Tce presenta: l’Ekstraklasa polacca

Ha preso il via in questo week-end il massimo campionato polacco. Il bi-campione Legia Varsavia va alla ricerca del tris consecutivo di titoli (ci riuscì un decennio fa il Wisla Cracovia) non improbabile vista la modesta concorrenza, ma saremmo lieti di venire smentiti.

Legia Varsavia Il norvegese Henning Berg, che prese il posto di Urban (neo tecnico dell’Osasuna) nel gennaio scorso conducendo in porto il titolo nazionale (già ipotecato dal predecessore in verità) è stato riconfermato pur restando un’incognita a lungo termine dato che l’ex terzino del Manchester United non allenava da circa due anni. Ceduti il mediano Lukasik, il portiere di riserva Skaba e la punta Efir, il club capitolino si rafforza con gli arrivi dell’esperta punta Piech (dallo Zaglebie Lublino) e del centrale Lewczuk dallo Zawisza investendo anche su qualche giovane come il trequartista classe ’93 Szwoch dall’Arka Gdynia, il portiere Budzilek dal Katowice e dal terzino mancino brasiliano Ronan in prestito dal Fluminense. Non c’è comunque nulla da toccare in una macchina ben oliata com’è il Legia delle ultime due stagioni, la si può solo rovinare; e Berg sembra ci stia riuscendo con il pessimo avvio di stagione rappresentato dalle pessime prime tre uscite casalinghe: sconfitta nella Supercoppa contro lo Zawisza (sconfitta bruciante 2-3 allo scadere), lo stentato pareggio nell’andata del preliminare di Champion’s con gli irlandesi del St. Patrick’s e sconfitta 0-1 contro il neopromosso Belchatow all’esordio in campionato. Formazione tipo (4-2-3-1) Kuciak; Bereszinski, Rzezniczak, Dossa Junior, Brzyski; Vrdoljak, Jodlowiec; Zyro, Radovic, Kucharczyk; Dvalishvili

Lech Poznan Restano sempre i “ferrovieri”, reduci da due secondi posti consecutivi, il primo avversario del Legia. Si punta sulla continuità (il giovane mister Rumak inizia la terza stagione in panchina), pochi i movimenti di mercato: via il terzino destro Mozdzen e il trequartista sudafricano Claasen, interessanti gli arrivi del centrale Wilusz ex Belchatow, dell’esterno norvegese Keita e del trequartista svizzero classe ’93 Jevtic in prestito dal Basilea (ultima stagione in prestito all’Innsbruck) ma la differenza la farà la cessione o meno del bomber Teodorczyk allettato dall’avventura estera ma imprescindibile per i sogni di gloria del Poznan che senza di lui ha già perso l’andata del preliminare di Europa League in Estonia. Formazione tipo (4-2-3-1) Gostomski; Kedziora, Wolakiewicz, Kaminski, Luiz Enrique; Tralka, Linetty; Lovrencsics, Hamalainen, Pawlowski; Teodorczyk

Ruch Chorzow Il mister slovacco Kocian, raddrizzata alla grande una stagione iniziata molto male con mister Zielinski, comincia dall’inizio questa volta e ripetere già il terzo posto (ritorno in Europa dopo ben 14 anni) sarebbe un successo. Lasciati partire il portiere Buchalik, il trequartista Smektala e la punta Jankowski arriva a rimpiazzarli il portiere del Legia Skaba, l’ala del Wisla Szewczyk e la punta (sempre ex Legia) Efir. Troppo poco anche se sono rimaste (per quanto?) le “stelline” Janoszka e StarczynskiFormazione tipo (4-2-3-1) SKABA; Szyndrowski, Malinowski, Stawarczyk, Dziwniel; Surma, Babiarz; Janoszka, Starzynski, Ziencuk;Kuswik

