Omar Abdulrahman: la stellina emiratina che incanta l’Asia (e non solo)

Il calcio asiatico è, il più delle volte, quello più screditato. Infatti, molti parlano soltanto della Cina che, con i suoi milioni, sta convincendo fior di giocatori a trasferirsi nei club del proprio campionato, mentre il resto è solo fuffa. Sicuramente il calcio cinese è quello più emergente, soprattutto in questi ultimi anni ma, ad occhi davvero attenti, non deve sfuggire nulla del calcio che si gioca da quelle parti. L’attenzione di quest’articolo, però, non si poggia sull’Asia orientale, bensì su quella occidentale. O meglio, sud-occidentale, precisamente negli Emirati Arabi Uniti dove un giovanotto di belle speranze si sta mettendo in luce con il suo talento: sto parlando di Omar Abdulrahman, trequartista dell’Al Ain. Andiamo a vedere perché Abdulrahman è considerato il miglior giocatore degli Emirati Arabi Uniti e, forse, il giocatore asiatico più importante degli ultimi anni.

BIOGRAFIA E I PRIMI PASSI

Omar Abdulrahman (nome completo Omar Abdulrahman Ahmed Al Raqi Al Amoudi), comunemente noto come Amoory, nasce il 20 Settembre 1991 a Riyad in una famiglia di origine hadrami, proveniente, cioè, dal governatorato di Hadramawt. Suo padre, Abdulrahman Ahmed era un ex calciatore ed Omar è il più giovane dei suoi tre fratelli: Ahmad, Mohammed, Khalid. Omar crebbe nell’ambiente della classe operaia ed iniziò a giocare a calcio in età molto tenera nei quartieri di Riyad ed il suo talento lo si notava già allora. Omar attirò su di sé gli occhi di molti osservatori ma solo uno, ovvero Abdulrahman Issa, fece il primo passo per cercare di portarlo all’Al Hilal, club prestigiosissimo dell’Arabia Saudita. Issa si innamorò subito delle abilità del giovane dopo averlo visto allo stadio Al Malasz, e chiese alla sua famiglia per quale club giocasse. Quando fu informato che Omar era completamente svincolato e che non possedeva nemmeno la cittadinanza saudita, subito si adoperò per portare quel piccolo talento in uno dei club più importanti d’Asia. Purtroppo Omar non riuscì a firmare il contratto con l’Al Hilal a causa del padre, poiché il club saudita avrebbe fatto ottenere la cittadinanza solo al figlio e non a tutta la famiglia.

Successivamente, Issa fu contattato dal suo amico Ahmed Al Garoon, il quale aveva avuto un contatto con un membro onorario dell’Al Ain, club degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Nasser bin Thaloub che era alla ricerca di giovani di grande talento. Issa incontrò lo sceicco e gli raccontò del grande talento di Omar e dei suoi fratelli Mohamed e Khalid, convincendolo. Così, Omar e i suoi fratelli, ottenuto il passaporto, partirono in ritiro con l’Al Ain in Germania: nel 2006 iniziava la carriera dei fratelli Abdulrahman.

L’APPRODO IN PRIMA SQUADRA E IL PRIMO TROFEO

 

Omar (a sinistra) insieme a suo fratello Mohammed (a destra)

Omar è entrato a far parte dell’Al Ain Academy nel 2007 e gioca con tutte le categorie del club emiratino, da quello under 16 a quello under 19, fino ad arrivare alle riserve dell’Al Ain. Anche i suoi fratelli riescono a seguirlo, ma il talento di Omar è unico e il 24 Gennaio 2009, alla tenera età di soli 17 anni, debutta in prima squadra nella Etisalat Cup (o UEA Arabic Gulf Cup) contro l’Al Ahli, sostituendo Khamis al 77′, mettendo in mostra le sue doti al di là del poco tempo concessogli. Nonostante il debutto in prima squadra, Omar continuerà a giocare nelle riserve fino al 24 Gennaio 2012 contro l’Al Nasr. Il secondo match con la sua squadra avviene il 27 Marzo del 2009, dove sostituisce Faisal Alì al 70′ contro l’Al Jazira. Ed è in questa partita che Omar sfiora il suo primo gol, cogliendo solo la traversa, ma il suo tentativo è comunque decisivo per il gol di Dias che porta in finale la sua squadra. Il mese successivo, esattamente il 3 Aprile, vince il suo primo trofeo, con l’Al Ain che batte in finale di Etisalat Cup l’Al Wahda, ma il giovane non riesce ad essere incisivo. Omar, però, sa che deve portare pazienza: prima o poi, il suo momento arriverà

