HomeCalcio EsteroStefano Sensi : studiando Xavi

Stefano Sensi : studiando Xavi

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“O del grand’Appennino

figlio picciolo si ma glorioso,

e di nome più chiaro assai che d’onde …”

 

Con questa poesia di Torquato Tasso viene esaltata la storia ed il percorso del mistico fiume Metauro, spesso sede di accampamenti romani nel corso della storia e famoso per essere il fiume più lungo  delle Marche. Il Metauro ha la caratteristica di trasportare lungo il proprio bacino litri e litri d’acqua dall’Appennino Settentrionale” Alpe della Luna” fin alla lontana Fano sfociando sul Mar Adriatico dopo aver percorso ben 121 km. Proprio a metà del suo percorso troviamo due piccole cittadine limitrofe vicine alla più famosa Urbino, note come Urbania e Fermignano. Queste due cittadine in un pomeriggio soleggiato di circa 15 anni fa si sfidarono in una partita di pallone nella categoria pulcini in un 7 vs 7 tipico per i bambini di quell’età. In quella partita a giocare fu anche il sottoscritto e mi fu dato l’ingrato compito di marcare un piccoletto, visivamente più minuto degli altri, con tratti vagamente orientali che per qualche motivo con il pallone faceva cose che fino a quel momento non avevo visto fare neanche in televisione. Inutile negare che ” il piccoletto” la risolse da solo con un  tiro da lontano con una forza abnorme per quel piccolo corpo, annullando completamente il gap tecnico esistente fra le due compagini, quel ragazzino era Stefano Sensi.

Stefano continuò il proprio percorso di crescita nell’Urbania Calcio fino a quando le sue doti furono troppo grandi per non essere notate e fu preso dal Rimini allora militante in lega Pro dove ebbe l’opportunità di allenarsi con giovani (almeno sulla carta) di pari livello. Nel Marzo del 2010, poco dopo il suo trasferimento ebbi il piacere di sfidarlo un’ultima volta sempre a Fermignano ma in un campo ad 11 in uno dei classici tornei di fine stagione.  https://www.youtube.com/watch?v=HgEVU0M7kzc (Sensi ha numero 17) . Quella partita si concluse con uno scialbo 0 a 0 ma Stefano, capitano della sua squadra per l’occasione, ebbe comunque il modo di mettersi in mostra con giocate semplicemente di un altro livello rispetto al contesto in cui ci trovavamo e di cui ricordo frattaglie grazie ad un vecchio video su youtube fatto dal padre di un mio compagno di squadra. Per Sensi quello fu l’ultimo anno a Rimini e approfittando del fallimento societario fu libero di firmare per la squadra che riteneva più opportuna ed in questo caso a trarne guadagno dalla situazione fu il Cesena nella figura di Andrea Galassi, allora Ds del Cesena (ora  Ds del Parma) all’epoca stregato da Stefano in un Rimini-Cesena della categoria Giovanissimi di pochi mesi prima, concluso con una netta vittoria della squadra riminense.

un giovane Sensi ai tempi degli allievi del Cesena
un giovane Sensi ai tempi degli allievi del Cesena

L’esordio con la realtà cesenate è buono e Sensi ha subito la possibilità  di confrontarsi con compagni ed avversari di ben diversa caratura rispetto a quelli affrontati in precedenza ma Stefano non indietreggia, non si spaventa e nelle annate seguenti si conferma come uno dei talenti più interessanti del vivaio bianconero. A tormentare Stefano nel suo primo periodo a Cesena sono più i fatti extracalcistici, infatti non va molto bene a scuola e viene etichettato come “testa calda” dall’allora allenatore della prima squadra Pierpaolo Bisoli, che purtroppo per Stefano in quel periodo era qualcosa di più che una figura intoccabile da quelle parti, per via dell’incredibile cavalcata con cui ha portato il Cesena in pochi anni dalla selva della Lega Pro alle luci della Serie A. Fortunatamente Sensi in questo periodo incontra quello che a posteriori potremmo definire il suo primo amore calcistico: Fernando De Argila. Fernando è un allenatore spagnolo devoto al possesso palla ed innamorato della qualità, uno insomma che come rivela lui stesso non toglie il pallone nemmeno per la parte atletica più intensa.  ( http://www.tuttocesena.it/giovanili/intervista-a-fernando-de-argila-991) Egli avrà l’onore e l’onere di formare Sensi durante il suo primo anno in Primavera e nella sua prima esperienza tra i grandi, nel San Marino in Lega Pro. Fernando dirà di lui ad un emittente locale poco dopo essere esonerato dal San Marino che Sensi è migliore di due leggende del calcio moderno come Xavi Hernandez e Andres Iniesta rispetto a quando avevano la sua età. ( https://www.youtube.com/watch?v=2NZ6V9q8Ujw.)