Lechia Gdansk Rivoluzione a dir poco a Danzica, a partire dalla scelta curiosa di puntare (dopo la staffetta della scorsa stagione tra Probierz e l’olandese Moniz, storico vice di Martin Jol e ora allenatore del Monaco 1860) su un tecnico sconosciuto come il portoghese Quim Machado, da sempre impegnato in patria solo nelle divisioni inferiori (tranne una parentesi di poche settimane in Ungheria). Numerosi gli addii, tra i più dolorosi quelli del giovane mediano Dawidowicz (al Benfica), degli esperti centrali Madera e Bieniuk, del terzino brasiliano Deleu e della punta Tuszynski. Numerose (pure troppo, rosa difficilmente gestibile) e variegate anche le entrate: il portiere del Piast Trela, il centrale greco Bougaidis (in prestito dal Granada), il tris di giovani mediani Lukasik, Dzwigala e Borysiuk, il terzino Mozdzen dal Lech, due portoghesi (il centrale Tiago Valente dal Paços e Ribeiro dal Braga), le ali destre Katsaev e Makuszewski (dai russi del Terek) e quella mancina mancina Pawlowski ex Widzew e la punta serba Aleksic (ex Saint-Etienne e un fugace passaggio al Genoa). Formazione tipo (3-4-3) Bak; Janicki, BOUGAIDIS, VALENTE; MOZDZEN, Pietrowsky, Vranjes, Grzelczak; Frankowski, Sadaev, ALEKSIC

Gornik Zabrze Difficile ricominciare dopo una stagione che poteva regalare molte soddisfazioni ma conclusa con molta amarezza. I “minatori“, guidati da mister Nawalka, sono stati il club più a lungo in testa alla classifica della scorsa stagione poi la promozione del coach a ct della nazionale e il “flop” del successore Wieczorek hanno sancito  l’addio ai sogni di gloria, anche a quelli europei e un modesto sesto posto. La situazione fuori dal campo non è migliore, anzi: il presidente Zbigniew Waśkiewicz (subentrato a marzo) ha scongiurata la mancata iscrizione (ma il club rimane sotto osservazione dalla Federazione a causa del dissestato bilancio) ma, pur tenendo in piedi il necessario ammodernamento dello stadio, non ha potuto che impostare un ridimensionamento per il Gornik: panchina a Robert Warzycha, già direttore sportivo del club e in panchina nel deprimente finale di stagione (anche se a causa della mancanza delle licenze appropriate, formalmente rimane primo allenatore Dankowski), riduzione degli ingaggi, acquisto di soli giocatori svincolati. Ovvio il sacrificio dei “vip” (il terzino Olkowski, il centrale ucraino Shevelyukhin e la potente ala burkinabè Nakoulma, 23 reti in due stagioni e mezzo) e la magra la campagna di rafforzamento con i soli arrivi del trequartista Plizga (8 gol la scorsa stagione nello Jagiellonia), dell’ala mancina slovacca Gergel e dell’interessante mancino bosniaco ex Gent e classe ’94 Cerimagic, e tornano molti elementi mandati in prestito nelle divisioni inferiori (4-2-3-1) Steinbors; Manka, Augustyn, Lukasiewicz, Kosznik; Sobolewski, Maczynski; Madej, PLIZGA, GERGEL; Zachara 

Zawisza Bydgoszcz Un nome che dirà poco (diciamo pure nulla) anche agli appassionati di calcio estero ma che vale la pena conoscere. Un buon momento nella massima serie a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 poi l’oblio con la retrocessione nel ’94 e diciannove anni prima di riapprodare in Ekstraklasa l’anno scorso. Una stagione da neopromossa tutta da raccontare: due mesi prima della prima vittoria poi una lunga cavalcata, guidata da mister Tarasiewicz bravo ad esaltare giocatori solo discreti, con l’approdo alla fase dei playoff (conclusi all’ultimo posto, ma comprensibile il calo di motivazioni); finale di stagione col botto però con la vittoria della coppa nazionale, il primo titolo della storia del club, e la relativa storica qualificazione in Europa League. La nuova stagione inizia in maniera ancora sorprendente: il divorzio di mister Tarasiewicz, la scommessa di un mister portoghese pressochè sconosciuto (Jorge Paixao reduce da quattro mesi sulla panchina del Braga), il mantenimento dello zoccolo duro della rosa (via solo lo stopper Lewczuk e gli anziani mediani Dudek e Hermes) e un carico di acquisti provenienti dall’estero (rientro in patria per il portiere Sandomierski ex Genk e Blackburn, l’arrivo della punta Costea in prestito dallo Steaua Bucarest, dal Portogallo il mediano Mica, il terzino mancino Silva e l’ala mancina brasiliana Wagner). Le prime uscite sono incoraggianti: secondo trofeo (ci hanno preso gusto) con la Supercoppa portata a casa battendo il Legia a Varsavia 3-2 (gol vittoria allo scadere di Gevorgyan) e la sconfitta, ma solo di misura 2-1, in Belgio nell’andata del preliminare contro lo Zulte Waregem. (4-2-3-1) SANDOMIERSKI; Ziajka, Micael, Strak, SILVA; Goulon, Drygas; Gevorgjan, Wojcicki, Luis Carlos; Vasconcelos

