Storie da…Superliga Srbije: il 27esimo titolo della Stella Rossa e il monopolio di Belgrado

Stella Rossa
Fonte foto: informer.rs

Il 3 Maggio è stata una giornata importante per il calcio serbo, infatti la Stella Rossa di Belgrado (nota in patria come Fudbalski klub Crvena zvezda) è tornata sul trono nazionale dopo due anni di astinenza e ha messo in bacheca il 27esimo campionato della propria storia (il terzo da quando la lega ha preso la denominazione di Superliga). A consegnare la vittoria alla squadra ai biancorossi è stata la sconfitta casalinga dei diretti inseguitori del Cukaricki, che perdendo contro il Vojvodina per 1-2 hanno compromesso ogni possibilità matematica di vincere il titolo.

Una sconfitta inaspettata per la squadra della cittadina di Čukarica, che era reduce da sette successi consecutivi e pareva lanciata nell’inseguimento alla capolista. Tra le sette meraviglie spiccava soprattutto la vittoria pesantissima sul campo della Stella Rossa, che si era dovuta arrendere davanti alla straordinaria prova del centravanti classe ’93 Andrija Pavlovic (autore di una partita stratosferica e di una doppietta d’autore). Nonostante ciò tutto si è rivelato inutile nel corso dell’ultima giornata giocata, dove il Cukaricki ha gettato alle ortiche il grande sforzo prodotto perdendo a domicilio contro il Vojvodina, che ha espugnato il Čukarički Stadium con il punteggio di 1-2. Agli “Hill men” non è bastata la rete di Jovanovic al 20esimo minuto di gioco su assistenza del solito Pavlovic. A chiudere il cerchio, infine, è arrivata anche la vittoria della Stella Rossa, che sconfiggendo di misura l’FK Vozdovac grazie alla rete di Predrag Sikimic (fratello minore di Milovan, campione di Serbia per due volte con la maglia degli acerrimi rivali del Partizan) è riuscita ricucirsi nuovamente sulla maglia il tanto desiderato scudetto.

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Una vittoria importante per i biancorossi, che sono riusciti a tornare in cima al campionato nazionale dopo ben due anni di assenza. Un successo che parte dalla saggia amministrazione dell’allenatore montenegrino Miodrag Božović, il quale, dopo qualche successo in terra russa, è finalmente riuscito ad inserire il primo campionato nazionale nella propria bacheca. L’inizio comunque non è stato dei migliori, infatti “Grof” (soprannome datogli dai media serbi per il suo look costantemente elegante) colleziona subito un’inaspettata eliminazione al primo turno di Europa League contro il Kairat e parte con una vittoria sofferta contro l’OFK Belgrado più un pareggio contro il Metalac in campionato. I primi deludenti risultati cominciano a portare su di lui le prime ombre dei media serbi, che criticano aspramente sia lui che lo stile di gioco della squadra. La fine prematura dell’avventura sembra arrivare alla terza giornata dopo l’ennesimo pareggio arrivato nel match casalingo contro Radnički Niš, dove i 22.000 tifosi presenti allo stadio cominciano ad intonare cori di critica verso l’intera dirigenza. Al termine del match Božović presenta immediatamente le dimissioni, ma incredibilmente riceve l’appoggio di tutta la tifoseria: infatti la frangia di supporters vuole fortemente l’addio da parte della dirigenza e non dell’allenatore. La svolta arriva nel momento in cui molti personaggi di spicco dei vertici alti (tra cui il vice presidente e il direttore generale) lasciano il club cedendo alle pressioni della piazza. Da questo punto la stagione della Stella Rossa decolla definitivamente, infatti la squadra sembra assumere finalmente i principi tattici del proprio allenatore e comincia la sua marcia da rullo compressore con cui monopolizzerà il campionato. Basti pensare che i biancorossi daranno vita ad una striscia di ben 24 successi consecutivi, registrando di fatto la miglior partenza stagionale di sempre nella lunga storia del club di Belgrado (che di grandi squadre ne ha potute apprezzare).

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Hugo Vieira, capocannoniere del campionato con 20 gol. Fonte foto: maisfutebol.iol.pt

