Road to FIFA Club World Cup 2016, alla scoperta dell’Auckland City

Auckland City
Fonte foto: OFC

Oggi comincia il nostro percorso di avvicinamento alla 13esima edizione della FIFA Club World Cup (nota anche come Mondiale per Club), che inizierà l’otto Dicembre con il match tra i neozelandesi dell’Auckland City (arrivati terzi nel corso dell’ultima edizione) e la vincente del campionato giapponese (la quale sarà determinata settimana prossima). Oggi andremo a conoscere più da vicino proprio la selezione neozelandese, ormai diventata un’habitué della competizione.

STORIA- Nonostante abbia solo 10 anni di vita, il club neozelandese vanta già sette presenze in questo torneo. L’esordio assoluto risale al 2006, quando viene subito eliminata dagli egiziani dell’Al Ahly (2-0 con goal di Flavio e Aboutreika). Dopo questo primo assaggio arriva un triennio di apparizioni, tra il 2011 e il 2013, che però non è da ricordare per i tifosi Neozelandesi. Infatti in tutte e tre le occasioni l’avventura finisce immediatamente al primo turno: nei primi due anni l’Auckland deve cedere il passo a due club della J-League (massima serie giapponese), rispettivamente Kashiwa Reysol (2-0 con reti di Tanaka e Kudo)Sanfrecce Hiroshima (1-0 con rete decisiva di Aoyama), mentre nel 2013 sono i marocchini del Raja Casablanca ad eliminare “The Navy Blues”, che si devono alzare bandiera bianca nel recupero davanti alla guizzo vincente di Hafidi.

Nel 2009, invece, “La Famiglia” comincia ad ingranare la marcia giusta e conquista un ottimo quinto posto: ai playoff sconfigge i padroni di casa dell’Al Ahli per 2-0 con le reti Dickinson e Coombes, salvo poi essere sconfitta dall’Atlante nel turno successivo (con i Messicani che si impongono grazie alle reti di Arreola, Bermudez e Silva). Nonostante ciò i campioni in carica dell’Oceania riservano il colpo migliore per la finale per il quinto posto, dove hanno la meglio sui campioni Africani del Mazembe con il gol al quarto minuto di recupero di Van Steeden, che completa la rimonta iniziata da Hayne circa quindici minuti prima.

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Festeggiamenti dei neozelandesi dopo la vittoria nella finalina contro il Cruz Azul (2014). Fonte foto: Getty images

Con il passare degli anni la selezione neozelandese alza nettamente il proprio livello di gioco e non a caso nel 2014 è protagonista di un Mondiale per Club da assoluta protagonista, infatti i “Navy Blues” sorprendono tutti con un incredibile terzo posto. L’ascesa della selezione neozelandese comincia dal primo turno eliminatorio, dove i ragazzi di mister Ramon Tribulietx riescono ad eliminare i padroni di casa del Moghreb Tétouan grazie alla lotteria dei rigori. Ai quarti i ragazzi terribili di Auckland si trovano davanti i campioni africani dell’ES Setif, i quali sono costretti ad alzare bandiera davanti al guizzo decisivo di Irving. In semifinale, però, il sogno dei neozelandesi si interrompe sul più bello davanti agli argentini del San Lorenzo, i quali riescono a superare l’ostacolo Auckland solo dopo i tempi supplementari, dove a decidere il match è Matos. Poco male visto che i neozelandesi si prendono la rivincita nella finalina per il 3-4 posto contro i messicani del Cruz Azul, i quali devono cedere il gradino più basso del podio agli avversari dopo un’amara lotteria dei calci di rigore.

Piccolo passo indietro, invece, nell’edizione dello scorso anno, dove “La Famiglia” ha raccolto un’eliminazione precoce (condita da una prestazione non brillante) al primo turno di qualificazione contro i campioni nazionali giapponesi del Sanfrecce Hiroshima, che staccarono il pass per i quarti di finale con un secco 2-0 firmato da Minagawa e Shiotani.

[2006] Auckland City-Al Ahly 0-2 (Flavio, Aboutreika)

[2009] Auckland City-Al Ahli 2-0 (Dickinson, Coombes)

Auckland City-Atlante 0-3 (Arreola, Bermudez, Silva)

Auckland City-Mazembe 3-2 (2 Hayne, Van Steeden; Kasongo, Kasusula)

[2011] Auckland City-Kashima Reysol 0-2 (Tanaka, Kudo)

[2012] Auckland City-Sanfrecce Hiroshima 0-1 (Aoyama)

[2013] Auckland City-Raja Casablanca 1-2 (Krishna; Iajour, Hafidi)

[2014] Auckland City-Moghreb Tétouan 0-0 [4-3 dcr]

ES Setif-Auckland City 0-1 (Irving)

San Lorenzo-Auckland City 2-1 [dts] (Barrientos, Matos; Berlanga)

Auckland City-Cruz Azul 1-1 [4-2 dcr] (De Vries; Rojas)