Slask Wroclaw Quanto sembra lontano il titolo del 2012; il terzo posto di due stagioni e il nono della scorsa stagione rende offuscato il ricordo di quel trionfo. Esonerato il ceco Levy che, dopo i buoni risultati della passata stagione, stava portando il club in zona retrocessione confermato in panchina mister Pawlowski autore di un buon finale di stagione e bandiera del club sebbene non abbia mai allenato ad alti livelli. Difficile pensare ad una stagione ambiziosa, per di più se si pensa alle cessioni del mediano Kazmierczak, l’ala mancina Patejuk e il centrale Kokoszka e ai soli arrivi (rimpatri) del difensore Celeban (di ritorno dai rumeni del Vaslui) e del 33enne portiere Pawelek (dai turchi del Rizespor). (4-2-3-1) PAWELEK; Ostrowski, CELIBAN, Grodzicki, Dudù; Stevanovic, Holota; F.Paixao, Mila, Plaku; M.Paixao

Wisla Cracovia Il Wisla ci riprova. Una buona metà di stagione avevano entusiasmato l’ambiente biancorosso ma il crollo nella seconda metà (solo due vittorie negli ultimi tre mesi) ha frustrato ogni sogno di gloria. Si riparte comunque sempre da mister Szmuda (non c’è di meglio?) e da una rosa snellita e ringiovanita. Inevitabile la cessione del gioiello Chrapek (al Catania), partono però anche pedine importanti come i terzini Bunoza e Piotr Brozek, il centrale Nalepa (al Ferencvaros di Doll) e il portiere Miskiewicz; il tris di arrivi dal Ruch Chorzow (il portiere Buchalik, il terzino Sadlok e la punta Jankowski) e il mediano brasiliano (di passaporto polacco) Lucas Guedes classe ’96 proveniente dalle giovanili del Cruzeiro non paiono rinforzi che possano fare la differenza; sarà l’attacco biancorosso, rimasto intatto col trio Gargula-Stilic-Guerrier dietro al bomber Pawel Brozek, a doverla fare. (4-2-3-1) BUCHALIK; Burliga, Glowacki, Dudka, SADLOK; Stjepanovic, Uryga; Gargula, Stilic, Guerrier; Brozek

Pogon Szczecin Il club più “pazzo” del campionato: una stagione oltre le aspettative (molte le vittorie in rimonta, diverse negli ultimi minuti di partita) per gran parte della stagione poi tre punti nelle ultime sette partite e una qualificazione in Europa buttata via. La partenza più dolorosa è quella del trequartista (e leader) giapponese Akahoshi, capace di 9 gol e 17 assist, e finito in Russia ma oggettivamente l’Ekstraklasa gli andava stretta. Eliminati elementi di contorno come i mediani Ouedraogo, Lawa e Popara arrivano solo l’omologo Matras, classe ’91 dal Piast e il terzino Lisowski ex Korona. Mister Wdowczyk inizia la sua seconda stagione puntando alla zona Europa ma dovrà spremere ancora una rosa senza stelle se si eccettua il bomber Robak, 18 gol in stagione (storica la sua “cinquina” nel 5-1 al Lech). (4-2-3-1) Janukiewicz; Rudol, Golla, Dabrowski, Lewandowski; Bak, Rogalski, MATRAS; Murayama, Fraczczak, Malecki; Robak

