Danimarca-Norvegia 2-1: Boilesen scaccia la noia e il freddo

DANIMARCA NORVEGIA AMICHEVOLE – Non è il derby scandinavo per eccellenza e si disputa in uno dei momenti peggiori del calcio scandinavo, eppure la sfida del MCH Arena di Herning, la casa del Midtiylland, tra Danimarca e Norvegia non può davvero considerarsi un’amichevole. A queste latitudini la filosofia di gioco impone un agonismo lontano anni luce dai ritmi compassati dei test match cui siamo abituati in Italia. Si aggiunga che le due squadre non stanno vivendo un periodo positivo, a dire il vero tutto il calcio scandinavo sta attraversando una fase di appannamento, per utilizzare un eufemismo. E’ vero l’Islanda sta sorprendendo l’Europa intera, ma la Svezia si regge in piedi soltanto grazie alla forza trascinante di Zlatan Ibrahimovic e la Finlandia, terminata l’era Litmanen, non riesce davvero a risalire la china. Danimarca e Norvegia poi hanno deluso non poco ed è per questo che il derby si trasforma in un’occasione per ridare entusiasmo ad un intero movimento calcistico nazionale e soprattutto per aprire un nuovo ciclo, vincente si augurano i tifosi.

Morten Olsen intende puntare ancora sugli uomini che gli hanno permesso di arrivare secondo in un girone B che si è rivelato, come era facilmente pronosticabile alla vigilia, equilibrato e pieno di insidie. Victor Fischer dovrà aspettare e crescere con l’Ajax, soprattutto da un punto di vista tattico perché Olsen su un punto proprio non transige: gli esterni d’attacco devono ripiegare velocemente sulla linea dei centrocampisti in fase difensiva. In Norvegia c’è aria di rottamazione, già dalla ultime due gare di qualificazione il nuovo commissario tecnico Per-Mathias Høgmo ha lanciato un dictat forte e chiaro: la squadra deve ripartire dai giovani con tanti saluti ad alcuni senatori che hanno già dato tutto quello che avevano, anche in un’ottica di coesione dello spogliatoio. Per le amichevoli contro Danimarca e Scozia Høgmo ha convocato cinque giovani di belle speranze: Nyland, Dæhli e Linnes del Molde, Skjelvik e Strandberg del Rosenborg.

Gli ospiti si fanno preferire in avvio con una manovra più fluida e alcune pericolose conclusioni da fuori area, ma sono i padroni di casa a passare in vantaggio al 13’ grazie al colpo di testa di Kvist, inseritosi perfettamente all’altezza del primo palo sul corner calciato dalla sinistra da Eriksen. La reazione della Norvegia non si lascia attendere, ma gli uomini di Olsen sono corti e riescono a chiudere ordinatamente tutti gli spazi. Al 41’ Eriksen lascia il campo per infortunio mettendo in apprensione lo staff medico danese.

La ripresa è caratterizzata dalla più classica girandola di cambi che svuota di significato la gara. Al 78’ la Norvegia acciuffa un pareggio tutto sommato meritato: Marcus Pedersen calcia di destro dal centro dell’area e trafigge Andersen. La reazione dei padroni di casa è vibrante e al 84’ Jarstein deve superarsi sulla conclusione ravvicinata di Krohn-Dehli. Al 90’ i padroni di casa trovano la rete della vittoria: sul cross di Ankersen l’incornata di testa di Boilesen non lascia scampo a Jarstein e scalda un ambiente assopito per la noia e il freddo pungente.

Due squadre mediocri hanno dato vita ad una partita priva di spunti tecnici degni di nota. Olsen e Høgmo possono solo sperare nell’esplosione di qualche giovane per innalzare la cifra tecnica di due squadre brutte e noiose.

 

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