Honduras-Svizzera 0-3: Shaqiri cala il tris, elvetici agli ottavi… con Messi!

Stadio Arena Amazônia di Manaus, Honduras-Svizzera si giocano l’accesso agli ottavi di finale e potrebbero entrambe passare il turno, per gli elvetici però il compito è decisamente più facile e a portata di mano, anche perché secondi nel girone E a quota 3 punti mentre gli uomini dell’Honduras sono ultimi a 0 punti. Non si tratta di un match inedito poiché le due nazionali si sono già affrontate nel mondiale tedesco del 2006 e quella volta la gara finì con uno scialbo zero a zero che non fu utile a nessuno.

Comunque se l’Ecuador dovesse vincere contro la Francia con un gol di scarto, alla Svizzera per ottenere la qualificazione non servirebbe solo vincere contro Honduras, ma dovrebbe anche farlo con almeno tre gol di margine. Per questo motivo la Svizzera dovrà giocare all’attacco fin dai primi minuti,portarsi avanti e gestire il risultato a proprio favore.
Gli elvetici scendono in campo con un solido 4-2-3-1 che vede Drmic avanti in solitaria a dialogare con Xhaka e Shaqiri entrambi osservati speciali nonché uomini mercato che si alterneranno nel supportare a dovere l’unica punta;Hitzfeld inoltre può permettersi di sfogliare la margherita dei centrocampisti napoletani e di sceglierne due per la propria linea mediana: si candida dunque a maglia da titolari Behrami e Inler, mentre Dzemaili per ora si accomoda in panca. Dietro ha finalmente una chance da titolare l’interessante Schar del Basilea che farà coppia difensiva con il possente Djourou. Il colombiano Suarez cambia poco rispetto alla gara persa in rimonta contro l’Ecuador. Coppia d’attacco Bengtson e Costly confermata. Mentre in mezzo al campo torna Wilson Palacios, reduce dalla giornata di squalifica nel match di esordio contro i francesi.
Una volta in campo quindi la Svizzera non tradisce, e la sua stella più brillante ossia Shaqiri nemmeno.Il giovane del Bayern così si riprende dopo due performance abbastanza opache nelle due partite precedenti e lo fa mettendo a segno una splendida tripletta che porta la compagine svizzera a giocarsi gli ottavi contro l’Argentina di Messi e soci.
Calcio d’inizio e pronti via che dopo neanche 2 minuti gli uomini di Hitzfeld bussano alla porta di Valladares: Palacios perde una palla velenosa Drmic la prende, scatta verso l’esterno e mette dentro un cross teso per Shaqiri a rimorchio che arriva e tira a colpo sicuro prendendo però il portiere avversario. Poco male perché l’andazzo della gara è ben chiaro e l’asse Drmic-Shaqiri farà più danni della grandine tra le fila honduregne.La Svizzera attacca con il solito copione e viene premiata perché poco dopo,esattamente al 6’ minuto di gioco Xherdan tira fuori una magia dal cilindro facendo partire dal proprio sinistro un tracciante a giro sul palo lungo e fissando così il risultato sullo 0 a 1 in tempi brevissimi .La gara prende così la piega voluta da Hitzfeld, andare in vantaggio ed amministrare e così è stato dunque piano piano l’Honduras esce dal suo guscio e ci prova a dire la sua con qualche incursione prima per vie centrali e poi con qualche cross dalla fascia ma il possesso palla è prevedibile quanto sterile e i risultati stentano ad arrivare.

Gli uomini di Suarez ci provano con tutta la buona volontà ma i risultati non ci sono, anche perché fantasia e tecnica non sono di casa e questo ovviamente è anche a vantaggio degli elvetici che con il minimo sforzo riescono a stare tranquilli.Shaqiri è in stato di grazia e può fare praticamente il bello ed il cattivo tempo e nella prima mezz’ora mette al referto 3 tiri su 3 nello specchio avversario. Al 25’ ci pensa Benaglio a dare un sussulto a spettatori e pubblico di parte,regalando malamente un pallone agli attaccanti avversari che però non riescono a sfruttare l’occasione a proprio favore.Ed ecco che nel più banale dei cliché calcistici dopo una buona occasione sprecata si subisce gol: Drmic penetra nuovamente tra le linee e con un preciso passaggio taglia la difesa in due e mette Shaqiri in condizione di andare 1 contro 1 con Valladares,il talentino del Bayern non sbaglia ed infila lo 0 a 2 della tranquillità per la propria squadra. La gara torna di nuovo ad assopirsi se non fosse per i tentativi alla buona e con tanto orgoglio da parte degli honduregni che riescono a presentarsi dalle parti di Benaglio ma non riescono mai a far gol: da segnalare al 55’ la più grande occasione a favore per la squadra in svantaggio che vede dopo una bella azione corale Bengtson saltare Benaglio e colpire a botta sicura, ma sulla linea Rodriguez ben piazzato nega la gioia della marcatura facendo un salvataggio a porta vuota che ha del miracoloso.

Le sorti dell’incontro sono ormai chiare e ben avviate alla loro naturale conclusione ma chiaramente piove sempre sul bagnato e così al 61’ avviene l’episodio di natura dubbia che porta alle feroci proteste honduregne per un mancato rigore causato da una disattenzione di Djourou che sbilancia Palacios all’interno dell’area piccola e ormai a tu per tu con Benaglio. Ma per l’arbitro argentino Pitana non c’è nulla e si prosegue. La musica non cambia e gli errori dell’Honduras cominciano a pesare ed essere sanguinanti ed ecco così che al 71’ che per la terza consecutiva nel match l’ottimo Drmic serve un rigore in movimento a Shaqiri che insacca e chiude definitivamente il discorso qualificazione portandosi a casa il pallone. Ancora qualche sussulto per parte nel finale quando Benaglio prima si oppone ad un buon colpo di testa di Bengtson e poi Mehmedi invece rende il favore e spara su Vallarades.Vengono assegnati 3’ minuti di recupero ed una volta passati arriva finalmente il triplice fischio finale, la Svizzera porta sugli scudi il suo piccolo grande eroe: Xherdan Shaquiri e ritorna alla fase degli ottavi di finale 60 anni dopo replicando la performance fatta appunto nel mondiale casalingo del 1954.

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Studente universitario in quel di Siena, classe 1992 follemente innamorato della Premier League e del calcio inglese, amo anche il basket ma seguo solo quello NBA come tifoso ultradecennale dei Los Angeles Lakers, appassionato anche di Football Americano tifo i Cincinnati Bengals. Oltre a scrivere adoro la musica elettronica, il rock 'n' roll, i computer, i videogiochi, l'arte e la letteratura. Aspirante tuttologo, sono un personaggio analogico in un mondo digitale.

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