Guida Euro 2016, Gruppo A: la Romania

Romania

La Romania è un posto strano. Così vicina all’Europa occidentale eppure così lontana. Si vedono più cose strane nella Federcalcio locale che nel castello di Dracula. La Steaua Bucarest è stata privata del suo storico logo perché di proprietà del Ministero della Difesa (e ora utilizza uno schizzo che sembra preso da un videogioco masterizzato illegalmente); la Dinamo si è permessa di licenziare un giocatore per aver procurato il fallo da rigore nel derby; il Cluj fu penalizzato di 24 punti a stagione in corso salvo poi vedersi tutto annullato e uscire dalla zona retrocessione per lottare improvvisamente per il secondo posto. E la lista potrebbe allungarsi ancora, francamente è difficile dare un ordine alle cose più strane viste negli ultimi anni tra presidenti insolventi in fuga e squadre scudettate che sono fallite pochi mesi dopo. La Romania, come detto, è un posto strano, e nessuno dovrebbe imbattervisi senza le giuste precauzioni.

E nemmeno la nazionale è immune da scandali. Solo poche settimane fa, a poco più di un mese dall’inizio dei campionati europei, lo storico medico sociale Pompiliu Popescu è stato licenziato dopo un quarto di secolo di servizio. Popescu ha poi iniziato a una controversia mediatica e legale contro la Federcalcio. Il tutto sembrerebbe essere nato in seguito alla morte in campo di un calciatore della Dinamo Bucarest, Patrick Ekeng, e a quei 300mila euro dati dalla Fifa alla Federazione rumena per l’acquisto di materiale sanitario, ma già magicamente spariti senza che le strutture siano state adeguatamente fornite dei necessari defibrillatori. Ma anche la squadra in sé è ormai in malora da diverso tempo. L’ultima partecipazione a una fase finale è quella agli Europei del 2008 quando finì nel terribile girone con Francia, Italia e Paesi Bassi, ma dal declino di Chivu e Mutu nessuno ha più saputo prendere in mano le redini di una squadra che stavolta ha solo saputo beneficiare della formula allargata a ventiquattro squadre. Bisogna anche considerare un girone di qualificazione abbastanza clemente con la clamorosa caduta della Grecia testa di serie, e che comunque non ha permesso alla nazionale di Iordănescu di andare oltre un secondo posto alle spalle della modesta Irlanda del Nord (che ha ottenuto la sua prima storica qualificazione a una fase finale). Nazionale che tra l’altro ha deciso di svolgere il ritiro in Italia dal 18 al 29 maggio), più precisamente a Saint-Vincent, in Valle d’Aosta.

Anghel Iordanescu Romania

L’ANALISI TECNICO-TATTICA
Anghel Iordănescu ha provato a dare un senso alla sua nazionale spaziando tra il 4-2-3-1, il 4-3-2-1 e il 4-4-2 in base alle esigenze del momento, ma probabilmente il modulo prediletto sarà il più classico di questi tempi, ovvero proprio il 4-2-3-1. Il ritiro dal calcio giocato di Adrian Mutu e la mancata convocazione di Ciprian Marica ne sembra un chiaro indizio: mancano vere prime punte e il sistema di gioco ricco di mezze punte potrebbe essere il più efficace. Anche perché il vero punto di forza della Romania è la difesa: ha chiuso il girone di qualificazione con soli due gol subiti in dieci gare e nessuno di questi in trasferta. Un risultato ottenuto grazie ad alcuni punti fermi nel pacchetto difensivo. Innanzitutto Ciprian Tătărușanu, portiere della Fiorentina, e miglior calciatore rumeno senza alcun dubbio. Ma inoltre di fronte a lui una coppia di qualità come quella formata da Vlad Chiricheș, centrale del Napoli, e dal prode Dragoș Grigore, che invece milita nel campionato qatariota. A completare la retroguardia Sapunaru a sinistra e un terzino di grande esperienza come Răzvan Raț a destra, attuale capitano, e che nonostante l’età (35 anni il 26 maggio) è sempre una garanzia in entrambe le fasi.

