Athletic Bilbao-Napoli 3-1 – Pasticcio napoletano: Leones alla fase a gironi

ATHLETIC BILBAO-NAPOLI 3-1 – Niente appelli o prove di riparazione. Dentro o fuori. Per il Napoli è già arrivato il momento della verità: bisogna vincere, oppure pareggiare con almeno due goal realizzati, per proseguire il sogno dalle grandi orecchie. Rafa Benitez propone due importanti novità rispetto al match del San Paolo, rivoluzionando, di fatto, la mancina partenopea: fuori Britos e Insigne, dentro Ghoulam e Mertens; a centrocampo, invece, Inler resta ancora in panchina, per lasciare spazio all’indomito Gargano. L’Athletic Bilbao risponde con il “solito” 4-2-3-1, Iturraspe in mediana, Susaeta e Munain sugli esterni, Aduriz unica punta.

PRIMO TEMPO – Athletic aggressivo in avvio di partita: pressing alto, ostinata ricerca del recupero palla nella metà campo campana, linea difensiva altissima e ritmo indiavolato. La prima occasione da goal, però, la crea il Napoli: Hamsik, a sinistra, riceve palla da Jorginho e la mette a rimorchio per Callejon, che calcia male da buona posizione e non inquadra lo specchio della porta. La risposta dei baschi giunge al decimo minuto, ma Aduriz si fa ipnotizzare da Rafael, bravo a respingere la conclusione anche se la posizione del basco viene inspiegabilmente giudicata irregolare del guardalinee. Primo squillo di Higuain al quindicesimo, autore di una conclusione mancina in contro balzo fuori di poco alla sinistra di Iraizoz. L’Athletic si rende pericoloso, per la prima volta, al minuto ventidue: Munain batte un corner dal lato destro, Gurpegi – mollato da un disattento Ghoulam – salta indisturbato in area di rigore ma il colpo di testa termina fuori.

La squadra locale fa male quando scende sulla destra, dove Ghoulam soffre le scorribande di Susaeta e De Marcos. Il Napoli soffre e, al minuto ventisei, rischia di capitolare, Laporte, però, fallisce clamorosamente a porta completamente sguarnita e non approfitta dell’uscita a farfalle di Rafael sul cross di Muniain. Il primo cartellino giallo è per Susaeta, che – al trentesimo –  stende da dietro Ghoulam. I baschi non creano nitide palle-gol, ma costringono il Napoli a rintanarsi nella propria metà campo e si fanno nettamente preferire nel palleggio. Giallo per Higuain al minuto quarantadue, reo di aver protestato troppo con il direttore di gara dopo aver subito un fallo al limite della propria area di rigore. Il primo tempo finisce a reti bianche. E al Napoli, per quanto visto nei primi quarantacinque minuti, può andare decisamente bene così.

SECONDO TEMPO – Avvio di ripresa da sogno per il Napoli: Balenziaga respinge di testa a liberare l’area di rigore, Hamsik la raccoglie al limite e lascia partire un ficcante rasoterra  a fil di palo che non dà scampo a Iraizoz. Primo minuto del secondo tempo, San Mames gelato: Napoli in vantaggio. Reazione immediata dei baschi: Balenziaga lascia partire una sassata di sinistro, Rafael vola e devia in corner con un superbo intervento con la mano di richiamo. I partenopei provano a far male in contropiede, mentre gli spagnoli provano ad imprimere un ritmo ancora più elevato alla partita. Benitez corre ai ripari nel tentativo di dare maggiore equilibrio alla mancina: fuori Ghoulam, dentro Britos. Risposta immediata di Valverde: esce Benat, entra Ibai Gomez. La partita torna in parità al quindicesimo: corner di Susaeta dalla destra, blocco di Gurpegi su Maggio e palla che arriva ad Aduriz, che ha il tempo di preparare il tiro e, solo davanti a Rafael, trovare il goal che fa esplodere di gioia il San Mames. Passano cinque minuti ed è Higuain, con una bella iniziativa al limite dell’area, a mettere in difficoltà i centrali difensivi baschi e a scoccare un tiro che non sorprende Iraizoz.

Tre giri di lancette e il Napoli combina la “frittata”: lancio lungo in profondità di Laporte verso l’area di rigore azzurra, clamorosa incomprensione fra Albiol (che si fa anticipare dall’attaccante avversariao) e Rafael (uscito inspiegabilmente fuori dall’area di rigore)  che consente ad Aduriz di recuperare il pallone e depositarlo in rete a porta completamente sguarnita. Benitez sbilancia la squadra: fuori Hamsik, dentro Insigne. Il Napoli, però, è in bambola. E al settantaquattresimo, capitola: Unai Lopez serve Aduriz in posizione irregolare, l’attaccante basco, però, capisce di trovarsi in off-side e lascia che sul pallone intervenga Ibai Gomez, bravissimo a sorprendere alle spalle un disattento (ancora una volta) Maggio e a mettere a segno il goal del 3-1.  Ancora protagonista Unai Lopez, autore di un insidioso destro dalla media distanza su cui Rafael si fa trovare pronto. Napoli alla sbando ma graziato da Aduriz, che – solo davanti a Rafael – calcia alle stelle da posizione particolarmente favorevole.

CRISI SENZA SOSTA – La Champions del Napoli finisce oggi, 27 agosto, al San Mames, terreno che resta ancora inespugnato dalle squadre italiane. E per il nostro calcio si tratta dell’ennesima cocente delusione, di cui, francamente, ne avremmo fatto volentieri a meno. Vittoria meritata per l’Athletic, che ha sofferto il Napoli solo negli ultimi trenta minuti del match d’andata. Oggi, invece, non c’è stata partita. Il goal di Hamsik, infatti, è giunto in modo abbastanza casuale (respinta corta di Balenziaga al limite), a testimonianza della mancanza di idee e dell’incapacità di creare gioco della formazione campana. La fase difensiva fa acqua da tutte le parti. E se anche Albiol e Maggio, solitamente fra i migliori della retroguardia partenopea, iniziano a combinare errori a ripetizione, la stagione del Napoli rischia di avere un futuro fosco. Molto fosco. A tre giorni dalla fine del calciomercato, servono urgenti rinforzi in difesa (difensore centrale, portiere e terzino sinistro), oltre ad un play in mezzo al campo in grado di dettare i tempi del gioco. Ora non mancheranno le polemiche, che in primis potrebbero riguardare il mancato utilizzo di Inler, mai troppo amato sotto il Vesuvio e oggi (forse) rimpianto. Ora l’Europa League. Vera dimensione, purtroppo, per quella che è, a pieno diritto, la terza forza della nostra Serie A, squadra in grado di lottare per il titolo. La crisi del calcio italiano, ahinoi, non conosce segnali di ripresa, immagine di un paese stanco e con un futuro incerto e nebuloso.

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