Al Nasr, vittoria di nome e di fatto

L’Al Nassr di Riyadh è tornato a vincere il campionato saudita dopo quasi due decenni di digiuno grazie alla forza e ispirazione di un tecnico venuto da lontano per rinnovare la gloria in una storia impreziosita da grandi nomi

Nassr, ovvero Vittoria in lingua araba. E vittoria è stata: nonostante l’1-1 finale contro l’Al Shabab nella 25° giornata della Saudi Professional League, dopo 19 lunghi anni di digiuno l’Al Nassr di Ryadh è Campione dell’Arabia Saudita, per la settima volta nella sua storia.

UN PO’ DI STORIA – Questo club, fondato nel 1955 e per il quale sono passati tra gli altri Hristo Stoitchkov, Denilson, Charisteas e l’ecuadoriano Carlos Tenorio,  è noto in Arabia con il soprannome di Al Alami, il Globale. La ragione è la partecipazione al Mondiale per Club del  gennaio 2000 in Brasile, ottenuta grazie  ai successi  nella Coppa delle Coppe d’Asia e Supercoppa Asiatica 1998, che lo convertirono nel primo club saudita ed asiatico a prendere parte alla massima manifestazione ‘globale’, appunto. L’ultimo titolo di campione nazionale però risaliva al 1995. L’Arabia Saudita, terra santa della religione islamica, scandiva a metà degli anni ‘90 la sua vita quotidiana con le cinque preghiere rivolte a La Mecca, isolata dagli occhi del mondo e minacciata al suo interno da Osama Bin Laden. Ma il Regno viveva altresì una febbre di pallone mai così alta: solo un anno prima l’Arabia Saudita era entrata definitivamente nella geografia grande del calcio mondiale, grazie alla partecipazione della nazionale nella Coppa del Mondo di USA ’94. Qui i Falchi Verdi ottennero una storica qualificazione agli ottavi di finale. Nel paese era al potere Re Fahd,  sovrano dal 1982 fino alla morte avvenuta nel 2005, il quale oltreché monarca del regno saudita può essere visto a ragione come padre ispiratore della Confederations Cup, non a caso chiamata inizialmente coppa re Fahd . Un calcio saudita che nonostante vivesse la sua età dell’oro(nel 1996 la nazionale vinse la terza Coppa d’Asia nelle ultime quattro edizioni fino ad allora disputate), già aveva fama e numeri di un movimento di mangia allenatori. L’Al Nassr che come visto fu campione quell’anno,  vide ben 4 tecnici alternarsi sulla propria panchina, in una campagna che lo vide classificarsi quarto nella stagione regolare e poi raggiungere con i play off la finale. Qui sconfisse 3-1 sul neutro di Jeddah gli storici rivali dell’Hilal in un derby cittadino che valeva la supremazia nazionale. Nessuno dopo aver festeggiato i gol del leggendario bomber Majed Abdullah poteva prevedere quella notte di giugno del 1995 che l’attesa e il digiuno sarebbero stati così lunghi.

I NUMERI DEL TRIONFO – 20 vittorie,4 pareggi ed 1 sconfitta è il bilancio con cui l’Al Nassr si è consacrato campione con una giornata d’anticipo grazie ai 64 punti che gli hanno garantito 4 unità di vantaggio sui rivali storici dell’Al Hilal, secondi a 60. Il brasiliano Elton Rodrigues Brandão(in prestito dal Corinthians) e Mohammed Al Shahlawi sono stati con 16 gol a testa i due goleador e principali figure di una squadra che con 59 segnature ha avuto il miglior attacco del torneo insieme all’Hilal. Di buon livello anche le prestazioni del giovane centrocampista Yaya Al Shehri e del veterano Mohammed Noor, così come dei difensori Omar Hawsawi e Hussein Abdul Ghani, colonne di una difesa che con 20 reti al passivo si è distinta come la meno perforata della competizione e che garantisce al Nassr la miglior differenza reti con un notevole +39.

