Barça, tutto in una notte. Goleada al Gijon e vetta solitaria della Liga. Ma Luis Enrique dice addio!

Come un fulmine a ciel sereno. O forse no. Qualcuno è rimasto spiazzato. Molti altri se lo aspettavano da un momento all’altro. Da ieri sera è certezza. La panchina più ambita del mondo, da giugno, sarà libera. Ed ora, è corsa sfrenata al successore di Luis Enrique. In pole c’è Allegri? Fino al fischio finale, è stata la serata perfetta. “MSN” scatenata, 6 a 1 al mal capitato Sporting Gijon, penultimo in classifica, contemporaneo “regalo” del Real Madrid che per poco non si suicida in casa contro il sempre più sorprendente Las Palmas del rinato “KP” Boateng (espulso Bale ad inizio ripresa, pareggia 3 a 3 solo grazie al solito CR7 che in due minuti al 90′, salva i “blancos” dalla figuraccia dell’anno), e primo posto solitario in classifica, in attesa del “solito” recupero “merengues” contro il Celta Vigo. Ma l’annuncio di “Lucho” ha, in qualche modo, ridimensionato tutto.

L’asturiano non ha rinunciato al turnover nonostante l’obbligo dei tre punti. Con Celta e Psg all’orizzonte, il tecnico ha concesso riposo a Piqué e Iniesta, riproponendo dall’inizio Mascherano, Jordi Alba e Denis Suarez, e soprattutto confermando il 3-4-3 sperimentato al “Vicente Calderon” contro l’Atletico Madrid , con Rafinha largo a destra. Le sue scelte, come sabato scorso, si sono rivelate nuovamente quelle giuste, e già dopo 9′ il Barça è in vantaggio con un morbido colpo di testa di Messi (complici un fuorigioco errato di Lillo e una sciagurata uscita di Cuellar). Il raddoppio arriva due minuti più tardi, merito di un delizioso assist di Neymar e un sinistro di Suarez deviato da Rodriguez. Non sono mancate le solite amnesie difensive, una costante in questa stagione, tanto che gli ospiti sono riusciti ad accorciare le distanze al 21′ con Castro.

Il tridente “blaugrana” però è in serata, e si rende nuovamente protagonista con Neymar (vicino al “golazo” dopo una galoppata palla al piede di 50 metri) e con Suarez, che sigla il 3 a 1 al 27′ con un destro al volo di rara potenza e precisione. Nel secondo tempo, c’è gloria anche per il nuovo entrato Alcacer (a segno al 49′ su assist di Messi). Da applausi l’incrocio dei pali colpito dallo stesso argentino al 59’ con una punizione telecomandata, almeno quanto il chirurgico destro con cui Neymar ha messo la quinta al 66′, pochi istanti dopo l’uscita dal campo della “pulce”. Applausi a scena aperta per Leo, a segno per la 21° volta (la quarta nelle ultime tre partite) in campionato, nel giorno della 500esima presenza da titolare. A chiudere il “set” ci ha invece pensato il croato Rakitic, firmando il definitivo 6-1 all’87’ con un secco destro ravvicinato sul primo palo per la gioia di un Camp Nou finalmente soddisfatto, dopo i sonori fischi al termine del sudato successo contro il Leganés.

Goleada, prestazione perfetta, “MSN” scatenata, sorpasso al Real e primo posto. La serata ideale, ma Luis Enrique va via. Non è tutto oro quel che luccica?

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About Federico Solimando 26 Articoli
Studente e studioso, giornalista per passione, amante incondizionato del calcio estero, in particolare quello sudamericano, nello specifico quello argentino ("Millonarios"da sempre!) Buddista della corrente "Nichireniana", sono un appassionato della filosofia orientale, in particolare di quella giapponese. Una frase da ricordare sempre: "Nessuna notte è così lunga da impedire al sole di risorgere"

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