Argentina-Svizzera 1-0 (d.t.s), decide l’immenso Di Maria; ma quante emozioni in questo Mondiale…

L’Argentina batte la Svizzera 1-0 con un gol di Di Maria al 118′ e approda ai quarti di finale di Brasile 2014. Poche parole riassumono l’esito finale di una sfida che, però, ne avrebbe bisogno di centinaia di migliaia per essere raccontata. Partita romanzesca, indimenticabile soprattutto per gli ultimi 7 minuti di gioco, dal 118′ al 125′, dove a Sao Paulo si è visto praticamente di tutto. Brasile 2014 sta entusiasmando, è uno spot perfetto per il calcio. Il “Mondiale dei Mondiali” non ha deluso, poco importa che l’Italia sia stata semplice comprimaria. This is football.

Sabella, come nelle previsioni, sceglie Lavezzi al posto dell’infortunato Aguero; Rojo e Zabaleta i terzini, Mascherano e Gago la coppia di centrocampo. Higuain è il centravanti, alle sue spalle carta bianca a Messi: tre volte MVP nelle tre uscite dell’albiceleste, se il mondo è incantato dalle magie di James Rodriguez, non va dimenticato che questo è anche il Mondiale di Messi. Hitzfield, probabilmente all’ultima da ct sulla panchina della Svizzera, manda Seferovic in panchina per far spazio a Mehmedi e Drmic. Inler e Behrami coppia di amici-nemici in mezzo al campo, occhi sul terzino Rodriguez che sta ben impressionando. Oltre naturalmente a Shaqiri e Xhaka, obiettivo di mercato di parecchi club italiani.

Se la Germania è passata contro l’Algeria dopo una mezza agonia, non ci sono particolari motivi per cui la Svizzera non possa aspirare a una gran partita contro l’Argentina. E il primo tempo conferma che gli elvetici credono nel colpaccio. Benaglio non compie nessun intervento rilevante durante tutti i primi 45 minuti, Messi e Higuain sono praticamente buttati di forza fuori partita, gli unici a inventare o – nel caso di Lavezzi – almeno a provare a creare superiorità numerica sono Di Maria e il “pocho”.

Le occasioni migliori nel primo tempo sono allora solo di marca svizzera: al 28′ Shaqiri fa faville sulla destra, il cross arretrato per Xhaka è un cioccolatino. Peccato che il talento del Borussia Monchengladbach possa calciare solo di destro, e centralmente: Romero riesce a respingere di piede. Al 39′ l’occasione per la Svizzera è ancora più nitida: Drmic è lanciato in campo aperto da uno splendido assist d’esterno del solito Shaqiri (partita superlativa dell’ex Basilea) ma, a tu per tu con Romero, cerca un improbabile pallonetto che il portiere del Monaco non ha difficoltà a bloccare. L‘Argentina si rende pericolosa solo con un corner battuto da Di Maria sul quale, di un soffio, non arriva Garay. Poco, troppo poco per pensare di andare avanti nel Mondiale.

Tutta un’altra storia nella ripresa: i ragazzi di Sabella cominciano a tambureggiare, il possesso palla non è più fine a se stesso e si cerca con più insistenza di innescare Higuain. La spinta decisiva arriva da sinistra, con Rojo scatenato e vicino al gol con una conclusione dal limite, complice anche una mezza incertezza – l’unica di una partita perfetta – di Benaglio. Il numero uno del Wolfsburg è bravissimo sul colpo di testa di Higuain al 60′, il gol dell’Argentina sembra essere nell’aria. Di Maria cresce in modo esponenziale, si cominciano a vedere anche le celeberrime serpentine di Messi; Palacio per Lavezzi, buona partita del pocho, serve a dare un’ulteriore spinta alla manovra offensiva. Hitzfield, dal suo canto, capisce il momento difficile dei suoi e mette dentro Gelson Fernandes per Xhaka, calato alla distanza. Messi, al 69′, ci prova con un sinistro al volo da fuori area: palla alta di un soffio.

No, l’Argentina non la sblocca. Palacio spreca di testa su cross di Messi, poi è l’asso del Barcellona, al 78′, a cercare un gol dei suoi: Leo parte da sinistra, fa fuori tre avversari e cerca di beffare Benaglio con un rasoterra sul primo palo. Il pallone sembra passare il portiere svizzero che, però, con un colpo di reni riesce a respingere con una mano. Sembra una maledizione. Seferovic per Drmic è stata la mossa vincente contro l’Ecuador, Hitzfield nel finale prova nuovamente la mossa. Ma si va ai supplementari.

Di colpo, la partita cambia copione. L‘Argentina crolla dal punto di vista fisico, Rojo e Gago, in particolare, annaspano. La Svizzera, invece, sta benissimo: oltre a Shaqiri che continua coi suoi giochi di prestigio, Mehmedi va come un treno e fa valere sempre il suo buon tasso tecnico. Quando poi anche Inler si rende protagonista di alcune giocate pregevoli, allora è tempo davvero di preoccuparsi per Sabella. Il ct dell’albiceleste corre ai ripari, dentro Biglia e Basanta. La prima frazione dei supplementari, anche se senza occasioni, si chiude con la Svizzera arrembante, Argentina in ginocchio. I sudamericani riescono a rallentare il ritmo durante gli ultimi 15 minuti, Di Maria prende per mano i suoi e riesce a procurarsi un’ulteriore opportunità: il sinistro che chiama alla gran parata, con la mano di richiamo, Benaglio è un avviso.

Il 118′ è il minuto decisivo: Palacio ruba palla a centrocampo e serve Messi, la “pulce” fa secco Inler e avanza fino al limite dell’area. L’assist verso destra a Di Maria ha i giri giusti, il genio del Real Madrid con un morbido piatto sinistro batte – finalmente – Benagio sul palo opposto. Una liberazione, un gol bellissimo e probabilmente meritato. Partita finita? Manco a dirlo. Al 121′, Dzemaili si ritrova in area piccola a colpire di testa: palo del centrocampista del Napoli, il pallone poi sbatte sul suo stinco e termina fuori. Semplicemente incredibile, poco prima Benaglio provava una mezza rovesciata sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Le emozioni si prolungano fino al 123′ con Di Maria che da centrocampo non trova la porta, lasciata vuota da Benaglio  No, non è finita. Non è uno scherzo. Al 125′, la Svizzera ha l’opportunità per pareggiare con un calcio di punizione praticamente ai 17 metri, posizione centrale: Shaqiri è il prescelto, ma respinge la barriera. Può bastare, Argentina ai quarti ma brava Svizzera. E, soprattutto, grazie BRASILE 2014!

 

About Alfonso Alfano 1755 Articoli
Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.