L’Italia torna al centro del mercato: l’asso Oltre Manica

L'acquisto e la cessione più costosa hanno come epicentro la Serie A: bentornato Belpaese

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Potrebbe essere stata la stagione della svolta, per il nostro campionato e l’intero calcio italiano. Dopo anni di buio, di austerity, acquisti solo in caso di cessioni: l’Italia è tornata protagonista sul mercato, prima di riprendersi l’Europa anche sul campo. Nel frattempo qualche campionato si è fermato, come la Liga o Bundesliga, o la stessa Ligue 1 dove per una volta il Psg ha ceduto, piuttosto che comprare. Chi continua e continuerà a crescere allargando la forbice tra se ed il resto del Vecchio Continente è la Premier League, sempre più centro economico calcistico nel mondo, come testimoniano i dati estratti da uno studio grafico redatto da Bwin.

Tutto parte da Pogba, che va al Manchester United per 120 milioni e scatena una reazione domino che porterà Higuain ai bianconeri per 94 milioni. Al mondo, nessun altro giro d’affari per singoli giocatori fa registrare cifre simili, riportando l’Italia nell’olimpo delle trattative come non accadeva dall’inizio del nuovo millennio. Scorrendo la top 11 degli affari di quest’ultima estate, è incredibile il dominio inglese in ogni reparto: tutti i giocatori più pagati militano in squadre della Premier, eccezion fatta proprio per Higuain passato dal Napoli alla Juventus. Che si tratti di portieri, con l’arrivo di Bravo dal Barça al City, a quello di Sanè dallo Schalke 04 alla squadra di Guardiola: un’altra sola eccezione, il passaggio di Hulk dallo Zenit allo Shanghai.

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Per il resto d’Europa è sembrata quasi un’estate transitoria, con il ritorno di vecchie capitali del calcio mondiale come Milano, soprattutto sponda Inter e altre in stand-by, quali Barça e Real. La società di Suning al suo debutto ha speso qualcosa come 100 milioni di euro nella prima campagna acquisti della sua storia e promette di fare altrettanto, se non di più, quando l’alone del fair play finanziario sarà svanito del tutto. proprio dall’Inghilterra rimbalzano voci di nomi altisonanti quali Di Maria e James Rodriguez, a dimostrazione della forza ritrovata dalla Milano calcistica sul piano finanziario, in attesa che il fatidico closing del Milan renda definitiva la resurrezione del calcio meneghino.

Nella top five delle città europee che hanno assistito ad un maggior giro d’affari ci sono Milano e Torino, solo la Premier ha fatto meglio con le cifre esorbitanti spese da Londra e Manchester. Sorprende l’ottavo posto di Madrid, con il Real che in pratica ha solo “recomprato” Morata dalla Juventus ed un Atletico che ha puntellato la rosa senza grossi nomi. Addirittura fuori dalla top ten europea Monaco ed il suo Bayern, targato Ancelotti, che ha preso Renato Sanches dal Benfica ed Hummels dai rivali del Dortmund, non sufficienti ad entrare nella classifica di riferimento. Sorprende, in modo positivo, il settimo posto di Roma con 133 milioni di euro: la presidenza americana giallorossa in particolare ha messo pesantemente mano al portafoglio per provare a colmare un gap dalla Juventus apparentemente dilatato ancor di più dall’arrivo del Pipita sotto la Mole.

Tre città italiane dunque fra le dieci più attive in Europa: che sia l’inizio della rinascita della Serie A e delle sue 7 sorelle?

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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