Primera División Argentina: Fortín a gonfie Vélez, Pisculichi tiene in vita l’Argentinos, continua il miracolo Sabalero

L'esultanza di Luque. (foto: olé.com.ar)

La Primera División è imprevedibile, affascinante, impronosticabile. In poche parole: il campionato più pazzo che ci sia. Il Vélez batte, di misura (ed è solo un caso), un Boca abulico. Successo secco dell’Argentinos sull’Arsenal. Altro clamoroso trionfo del Colón sul difficile campo del Central. Infine il Belgrano che regola il Rafaela a domicilio.

Vélez Sarsfield-Boca Juniors 1-0 (28′ Mauro Zárate) [22.00 ora italiana]
Dall’era Gareca all’era del Turu Flores sembrava fossero passati secoli. I risultati scadenti del precampionato non rassicuravano sufficientemente l’ambiente di Liniers. Ma, col passare delle settimane e delle partite, il nuovo tecnico ha trovato la formula magica, l’alchimia perfetta per far sì che il suo Vélez continui a toccare la cima. La chiave risiede principalmente nella spina dorsale della squadra, rimasta intatta: la solidità difensiva del portiere uruguayano Sosa e della coppia Domínguez-Tobio dà sicurezza; l’intelligenza tattica e il senso della posizione del pibe Romero fungono da frangiflutti in mezzo al campo; la fantasia unita alla freddezza sotto porta di Mauro Zárate fanno la differenza in termini di punti.
Dunque, non è servito molto al Fortín per sbarazzarsi di un Boca apatico, privo di gioco e carente in fase difensiva: Zárate, intorno alla mezz’ora, sentenzia Orión con uno dei suoi tiri, secchi e precisi.
Il Vélez avrebbe potuto aumentare il suo bottino ma nel primo tempo si rimane sull’1-0.
Nella ripresa, i padroni di casa – probabilmente stanchi per le fatiche di Copa – lasciano il pallino del gioco al Boca, che però si dimostra incapace di farne buon uso. Semplice, allora, per il Vélez che si difende, porta a casa il risultato e fa sognare, così, i suoi tifosi.

Atlético Rafaela-Belgrano 1-2 (3′ Eluchans; 35′ Aveldaño, 60′ Pittinari) [22.15 ora italiana]
Nella sfida tra le due mine vaganti del torneo argentino la spunta la squadra più rapace: il Belgrano, nuovamente in rimonta, raggiunge il successo. Questa volta, il gran destro di Eluchans dopo soli due minuti, poteva essere un duro colpo per il Pirata. Ma gli uomini di Zielinski difficilmente si scoraggiano. Con pazienza tessono una ragnatela che imbriglia i padroni di casa. Nel finale di primo tempo acciuffano il pari con Aveldaño. Nella ripresa mettono la freccia e sorpassano la Crema.

Argentinos Juniors-Arsenal Sarandí 2-0 (43′, 46′ Pisculichi) [00.10 ora italiana]
Il Bicho di Claudio Borghi non disputa una gran partita. È disordinato e non ostenta chiarezza di idee ma la fame di vittoria supera di gran lunga quella dell’Arsenal, forse un po’ appagato dai recenti successi. Los del Viaducto giungono alla Paternal con uno spirito di sufficienza e il simbolo attuale per eccellenza dell’Argentinos li punisce: il figliol prodigo Pisculichi, tornato per amor di patria per tentare di salvare il salvabile, sigla la doppietta risolutiva e ridà speranza al suo club.

Rosario Central-Colón 0-1 (33′ Luque) [00.30 ora italiana]
Spesso le disavventure rafforzano l’animo. E il Colón è lì a darne prova. Aggrappato alla cima della classifica, non ha assolutamente voglia di scendere. Anzi, continua a guardare tutti dall’alto e promette di difendere la propria posizione con le unghie e con i denti. La vittoria in un campo assai complicato come il Gigante de Arroyito di Rosario è un altro tassello fondamentale da inserire nel mosaico delle imprese fin qui raggiunte dalla squadra di Santa Fe. A decidere la gara è la rete di Luque al minuto 33: l’unica sortita offensiva degli ospiti, lo slalom vincente di Luque, produce i tre punti. A mantenere la porta inviolata ci pensa Montoya in giornata di grazia.
Nel frattempo, dopo la comunicazione ufficiale che il debito (causa della penalizzazione) è stato saldato, la dirigenza sabalera si sta prodigando per convincere la FIFA a restituirgli i sei punti tolti. Sarebbe un toccasana per gli uomini di Osella che già stanno superando ogni più rosea aspettativa.

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21enne perennemente indeciso sulla strada da seguire. Marchigiano di origini bosniache e innamorato del Sudamerica, amo definirmi cittadino del mondo. Da poco ho conosciuto la passione per il giornalismo calcistico che mi ha folgorato... Sudamerica es mi pasión, Argentina es mi nación!

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