Xavi, Xavi si proprio lui, l’idolo che Sensi non ha mai negato di ammirare e di studiare fin da ragazzino (http://www.gazzetta.it/calcio/nuove-forze-calcio/18-11-2015/intervista-stefano-sensi-regista-cesena-xavi-erede-verratti-inter-massimo-drago-cesena-san-marino-130968382953.shtml) ora è usato come termine di paragone da un suo allenatore,Stefano ha finalmente trovato un mentore. Con De Argila migliora sia sul piano tecnico-tattico assestandosi come playmaker davanti alla difesa sia sul piano mentale, nei comportamenti, inizia ad essere conscio dei propri mezzi e decide che da quel momento li avrebbe fatti fruttare al massimo. Nel suo graduale percorso di crescita furono senza dubbio fondamentali i due anni in prestito al San Marino, il suo arrivo fu un’ espressa richiesta dell’allenatore spagnolo che gli conferisce fin da subito la fascia da capitano a soli 18 anni, scatenando non poche polemiche.

Sensi al San Marino
Sensi al San Marino

La prima stagione tra i grandi si conclude con 26 presenza, gran parte delle quali da titolare ed un goal, l’adattamento non è facile ma si riscontrano i primi segnali di crescita in Stefano, che realizza un’annata ben più consona alle proprie capacità la stagione seguente mettendo a segno 8 reti in 33 presenze totali. Alla fine di quell’anno Sensi ritorna a Cesena, dove aspetta una nuova sistemazione, ben conscio delle parole che Bisoli aveva speso per lui pochi anni prima. Ma c’era una cosa che Stefano non aveva preso in considerazione, ed era la propria fame e la propria crescita mentale che furono alla base del giudizio che Massimo Drago ebbe su di lui e che fu decisivo nella  decisione di tenerlo con sè nel campionato di Serie B che stava per cominciare. Drago in fondo dopo aver visto crescere alle sue dipendenze giovani del calibro di Florenzi, Bernardeschi e Cataldi figuriamoci se poteva farsi scappare un giovane come Stefano. L’occasione per brillare si presenta già il 25 Luglio in un’ amichevole di prestigio disputata al Manuzzi tra Cesena e Genoa. (http://www.blackwhiteskin.com/2015/07/cesena-genoa-2-1-iii-memorial-lugaresi.html) .

L’ assist di esterno che si inventa all’8′ del primo tempo è solo una delle fantascientifiche giocate della sua partita tra cui annoveriamo la punizione sulla traversa da posizione proibitiva ed il tunnel a Perotti. Inutile dire che Drago se ne innamora e non lo sposterà più dalla posizione di regista davanti alla difesa fino alla fine del campionato, concluso nella post-season dopo la sconfitta ai playoff contro Lo Spezia. Sensi colleziona alla fine dell’anno 4 reti e 4 assist in 31 presenze totali diventando a poco più di 20 anni il rigorista ufficiale della squadra nonchè il metronomo ed il faro a cui i compagni potevano appoggiarsi nei momenti di difficoltà. In un sistema dinamico ed offensivo come quello di Massimo Drago, Sensi riesce a metter in mostra tutte le sue maggiori qualità tra cui annoveriamo il calcio con entrambi i piedi (anche lungo)e la tendenza alla verticalizzazione e all’ultimo passaggio, si conferma un ottimo battitori di calci piazzati e si consacra inaspettatamente anche in fase difensiva dove si distingue per le ottime letture e per gli spettacolari recuperi pur pagando la propria aggressività in termini di cartellini ( 10 gialli per lui a fine campionato).

Sensi nella stagione 2015/2016
Sensi nella stagione 2015/2016

(https://www.youtube.com/watch?v=oyVENDFgt_M.) In questo video possiamo ammirare alcune delle sue giocate migliori nella stagione 2015/2016.

L’incredibile annata di Stefano ha attirato molte attenzioni e persino un allenatore famoso come Roberto Mancini ha speso parole di elogio per Sensi .(http://www.gazzetta.it/calcio/nuove-forze-calcio/16-11-2015/inter-roberto-mancini-dichiarazioni-stefano-sensi-cesena-bari-tribuna-ausilio-milan-chelsea-calciomercato-130941135652.shtml.)

 

Sensi al Sassuolo
Sensi al Sassuolo

Alla fine Stefano ha scelto Sassuolo (con vista Juve? ), una scelta ragionata, pensata, in club dove avrà la possibilità di crescere al fianco di giocatori esperti come Magnanelli ed a giovani già affermati come Berardi. Se c’è una cosa che Stefano ha imparato è che il tempo restituisce tutto e che non bisogna avere fretta di arrivare perchè nella vita non esistono scorciatoie e chissà che quel “piccoletto” non ripercorra le orme del celebre Torquato Tasso facendo ritornare famoso non con parole ma con la musica dei suoi piedi il Fiume Metauro a 400 anni dalla morte del famoso poeta emulandone lo scorrere d’acqua lento ed inesorabile verso il mare, verso il successo.

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