L’Al Nassr è rimasto imbattuto durante le prime 22 partite, cadendo solo alla 23° e quart’ultilma giornata, superato per 4-3 nel derby dall’Hilal. Nella sua marcia trionfale ha tra l’altro stabilito un’altrettanto importante serie di 13 vittorie consecutive.

Elton Rodrigues Brandao, 28 anni, goleador della squadra con 16 reti(a pari merito con Al Shahlawi)

LA RIVOLUZIONE URUGUAGIA – Il calcio è  certamente un fatto collettivo e come ogni sport di squadra va analizzato in quest’ottica.  Ma una squadra di calcio spesso è un’orchestra con tanti e dignitosi interpreti che necessitano di un direttore all’altezza delle circostanze. E José Daniel Carreño, classe 1963 è senza ombra di dubbio l’uomo giusto nel posto giusto: uruguagio di Montevideo, 51 anni da compiere a maggio, ex giocatore del Nacional Montevideo con cui vinse la Copa Libertadores 1988. Dopo le esperienze sudamericane alla guida del Wanderers Montevideo in Uruguay,  del Deportivo Cali in Colombia e del Palestino in Cile, nel settembre del 2012 è approdato all’Al Nassr dove rimane ancora saldamente in sella dopo più di un anno e mezzo. Un dato questo di per sé eccezionale.  Dal titolo vinto nel 1995 ad oggi il club di Riyadh ha infatti effettuato 34 avvicendamenti alla guida tecnica della squadra, veramente un’infinità: per intendersi nello stesso lasso di tempo, in Italia, la Lazio e la Roma (non proprio due squadre appartenenti a una piazza poco esigente) hanno messo assieme 25 cambi alla guida della squadra. Nessuno negli ultimi 35 anni era rimasto tanto a lungo al comando della Vittoria: Ljubisa Brocic, lo jugoslavo che fu tecnico della squadra tra il 1976 e il 1979 e che guidò la Juventus alla conquista del 10° scudetto nel 1957-58, è stato l’ultimo allenatore con un corso più lungo di quello di Carreño sulla panchina dell’Al Nassr dove sono transitati santoni del calcio internazionale come Mario Zagallo, Henri Michel, Hector Nuñez, Walter Zenga e Pacho Maturana.

 Numeri importanti per Carreño che nel campionato saudita ha diretto l’Al Nassr dal settembre del 2012 ad oggi  in 46 incontri nei quali ha collezionato 32 vittorie, 11 pareggi e 3 sconfitte, con una serie di partite utili durata più di un anno : dal 21 gennaio 2013 al 21 febbraio 2014 ha collezionato 36 partite consecutive senza sconfitte, con 27 vittorie e 9 pareggi, per 90 punti conquistati sui 108 a disposizione. Oltre al titolo di campione nazionale, Carreño ha riportato dopo 40 anni nella bacheca del Alami la Coppa del Principe,  conquistata il passato 1° febbraio con la vittoria 2-1 sull’Hilal nell’ennesimo derby . Non saranno certo numeri e vittorie da far invidia a Guardiola e al Bayern, ma oltre a consentire al Nassr di tornare a essere leader in patria, hanno permesso a Carreño di prendersi la soddisfazione di essere  il primo tecnico uruguagio nella classifica mondiale degli allenatori stilata dal prestigioso sito Football Coach World Ranking, dove figura adesso al 56° posto. A capo di uno staff tecnico integrato da altri sei compatrioti, Carreño è affiancato tra gli altri dall’ex portiere della nazionale colombiana, René Higuita che è allenatore dei guardia meta della squadra di Riyadh.

 

E ADESSO? -E’ già da due mesi che il principe Faisal Ibn Turki Ibn Nasser sta premendo sul tecnico perché rinnovi il suo contratto che scade a giugno. L’Al Nassr con la vittoria del campionato ambisce infatti a dare nel futuro l’assalto alla AFC Champions League, dove farà ritorno nella prossima edizione del 2015. Carreño sarà lì al suo posto? Un club Globale non può che ambire a tenerselo stretto per sognare di tornare là dove il suo stesso soprannome ha avuto origine.

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