Tce presenta: la Premier League russa

La Russian Premier League è, forse, uno dei tornei più strani ed assurdi sotto ogni punto di vista. Stadi spesso semivuoti, trasferte chilometriche, eppure un fascino che, sotto ogni punto di vista, ben pochi altri tornei possono vantare. C’è così tanto da dire, sul campionato russo, che un libro potrebbe non bastare, figurarsi un breve articolo. Quindi, dovendo trovare una frase che riassuma il tutto, potrei dire: “E’ l’anno -4”.

Già, -4 ai Mondiali del 2018, che dovranno essere raggiunti tramite un percorso di crescita graduale, a partire da questo di anno. Niente più Anzhi ‘spendimiliardi’ (perdonatemi il brutto neologismo), scomparso dai radar della stampa europea tanto rapidamente quanto era balzato dal nulla agli occhi anche del tifoso di calcio meno appassionato – non senza lasciare stereotipi e pregiudizi che ben poco hanno a che fare con il mondo del pallone; niente più stranieri in Tatarstan, salvo qualche eccezione, dove il tecnico Bilyaletdinov – che piaccia o no – ha iniziato un’epurazione di massa e ha scelto di puntare su tanti russi e qualche slavo. Ma tante novità: l’Arsenal Tula di Alenichev e l’Ufa di Kolyvanov saranno alla prima storica RPL; storica, come l’assenza del Krylya Sovetov, anch’esso retrocesso per la prima volta da quando venne istituita la competizione, per mano di una Torpedo Mosca poco in salute – economicamente parlando – ma che è, in qualche modo, tornata là dove le spetta.

Novità, però, che finiranno – inevitabilmente – per abbassare il livello medio della competizione. Quattro neopromosse sono tante, troppe. Ma il campo ha deciso così a maggio, nonostante spareggi che, come ha detto Galitskiy, presidente del Krasnodar, non dovrebbero esistere, esattamente come quella maledetta legge sugli stranieri, che obbliga i club a schierare in campo almeno quattro russi, che tutti criticano e nessuno vuole, ma che alla fine è sempre lì, un po’ come la classe politica italiana.FBL-WC-2014-MATCH62-NED-ARG

Un livello medio, dicevamo, abbassatosi e che – salvo colpi di mercato in arrivo in agosto – non si alzerà. E’ vero: lo Zenit ha preso Garay, che forse è uno dei cinque migliori difensori centrali attualmente in circolazione. Ma il mercato russo – quello che all’estero viene visto esclusivamente come spendaccione e ‘spendimiliardi’, per riprendere il neologismo – finora è stato molto avaro di emozioni: le neopromosse hanno preso parametri zeri di mediocre livello in giro per l’Europa, le grandi o sono state completamente immobili (vedi Spartak – dove a parte Shirokov nessuno è stato preso, o CSKA, dove finora è arrivato soltanto un attaccante da una squadra retrocessa) o hanno inserito onesti mestieranti (come la Lokomotiv) o qualche riserva per allungare la panchina in vista delle competizioni europee (come la Dinamo – anche se in ballo c’è sempre l’affaire Valbuena ed il Krasnodar), o, come il Rubin, hanno ceduto i propri migliori giocatori e preso teste calde che in Italia hanno fatto poco (leggi Livaja). Senza contare squadre di media classifica, come Amkar e Terek, che alla voce ‘acquisti’ hanno una casella vuota.

Quale motivo, allora, per seguire questa RPL dipinta come mediocre e senza senso? Forse per la sua imprevedibilità. Per quei tifosi che, quando sono allo stadio, fanno davvero tanto casino. Per quei derby di Mosca, per quell’interessantissima rivalità tra Spartak e Zenit. E soprattutto perchè, sarà l’inizio di un percorso. Un percorso di crescita ulteriore dopo quello vissuto un lustro fa, che lo ha portato a livello dell’Eredivisie, della Liga Portuguesa, della Super Lig turca, della Ligue 1 francese. Un percorso di crescita che porterà nuovi settori giovanili, nuovi stadi, nuovi infrastrutture, nuovi investitori. Un percorso che dovrà alzare ulteriormente il livello, fino a raggiungere i quattro campionati maggiori, e magari superare quella Serie A in grande calo che troppo spesso ha etichettato negativamente la RPL. Un percorso che avrà come destinazione finale il Mondiale del 2018. Una data storica, ancor più della RPL di quest’anno. Quello che sarà, per tutti i russi, il vero anno zero.

LA GRIGLIA DI PARTENZA: Zenit St. Petersburg, CSKA Mosca, Spartak Mosca, Dinamo Mosca, Lokomotiv Mosca, FK Krasnodar, Rubin Kazan, Kuban Krasnodar, Terek Grozny, FK Rostov, Ural Ekaterinburg, Amkar Perm, Mordovia Saransk, FK Ufa, Torpedo Mosca, Arsenal Tula.

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Classe '94, piemontese di nascita, tra un esame universitario e l'altro segue il calcio alle temperature più improbabili, dalla Scandinavia alla vecchia terra degli Zar. Russofilo e (a breve) russofono, sogna di diventare direttore sportivo e di vivere a San Pietroburgo. Guai a disturbarlo quando gioca il Krasnodar: potrebbe uccidere.
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4 Commenti su Tce presenta: la Premier League russa

  1. grande campionato per veri intenditori di calcio ieri vista supercoppa cska vinto 3-1

  2. grande campionato per veri intenditori di calcio ieri vista supercoppa cska vinto 3-1

  3. Sicuramente è un campionato che può dare molti spunti, aspettando acquisti che, necessariamente, le squadre dovranno fare.

  4. grande matteo io seguo anche il campionato ukraino e andando su spesso vado a vedere le partite oggi mi sono visto hoverla uzhgorod-karpathy lviv

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