ARRIVANO LE PRIME GIOIE

Omar esulta per un suo gol baciando la maglia dell’Al Ain

Il 18 Aprile del 2009, Omar fa il suo debutto nel campionato emiratino (all’epoca UAE Pro League) nella vittoria della sua squadra per 5-0 sull’Amjan, ma il suo primo gol arriva nel pareggio per 2-2 contro l’Al Ahli l’11 Maggio del 2009. Dopo essersi sbloccato, Omar mette a segno il suo secondo gol consecutivo quattro giorni dopo ed entra nella storia del club: quello contro l’Al Wasl è il gol numero 101 dell’Al Ain contro l’Al Wasl. Una settimana dopo mette a segno anche il suo terzo gol contro l’Al Shaab, insomma, due settimane da ricordare per il giovane Omar, che sente già sua quella maglia.

L’INFORTUNIO, IL RIENTRO E IL DEBUTTO IN AFC CHAMPIONS LEAGUE

La vita di un calciatore, si sa, non è tutta rose e fiori e quella di Omar, purtroppo, non fa eccezione. Prima dell’inizio della stagione, il 26 Luglio 2009, il giocatore subisce un infortunio al legamento del crociato in un amichevole contro il Losanna con la nazionale under-20. Infortunio che lo terrà lontano dai campi per ben otto mesi, fino al 26 Febbraio, quando tornerà in campo con l’under 19 nella sfida vinta dall’Al Ain per 4-2 sul Baniyas. Dopo tanta sofferenza, c’è un’altra bella gioia per Omar: il debutto in AFC Champions League contro gli iraniani del Sepahan. La stagione, per ovvi motivi, termina con lo score personale di 5 gol in 7 partite, divisi tra under 19, riserve e prima squadra

L’ESPLOSIONE DI OMAR

Omar con la maglia numero 10

La stagione 2010-2011 è un passo importante per Omar che entra di pieno diritto in prima squadra ed eredita una maglia molto pesante: la 10 di Jorge Valdivia. Omar capisce che la società crede fortemente in lui ed inizia a mettere davvero in mostra tutto il suo potenziale, soprattutto per mettersi definitivamente alle spalle la stagione appena passata. Il 28 Agosto 2010, Omar segna su calcio di punizione e fornisce un assist a José Sand nella partita vinta per 4-3 contro il Dubai Club: si tratta solo della prima presenza stagionale. Dopo quel gol, Omar non si vuole affatto fermare e firma un’altra splendida punizione contro il Masfout nella Coppa del Presidente il 20 Settembre. Dieci giorni dopo va a segno su rigore nella sconfitta contro l’Al Ahli e un mese dopo si trasforma anche in assist-man, facendo segnare il gol del momentaneo 2-1 sull’Al Wasl (partita terminata poi 2-2). Per buona parte della stagione, Omar non segna, ma diverte e fa divertire, servendo assist a raffica, al di là del risultato delle varie partite che la sua squadra disputa e, ad inizio Maggio, rinnova il contratto con l’Al Ain fino al 2015. Come ringraziamento, Omar segna ben due gol e fornisce un assist nella sfida vinta per 4-1 contro l’Al Jazira ed a fine stagione viene addirittura premiato come giocatore più promettente della UAE Pro League. La stagione successiva subisce un infortunio simile a quello della stagione 2009/2010, ma il giocatore non si lascia abbattere e, dopo essere ritornato nella seconda parte di stagione, il 24 Marzo 2012 fa due assist per la vittoria dei suoi sullo Sharjah per 4-1. Omar ritornerà poi al gol il 6 Maggio, segnando il terzo gol dei quattro realizzati dalla sua squadra contro l’Emirates Club. Nell’ultima partita di campionato risulta decisivo fornendo due assist e segnando un gol nel 4-0 sull’Ajman, vincendo il suo primo campionato emiratino.

MANCHESTER CITY? NO, GRAZIE!

Le due belle stagioni di Omar, infortunio a parte, non passano inosservate ai top club europei, sempre alla ricerca di grandi talenti ed Il 6 Agosto 2012 lo stesso giocatore emiratino, tramite il suo profilo Twitter, annuncia che si sarebbe unito al Manchester City per un periodo di prova. Dopo il suo arrivo a Manchester, Omar è stato entra subito a far parte del team e, in due settimane, impressione tutti ai piani alti del City ma la trattativa, vuoi per permesso di lavoro, vuoi per questioni nazionali, vuoi anche per la titubanza di Omar, si interrompe. Nonostante Marwood confermi ancora l’interesse del City a Marzo, Omar declina l’offerta dei Citizens e decide di rimanere all’Al Ain come da contratto, rinunciando al contratto quadriennale che gli avevano proposto. Anche la stagione 2012-2013 va alla grande per Omar ed attira l’interesse di tutti i top club: Barcellona, Borussia Dortmund, Arsenal, ma anche Amburgo, Schalke Malaga osservano interessate la situazione, compreso il City.

