Mls, finale ritorno Western Conference: Seattle vince anche in Colorado, ora è a un passo dal titolo!

seattle sounders

Al DSG Park di Commerce-City, periferia di Denver, si è scritta una pagina importante di storia della Mls: i Seattle Sounders battono i Colorado Rapids anche nella finale di ritorno della Western Conference e staccano il biglietto per la finalissima di MLS Cup che si disputerà il prossimo 10 dicembre (l’avversario uscirà dalla sfida di mercoledì tra Toronto Fc e Montreal Impact). Vittoria storica per Seattle che, dopo non aver mai fallito l’accesso ai playoff dal 2009 (anno dell’esordio) ad oggi, conquista per la prima volta la Western Conference con l’inedita possibilità, quindi, di giocarsi il titolo. Un giusto premio per una delle piazze più passionali della lega che ha saputo incredibilmente far girare la stagione grazie all’acquisto dell’anno, chiuso a luglio, Nicolas Lodeiro.

Dopo il 2-1 dell’andata, i Sounders erano chiamati nel difficile compito di difendere l’esiguo vantaggio (in Mls da due anni vale la regola del gol che vale doppio in trasferta in caso di parità) su un campo complicatissimo, inviolato in tutto il 2016, in altura e che un freddo pungente. Oltre alle assenze già messe in preventivo di Howard da una parte e Dempsey dall’altra, i Rapids hanno dovuto fare a meno per squalifica anche del loro capitano, Sam Cronin: alla fine la sua assenza si è notata, eccome, a centrocampo.

Partita bloccata, almeno per tutti i primi 45 minuti: succede davvero poco o nulla, qualche brivido arriva su un paio di uscite avventate di Frei, ma Jermaine Jones non ne approfitta (il 35enne ex Schalke 04 risulterà comunque uno dei migliori dei suoi alla fine). Doyle e Le Toux sono controllati agevolmente dalla difesa ospite, lo stesso Gashi non è in giornata e sbaglia numerose giocate; considerato che neppure Lodeiro, sull’altro fronte, brilla, si capisce che è la tensione a farla da protagonista per tutta la prima parte del match.

morris

Più movimentata la ripresa (non serviva granché, per la verità), aperta dal gol ospite al 56′ che, a conti fatti, varrà la qualificazione: cross dalla trequarti di Lodeiro, Watts ribatte corto, Valdez vede con la coda dell’occhio Jordan Morris (nella foto) e serve un assist d’oro. Il giovane esterno offensivo, nominato rookie dell’anno quasi all’unanimità, supera Zac MacMath (all’andata protagonista di un paio di parate super) con un delizioso pallonetto d’esterno. E’ la ciliegina sulla partita da 10 e lode per Morris, motorino instancabile sulla sinistra e capace comunque di dare sempre qualità alle giocate offensive dei suoi: facile prevedere che il classe ’94 prima si convertirà in uno dei punti fermi della nuova nazionale di Bruce Arena, e poi spiccherà il volo per l’Europa (già a inizio 2016 fu tentato dall’avventura in Bundesliga senza neppure debuttare in Mls). Da segnalare anche l’assist di Valdez: il paraguaiano, dopo aver fatto il pieno di critiche in regular season (0 gol e “retrocessione” a panchinaro”) si sta rivelando decisivo nei playoff con due reti e questo passaggio decisivo nella finale di Conference.

Mastroeni prova a incitare il pubblico dalla panchina e a scuotere i suoi, l’ingresso di Pappa però forse è un po’ tardivo: nei 15 minuti in campo il guatemalteco dà brio, ma Seattle riesce a difendere con ordine. Morris e Alonso si infortunano al ginocchio, il secondo non resiste e deve abbandonare il terreno di gioco (da valutare il problema, sarebbe un’importante perdita per la finale di Mls Cup). Sono, anzi, i Sounders a sfiorare il 2-0 in contropiede, condotto in solitario da Valdez che poi prova un pallonetto da posizione defilata che non inganna MacMath. L’assalto finale di Colorado è privo di lucidità, qualche pallone interessante arriva in area ma niente da fare. La Western Conference ha un nuovo padrone. I Sounders, che a fine giugno vedevano lontanissima la possibilità di partecipare ai playoff e si affidavano a Schmetzer in panchina dopo i sette anni di Schmid, potranno invece conquistare la prima Mls Cup della loro storia. Magia della Mls.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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