La difesa è stata l’arma in più di una squadra che non solo sa difendere con attenzione e organizzazione, ma soprattutto che delega i centrali di difesa come fonte di gioco. La fase di possesso è alquanto priva di particolari impostazioni tattiche: l’azione-tipo è affidata a Chiricheș che, grazie a doti tecniche non eccelse ma degne di nota, predilige il lancio lungo a scavalcare il centrocampo per minimizzare il più possibile rischi in fase di transizione difensiva degli avversari. Anche perché la mediana composta da Ovidiu Hoban dell’Hapoel Be’er Sheva, e da Mihai Pintilii della Steaua, è più concentrata in fase di ripiegamento che in quella di costruzione. Sulla trequarti ci sarà il maggior ricambio: manca una vera stella e ci sarà modo di cambiare molto. Figura un’altra reminiscenza della Serie A, quel Gabriel Torje di proprietà dell’Udinese, che si giocherà il posto con il giovane talento Nicolae Stanciu, della Steaua Bucarest, ma soprattutto con Lucian Sânmărtean, forse gli unici due giocatori in grado di fare la differenza tra le linee. Dovrebbe inoltre assicurarsi il posto Bogdan Stancu, attaccante arretrato, in netto vantaggio su Adrian Popa.

Come punta centrale la situazione è ancora meno chiara: il favorito potrebbe essere Claudiu Keșerü, ma dietro di lui potrebbe esserci spazio sia per Denis Alibec, attaccante dell’Astra Giurgiu, che per il giovane Florin Andone del Córdoba. Keșerü è stato già stati provato anche nel tridente per fare spazio ad Andone o Alibec come terminale offensivo, aumentando la concorrenza sulla trequarti. L’ambivalenza di molti dei giocatori offensivi, ma soprattutto la mancanza di un vero leader come sono stati Hagi e Mutu nell’ultimo trentennio, ha permesso ad Anghel Iordănescu di concentrarsi su uno stile di gioco molto attendista. Come spesso ha ripetuto la sua Romania segue lo stile Atlético Madrid: chiudere gli spazi per poi sfruttare quelli concessi dagli avversari in transizione offensiva. Quindi dimenticatevi bel gioco e circolazione della sfera: il diktat è compattezza e cambi di gioco.

LA STELLA
Consacratosi definitivamente a Firenze, Ciprian Tătărușanu è uno dei principali motivi per cui la Romania si presenta a questi Europei con la miglior difesa del continente, grazie alle due soli reti subite nel girone di qualificazione. Divenuto famoso in patria come para-rigori dopo aver parato due rigori al Grasshopper nell’Europa League 2010/11, di fatto è uno dei pochissimi giocatori romeni a essersi guadagnato un posto da titolare in uno dei campionati maggiori d’Europa. Ma ha conquistato anche l’Artemio Franchi dimostrando che, nonostante la sua mole (198 cm) possiede una grande agilità che gli ha permesso di essere altamente competitivo anche sulle palle basse. Senza voler parlare del suo carattere: contro il Napoli strinse i denti nonostante una contusione alla spalla e chiuse a chiave la porta viola. Ora, a trent’anni, ha la giusta maturità per comandare la difesa e diventare uno dei portieri più affidabili d’Europa.

Romania Ciprian Tatarusanu

LA SORPRESA
Tecnicamente e tatticamente il giocatore più importante di questa nazionale può essere Vlad Chiricheș, la cui carriera finora ha volato al di sotto delle grandi aspettative intraviste qualche anno fa. Un palcoscenico di rilievo come quello dei campionati europei può rilanciare il difensore del Napoli. Se la Romania è uscita imbattuta dalle qualificazioni (come solo Inghilterra, Austria e Italia) è anche perché il c.t. Iordănescu ha capito quanto le sue qualità siano rilevanti per questa squadra: è un difensore completo – ama l’anticipo quanto la marcatura fisica – ma soprattutto ha dei piedi morbidi, ereditati da inizio di carriera a centrocampo. Perciò il suo apporto sarà decisivo in entrambe le fasi: sarà il cervello e il braccio della solida difesa romena e dai suoi piedi ricomincerà la manovra. In qualche modo il destino di questa nazionale dipenderà da lui.