Jagiellonia Bialystok Lo “Jaga” inizia la sua ottava stagione di fila nella massima serie cercando di ritrovare quel salto di qualità (per andare aldilà di un’anonima posizione a metà classifica a cui pare abbonato) che aveva trovato nel 2010 con le vittorie della coppa e supercoppa nazionale prima e del quarto posto in campionato nel 2011. Ci si prova col cambio di panchina e con una massiccia opera di ringiovanimento della rosa: torna mister Probierz (già in giallorosso dal 2008 al 2011) in cerca di riscatto dopo l’esonero al Lechia Danzica da cui si porta il centrale Madera e la punta Tuszynski ma a cui cede il “gioiellino” di casa e cioè il mediano classe ’95 Dzwigala; arrivano dal retrocesso Widzew i centrali Wasiluk e Leimonas ma peseranno gli addii al centrale nigeriano Ukah, ai terzini Popkhadze e Tosik e al trequartista Plizga.  (4-2-3-1) Baran; Modelski, MADERA, WASILUK, Jasinski; Dzalamidze, Grzyb, LEIMONAS, Gajos; Quintana, TUSZYNSKI 

Piast Gliwice Club solo recentemente affacciatosi in Ekstraklasa, prima volta nel 2008, e tornataci solo due stagioni fa. I rossoblù puntano, dopo la deludente stagione passata, a tornare ai fasti di due stagioni fa (quarto posto e qualificazione in Europa League da neopromossa). Anche il club della Slesia punta sullo straniero; confermato sulla panchina il madrileno Angel Perez Garcia (subentrato all’esonerato Broz a cinque giornate dalla fine chiuse col bilancio di tre vittorie un pari e un solo ko) che sarà facilitato nel suo ambientamento dai tre spagnoli già in rosa, cioè il mediano Carles Martinez, il trequartista Gerard Badia (riscattatato dal Noja, terza divisione iberica) e soprattutto il bomber Ruben Jurado (14 reti l’anno scorso). Non rinnovati i prestiti dal Braga della punta portoghese Rabiola (zero reti) e del mediano Nikiema, partono però anche titolari come il portiere Trela, il terzino Krol (in Canada, al Montreal) e il mediano Matras. I rimpiazzi non convincono appieno: il 36enne portiere spagnolo Cifuentes, dal Wisla il terzino Piotr Brozek e il mediano tunisino Hadj Said (ha giocato sempre in patria tranne una stagione nella seconda serie spagnola al Badajoz).  (4-2-3-1) CIFUENTES; Zbozien, Klepczynski, Horvath, BROZEK; Hanzel, Martinez; Badia, Jurado, Podgorski; Wilczek

Korona Kielce Un applauso alla società giallorossa che (da sempre all’avanguardia per la buona gestione amministrativa e proponendo sempre un calcio esteticamente piacevole) nonostante lo scioccante avvio di stagione (una sola vittoria nei primi due mesi) ha riconfermato in panchina il debuttante (e sconosciuto) mister spagnolo Pacheta ricevendo in cambio una salvezza tutto sommato tranquilla. Da novembre a marzo una striscia di risultati utili interrotti inframezzati da un solo ko. Certo, sono lontani i fasti della stagione 2011/12 (quinto posto) ma mantenere la categoria rappresenta sempre una piccola impresa. Il vero colpo del mercato è l’ingaggio dell’allenatore Tarasiewicz, che ha portato lo Zawisza alla vittoria della coppa nazionale; per il resto, ceduti due importanti pedine come il centrale sloveno Stano, la punta Golebiewski, e altri elementi ai margini del progetto tecnico, arrivano tre stranieri (mister Tarasiewicz ha giocato a lungo in Francia, è perciò avvezzo alla multiculturalità) e cioè il centrale ivoriano Ouattara (ex Khimki), il terzino mancino brasiliano Leandro (reduce da quattro stagioni in Ucraina) e il mediano marocchino Aankour dalle giovanili del Bastia. (4-2-3-1) Malkowski; Golanski, Malarczyk, Dejmek, LEANDRO; Jovanovic, V.Markovic; Sobolewski, Janota, Pilipchuk; Trytko

