del Boca per gran parte della sua carriera in un’epoca in cui non affermarsi in Europa equivale al fallimento. Da queste parti, per una piccola realtà come quella del Villarreal, certe cose riempiono di gioia.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia, e più in generale per il calcio, oltre ad altri mille interessi.

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