Vlad Chiriches Romania

PROSPETTIVE
La Romania ha sempre avuto problemi nelle fasi finali (il miglior piazzamento sono i quarti di finali a Euro 2000 quando fu eliminata proprio dall’Italia), e spesso si è puntato il dito contro sorteggi poco clementi. Ma stavolta le ha detto alquanto bene. Eccezion fatta per la Francia padrona di casa, il gruppo A ha avuto un occhio di riguardo: la Svizzera è in un periodo calante mentre l’Albania si presenta con l’infausto titolo di peggiore squadra assieme all’Ungheria. Per questo la nazionale di Iordănescu stavolta può veramente fare qualcosa di buono: se mantiene la retroguardia serrata può giocarsi un posto per la fase a eliminazione diretta e dire la sua. E questo non sarà scontato viste le due amichevoli pre-campionati: con il modesto Congo (a Como) è finita con un deludente 1-1 dopo un grave errore difensivo e il pareggio nel finale, mentre con l’Ucraina Tătărușanu ha raccolto il pallone in fondo alla rete per ben quattro volte. In pratica il futuro della compagine romena dipenderà tutto dalla solidità difensiva. Sicuramente giocare la gara d’esordio contro i padroni di casa non è stato un buon sorteggio, ma con un po’ di audacia e di fortuna si possono limitare i danni e giocare la qualificazione nelle due partite successive. In tal senso la possibilità di superare il turno come terza classificata amplia le probabilità di qualificazione della nazionale carpatica.

CONVOCATI

Pos. Giocatore Data Nascita Squadra
P Ciprian Tătărușanu 9 febbraio 1986 Fiorentina (Italia)
P Costel Pantilimon 1 febbraio 1987 Watford (Inghilterra)
P Silviu Lung 4 giugno 1989 Astra Giurgiu (Romania)
D Cristian Săpunaru 5 aprile 1984 Pandurii Târgu Jiu (Romania)
D Steliano Filip 15 maggio 1994 Dinamo Bucarest (Romania)
D Vlad Chiricheș 14 novembre 1989 Napoli (Italia)
D Dragoș Grigore 7 settembre 1986 Al-Sailiya (Qatar)
D Alexandru Mățel 17 ottobre 1989 Dinamo Zagabria (Croazia)
D Valerică Găman 25 febbraio 1989 Astra Giurgiu (Romania)
D Cosmin Moți 3 dicembre 1984 Ludogorets (Ungheria)
D Răzvan Raț 16 maggio 1981 Rayo Vallecano (Spagna)
C Mihai Pintilii 9 novembre 1984 Steaua Bucarest (Romania)
C Ovidiu Hoban 27 dicembre 1982 Hapoel Be’er Sheva (Israele)
C Andrei Prepeliță 8 dicembre 1985 Ludogorets (Ungheria)
C Alexandru Chipciu 18 maggio 1989 Steaua Bucarest (Romania)
C Niculae Stanciu 7 maggio 1993 Steaua Bucarest (Romania)
C Lucian Sânmărtean 13 marzo 1980 Al-Ittihād (Arabia Saudita)
C Gabriel Torje 22 novembre 1989 Osmanlıspor (Turchia)
C Adrian Popa 24 luglio 1988 Steaua Bucarest (Romania)
A Claudiu Keșerü 2 dicembre 1986 Ludogorets (Ungheria)
A Bogdan Stancu 28 giugno 1987 Gençlerbirliği (Turchia)
A Florin Andone 11 aprile 1993 Córdoba (Spagna)
A Denis Alibec 5 gennaio 1991 Astra Giurgiu (Romania)
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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia, e più in generale per il calcio, oltre ad altri mille interessi.

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