GIOCHI ASIATICI, DEBUTTO IN NAZIONALE ED OLIMPIADI

Omar ai giochi asiatici del 2010 disputatisi in Cina

La Federazione emiratina, notato il talento di Omar, si convince nel farlo partecipare con la nazionale di categoria ai Giochi Asiatici del 2010 ed anche qui risulta essere decisivo, fornendo l’assist decisivo ad Ahmed Alì per battere la Corea del Sud e volare in finale contro il Giappone (persa poi 1-0). Nonostante la dolorosa sconfitta Omar, con la sua squadra, si prende meritatamente la medaglia d’argento. Il debutto nella nazionale maggiore, invece, avviene nel 2011 ed Omar, solo per essere convocato, entra già nella storia: si tratta del giocatore più giovane degli Emirati Arabi Uniti ed il settimo più giovane a prendere parte al torneo. Il suo primo match in maglia emiratina è contro la Corea del Nord (finisce 0-0)

Omar con la maglia degli Emirati Arabi Uniti

Omar prende parte anche ai Giochi della XXX Olimpiade a Londra e, nella prima partita disputata contro l’Uruguay non ha solo fornito un assist per un gol, ma ha anche dominato l’incontro con la sua qualità, con la sua classe, regalando davvero spettacolo, cosa che accade anche nell’altra partita contro la Gran Bretagna. A fine partita, inoltre, ha avuto l’onore di scambiare la sua maglietta con quella di Luis Suaréz, chiesta proprio dall’uruguagio. Le emozioni per Omar non sono finite poiché nello spogliatoio riceve i complimenti di Micah Richards e di Ryan Giggs, con il primo che gli ha fatto i complimenti dicendogli che ha davanti a lui un futuro brillante e con il secondo che gli ha dato la sua maglia.

2016: L’ANNO DELL’INCORONAZIONE

Omar viene premiato come giocatore asiatico dell’anno 2016

Il 2016 è un anno speciale per Omar. Infatti, il giocatore emiratino, sempre grazie alle sue straordinarie doti, riesce a mettersi sulle spalle l’Al Ain e, nonostante il feeling con la porta sia ai minimi termini (solo 6 gol in totale per lui in tutte le competizioni), riesce a portare la sua squadra fino in finale di Champions League asiatica, persa poi contro i coreani dello Jeonbuk Hyundai Motors. Anche a livello di nazionale, le soddisfazioni non mancano. Il 9 Settembre, nella sfida vinta contro il Giappone per 2-1 al Saitama Stadium, pur non segnando, riesce a guadagnarsi tanti falli, facendo ammattire una delle difese asiatiche più organizzate, risultando uno dei migliori in campo. A coronare questo 2016 stupendo ci pensa la AFC, che lo premia come giocatore asiatico dell’anno (sopra)

CARATTERISTICHE TECNICHE

Omar nasce come trequartista, ma le sue grandi abilità gli permettono di svariare per tutto il centrocampo. Inoltre, Omar ha sempre affermato di trovarsi molto bene anche come ala destra o sinistra, aggiungendo che, fosse per lui, giocherebbe anche in porta pur di aiutare la squadra che lo ha fatto diventare il calciatore che è. Il suo peso (60 kg) e la sua piccola statura (173 cm) lo rendono tanto agile quanto pericoloso, difficilmente raggiungibile quando parte in velocità. In patria è stato ribattezzato come il “Messi asiatico”, poiché con le sue giocate è capace di liberarsi di più avversari in una sola volta e perché riesce a risolvere le partite completamente da solo.

Pochi conoscono la storia di Omar Abdulrahman, ma chi lo conosce è rimasto sbalordito da questo giocatore e si domanda ancora come sia possibile che i top club europei ancora non abbiano puntato su di lui. Intanto, i tifosi dell’Al Ain sono sicuramente felici che i top club stiano alla larga dal loro beniamino e sono sicuro che lo stesso Omar, come accaduto in passato, rifiuterà qualsiasi offerta per rimanere nella squadra che lo ha visto crescere, quella squadra che, per Omar, è come una seconda famiglia.

 

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About Danilo Servadei 208 Articoli
Studente alla facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Aspirante giornalista e esperto di cinema giapponese. Amante del calcio e tifosissimo di Juventus, Celta Vigo e Nagoya Grampus.

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