Queiroz prima di affrontare l’Argentina: “Dopo il Mondiale lascerò l’Iran”

A pochi giorni dalla sfida del 21 giugno a Belo Horizonte contro l’Argentina di Leo Messi, la nazionale iraniana rischia di fare i conti con un addio eccellente, quello del loro mister. In un’intervista concessa al quotidiano portoghese Público, Carlos Queiroz ha dichiarato che lascerà l’Iran dopo il mondiale brasiliano. La Federcalcio iraniana ha cercato in questi mesi di trattenerlo con proposte di rinnovo, «Ma non c’erano sufficienti aiuti da parte del governo, e mi sembrava chiaro che – a causa delle condizioni finanziarie – non vi fosse più un interesse effettivo a mantenere il lavoro sviluppato a livello di nazionale».

Che i rapporti tra Queiroz e le istituzioni iraniane non fossero buoni, era evidente: più volte il tecnico portoghese si è lamentato per la scarsa organizzazione e gli ostacoli (anche burocratici) incontrati durante la preparazione alla Coppa del Mondo. Nell’intervista a Público infatti ha aggiunto «E’ stato il lavoro più duro che abbia mai avuto nella mia carriera. Portare un gruppo di giocatori praticamente dilettanti ad una prova molto professionale, con le esigenze del calcio moderno, è stato molto difficile». Vediamone alcuni motivi:
– Dal 18 giugno 2013, giorno dell’ultima partita di qualificazione (vittoria contro la Corea del Sud per 1-0), l’Iran non ha giocato amichevoli fino al 5 marzo 2014, contro la Guinea, perdendo ben 3 date ufficiali del calendario FIFA riservate alle nazionali. D’altra parte molte squadre rifiutavano gli inviti iraniani, soprattutto perché si trattava di giocare a Tehran: così in quei 9 mesi l’Iran ha disputato solo gare di qualificazione alla Coppa delle nazioni asiatiche 2015 con avversari del “calibro” di Thailandia, Libano, Kuwait;
– Già dopo la qualificazione, Queiroz aveva concordato con la Federcalcio l’organizzazione di 3 ritiri: il primo in autunno in Portogallo, il secondo ad aprile in Sud Africa, e il terzo a maggio in Austria. Tanto per cominciare, il camp portoghese è stato annullato per mancanza di fondi. Il secondo ritiro è stato sicuramente quello più sconfortante per un professionista come Queiroz, che si è ritrovato a Johannesburg inizialmente con solo 11 atleti di cui nessuno portiere, perché alcuni club iraniani impegnati nella Champions League asiatica avevano rifiutato di lasciare liberi i propri giocatori. Il CT ha dovuto aspettare l’ultimo ritiro per poter finalmente avere a disposizione una rosa di titolari e riserve in grado di giocare partitelle, invece di limitarsi alla preparazione atletica;
Ali Kaffashian, presidente della FFIRI (la Federcalcio iraniana) ha rivolto a inizio maggio ai giocatori del Team Melli il singolare invito a non scambiare le maglie con gli avversari, motivato dall’esiguo numero di capi forniti dallo sponsor tecnico Uhlsport a causa del budget ridotto della federazione. Non solo: il numero uno della FFIRI aveva anche esplicitamente ordinato ai giocatori di lavare le proprie maglie dopo ogni partita per poterle riutilizzare nelle successive. A parte la figuraccia a livello “mondiale”, alcuni giocatori hanno preso in parola Kaffashian per poi segnalare che le taglie delle divise cambiavano dopo il lavaggio. Ne è nata una lite tra Queiroz e la Uhlsport – proseguita tramite avvocati – con il rifiuto del CT portoghese a indossare la divisa da coach sponsorizzata, fino a una settimana prima della Coppa del Mondo;
– Come se non bastasse, sempre sul fronte amichevoli, l’ex CT di Manchester Utd e Real Madrid si è dovuto spendere in prima persona per convincere le squadre da affrontare. Queiroz ha rivelato a Público: «Abbiamo finito per giocare solo quattro partite, ma dati i vincoli finanziari relativi alle sanzioni economiche internazionali e le difficoltà che attraversa la federazione, abbiamo dovuto rivolgerci alla disponibilità di alcuni ‘amici’». Ecco come sono nate le sfide con Mozambico (annullata), Bielorussia, Montenegro, Angola, Trinidad e Tobago!

Con queste premesse, non sorprende l’addio alla panchina iraniana, anche se lascia perplessi la tempistica: soltanto pochi giorni prima di Iran-Nigeria Carlos Queiroz prendeva parte a un video rivolto ai tifosi iraniani, sull’importanza di seguire la propria nazionale. Non è la prima volta che un CT annuncia l’addio dopo i mondiali: lo fece anche Aimé Jacquet, ma guidava la Francia di Zidane che giocava il mondiale in casa, e ciò fu uno stimolo in più per battere gli avversari. Sarà lo stesso per il Team Melli?

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Saman Javadi was born in Italy. He always loved Iran and Italy, from history to cuisine, and speaks both languages.

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