MKS Cracovia Una stagione emozionante che, da neopromossa per il club polacco più antico (fondato nel 1906), si è conclusa con l’obiettivo stagionale della salvezza che però per gran parte della stagione pareva raggiungibile con molto anticipo rispetto alla coda del campionato. Male infatti mister Stawowy nella gestione del finale di stagione in cui “le strisce” sono state risucchiate in zona retrocessione evitandola per poco. Dato il benservito al tecnico della promozione, si riparte da un giovanissimo: sorprende la scelta del 38enne Podolinski finora allenatore solo nelle divisioni inferiori anche se entra nella logica del club biancorosso intesa a ringiovanire l’intera rosa. Non rinnovati i contratti dei migliori della scorsa stagione e che quindi chiedevano un migliore ingaggio (dall’ala montenegrina Boljevic alla freccia del Burundi Ntibazonkiza, dal trequartista sloveno Straus all’esterno tedesco Bernhardt); si pesca dalle retrocesse (il terzino Rymaniak dallo Zaglebie e il trequartista Cetnarski dal Widzew Lodz) più gli ingaggi del centrale dell’Under 20 Horoszkiewicz (cresciuto nelle giovanili dell’Hertha Berlino) dell’esterno senegalese Dialiba (dai belgi del Mechelen) e della punta Zjawinski (bomber della seconda divisione) (4-2-3-1) Pilarz; Kus, Kosanovic, Zytko, Marciniak; Dabrowski, Szeliga; DIALIBA, CETNARSKI, Steblecki; Nowak

Gks Belchatow Da un decennio il Belchatow è cosa del 40enne Kamil Kieres in varie forme (vice allenatore, direttore sportivo e ora allenatore). Il secondo posto del 2007, con conseguente partecipazione alla Coppa Uefa, rimane l’apice della storia del club nero-bianco-verde che si ripresenta nella massima serie dopo un solo anno di “Purgatorio” in cadetteria. Campagna acquisti modesta: ceduto il portierino classe ’95 Podleśny (va a Danzica) e il solido centrale Wilusz al Lech, arrivano il centrale Telichowski (ex Podbeskidzie), il terzino mancino Mojta (tra i migliori della scorsa seconda divisione nel Sandecja), la punta Slusarski (ex Poznan, anche qualche stagione in Championship) e il portiere lituano Zubas in prestito dai lettoni del Daugava. Rosa modesta ma con qualche talento interessante (su tutti i gemelli classe ’91 Mak) che potrebbe esplodere. (4-2-3-1) Malarz; Basta, Baranowski, TELICHOWSKI, Norambuena; Sawala, Bazala; Ma. Mak, Waclawczyk, Renusz; Mi. Mak

Gornik Leczna Confermato in panchina l’ucraino Shatalov l’allenatore della promozione. I “neroverdi” sono alla sesta partecipazione nella massima serie, l’ultima volta nel 2007 quando fu retrocessa d’ufficio a causa di un grande scandalo di corruzione. All’insegna della continuità anche il mercato: scaduti i prestiti del terzino Tadrowski, del mediano Zawistowski e della coppia di punte Wozniak-Zwolinski, l’unico trasferimento oneroso è quello per il portiere croato Rodic (dallo Slaven Belupo, scorsa stagione nel retrocesso Zaglebie Lublino) mentre arrivano da svincolati un altro croato come il centrale Bozic (ex Dukla Praga), l’esperto mediano Kazmierczak dallo Slask e la punta ex Danzica Buzala. Se non perderà la bussola nei momenti in cui mancheranno i risultati, ha buone chances di salvarsi. (4-2-3-1) RODIC; Sasin, BOZIC, Szmatiuk, Mraz; Bielak, KAZMIERCZAK; Bonin, Nowak, Niedziela; BUZALA

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(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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