[2015] Sanfrecce Hiroshima-Auckland City 2-0 (Minagawa, Shiotani)

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Esultanza dei Navy Blues in finale di OFC Champions League. Fonte foto: FIFA.com

PRESENTE- Quest’anno i “Navy Blues” si sono riconfermati campioni del continente oceanico per l’ottava volta nella propria storia, superando nuovamente l’opposizione dei connazionali del Team Wellington in finale. Sesto successo continentale consecutivo storico per il club, il quale supera l’impresa riuscita al Real Madrid pentacampeon continentale tra il 1965 e il 1970. Come la maggior parte delle volte, la selezione di Auckland ha vinto l’OFC Champions League con un percorso a dir poco perfetto e fatto di sole vittorie. Nella fase a gironi è arrivato ovviamente il primo posto con 3 vittorie in altrettante partite. A cadere sotto i colpi della “Famiglia” sono stati nell’ordine Solomon Warriors (4-0 con tripletta di Moreira), Lae City Dwellers (2-1 con guizzi vincenti di Kim e Moreira) e Amicale (netto 3-1 firmato da White, De Vries e Moreira).

Poker devastante in semifinale, dove i campioni di Tahiti in carica del Tefana vengono annientati con un sonoro 4-2. Sugli scudi il duo composto da Micah Lea’alafa e Clayton Lewis, autori entrambi di una doppietta. Tutto estremamente facile anche nella finalissima continentale, dove la pratica dei connazionali del Team Wellington viene risolta con una agile 3-0. Nuovo successo protagonisti vecchi, infatti a mettere il proprio nome sulla vittoria sono ancora Lewis e Lea’alafa, con quest’ultimo che viene eletto anche come miglior giocatore del torneo grazie alla doppietta nell’ultimo atto.

Auckland City-Solomon Warriors 4-0 (3 Moreira, Kim)

Lae City Dwellers-Auckland City 1-2 (Gunemba; Kim, Moreira)

Auckland City-Amicale 3-1 (White, De Vries, Moreira; Dickinson)

Auckland City-Tefana 4-2 (2 Lea’alafa, 2 Lewis; Keck, Tinorua)

Auckland City-Wellington United 3-0 (2 Lea’alafa, Lewis)

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Ramon Tribulietx, il comandante dei “Navy Blues”. Fonte foto: Getty Images

ROSA- La squadra neozelandese nel corso degli ultimi sei anni ha cambiato davvero poco dal punto di vista del suo organico. Il comandante è sempre il tecnico spagnolo (scuola Barcellona) Ramon Tribulietx, che nel corso di questi anni ha costruito un monopolio nel calcio oceanico ed ha innalzato notevolmente il livello tecnico e tattico del “futbol” della squadra neozelandese. I pezzi da novanta sono rimasti tutti, infatti la squadra è molto simile a quella che due anni fa riuscì a conquistare quel magnifico terzo posto. Nonostante ciò sono state fatte delle ottime aggiunte, che hanno ulteriormente rinforzato l’organico dei “Navy Blues”: tra questi spicca il centrocampista delle Solomon Islands Micah Lea’alafa, che nella fase finale dell’ultima OFC Champions League è stato letteralmente decisivo mettendo a segno quattro reti tra semifinale e finale, e il portiere spagnolo Enaut Zubikarai, che è andato a coprire un ruolo dove la partenza di Williams aveva lasciato un grosso buco. Per il resto da (ri)tenere d’occhio i vari De Vries, Tade, Riera, Dordevic e Moreira, che avranno sicuramente una grande voglia di rivalsa dopo l’uscita prematura dello scorso anno.

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Micah Lea’alafa, il gladiatore delle Isole Salomone. Fonte foto: account twitter Auckland City.

GIOCATORE CHIAVE- Sotto la luce dei riflettori ci sarà senza dubbio il centrocampista Micah Lea’alafa, centrocampista nativo delle Isole Salomone. Colpo di mercato importante per il team di Auckland, che con il suo inserimento a centrocampo ha notevolmente aumentato sia le qualità in fase di possesso palla che la pericolosità in fase offensiva. Il mediano classe ’91 è in possesso di un discreto bagaglio tecnico, infatti il suo passato nel futsal (dove ha vestito anche la maglia della nazionale) gli ha fornito un’ottima abilità nel giocare la palla negli spazi stretti e di saper destreggiarsi con freddezza anche nei momenti di grande pressione avversaria. Inoltre va sottolineata la sua enorme duttilità, infatti Lea’alafa è in grado di ricoprire entrambe le fasi di gioco tranquillamente, non a caso nella terminologia corrente può essere considerato un “tuttocampista” poiché è in grado sia di lavorare come interditore puro sia come centrocampista offensivo grazie alle sue capacità di inserirsi. Infine occhio al suo feeling con il gol, infatti nell’ultima OFC Champions League ha dimostrato di saper essere parecchio determinante anche sotto questo punto di vista; doppietta sia in semifinale che nella finalissima e premio di miglior giocatore del torneo portato a casa.

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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