Uno dei grandi trascinatori di questa squadra è stato il centravanti portoghese Hugo Vieira, che a Belgrado sta vivendo una “seconda giovinezza”. Infatti il 27enne attaccante non solo è vicino a vincere il titolo di capocannoniere del campionato con i suoi 20 centri (dietro c’è la vecchia conoscenza del calcio italiano Valeri Bojinov, fermo a 18 reti) ma sembra anche essere tornato ai livelli visti con la maglia del Gil Vicente. Sì perché il suo percorso calcistico era iniziato nel migliore dei modi, infatti si era imposto nel calcio professionistico dopo un’annata favolosa con il Santa Maria (squadra del distretto di Braga) con cui nel 2009 mise ha segno ben 37 reti in appena 30 presenze. Numeri che gli valsero la chiamata del Gil Vicente, squadra con cui nella stagione 2010-11 riuscì a conquistare la promozione nella Primeira Liga segnando anche qualche gol pesante. Nel 2012 arriva la chiamata del Benfica che sembra spalancargli le porte del calcio che conta, ma in realtà da qui in poi si aprirà un baratro per il centravanti portoghese, il quale comincerà un infinito peregrinare tra svariati prestiti e diverse nazioni. Il punto più basso arriva nel corso della sua esperienza in Russia con il Torpedo Mosca della scorsa stagione, nel corso della quale arriva anche il grave lutto per la morte della sua dolce metà Edina Carvalho a causa del cancro. Ma il calcio è uno sport imprevedibile e quando pensi che tutto sia finito, ti offre sempre una chance per ripartire: in questo caso l’ultimo treno per Hugo si chiama Stella Rossa di Belgrado, club che decide di puntare su di lui offrendogli un contratto di due anni. Il portoghese prende la chance al volo e ripaga la dirigenza di Belgrado con una stagione da grande campione (20 gol più il titolo nazionale) e una fenomenale doppietta rifilata agli eterni rivali del Partizan Belgrado (clicca qui per vedere le grandi gesta di Vieira), che a fine partita dedicherà a Edina Carvalho.

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Aleksandar Katai, altro simbolo della vittoria biancorossa. Fonte foto: Srdjan Stevanovic/Starsportphoto

Un altro grande artefice della storica scalata della Stella Rossa è stato il numero 10 Aleksandar Katai, che con questo scudetto si è preso una bella rivincita. Innanzitutto un riscatto su Ernesto Valverde, che ai tempi dell’Olympiacos lo accusò di non difendere abbastanza e non lo fece mai praticamente debuttare. Infatti per tre lunghissime stagioni iniziò un lungo giro di prestiti con cui ritornò anche alla casamadre Vojvodina, club che non solo lo ha lanciato nel calcio professionistico ma che gli ha regalato anche il primo scudetto della carriera fermando il Cukaricki. Una battaglia vinta anche contro la Piastrinopenia (disturbo che si presenta quando il livello di piastrine è inferiore al valore di riferimento), che lo aveva tenuto lontano dal campo nel corso del 2013. Infine una rivincita anche su Nenad Lalatovic, primo suo allenatore alla Stella Rossa, che come Valverde lo aveva etichettato come giocatore svogliato e senza testa. Nonostante tutto ciò, però, Božović ha deciso di puntare fortemente su di lui sin dall’inizio della stagione, dove con il superamento dell’esame estivo del Kairat si è conquistato un posto fisso nella rosa titolare ed ha condotto i suoi sino allo scudetto. Basti pensare che nel corso dell’anno è stato anche uno dei giocatori più produttivi a livello di cifre statistiche insieme ad alcuni dei big del calcio europeo come Ronaldo, Lewandowski, Neymar ed Higuain. Un successo importante, che finalmente potrebbe aprirgli le porte per il calcio che conta dopo una gavetta forse troppo allungata.

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Marko Grujic, grande talento della Stella Rossa. Fonte foto: daveockop.com

Un altro pezzo da novanta di questa Stella Rossa è stato senza dubbio il giovane Marko Grujic, desiderato per interi mesi da mezza europa ma poi accasatosi definitivamente al Liverpool. Il classe ’96 è stata la grande sorpresa dell’annata vincente della corazzata biancorossa, che con la sua presenza in mediana è riuscita a costruire il record storico di 24 vittorie consecutive. I numeri e le prestazioni hanno attirato su di lui l’attenzione di parecchi club europei come Liverpool, Inter, Juventus, Chelsea e Milan, ma alla fine il talentino serbo ha deciso di sbarcare ad Anfield per dare inizio alla sua prima esperienza fuori dalla Serbia; a convincere il giovane si dice sia stata la chiamata personale di Jurgen Klopp e la preziosa intermediazione di Željko Buvač, assistant manager dell’allenatore tedesco. Una crescita esponenziale quella che ha visto protagonista Grujic, che sotto la gestione di Božović si è trasformato in una sorta di numero 10 giocando da ispiratore dietro le punte e cercando la porta con le sue ottime doti balistiche. Nonostante tutto il suo ruolo naturale è quello di mediano davanti alla difesa, posizione dove grazie alla sua fisicità recupera palloni su palloni e, grazie alle sue discrete abilità in fase di impostazione, fa ripartire anche l’azione offensiva. Per descriverlo con una frase si può usare la celebre frase di Cvjetin Blagojevic (ex Stella Rossa): “Quando siete in difficoltà e non sapete cosa fare con la palla, datela a Gruja e non vi preoccupate. Ci pensa lui a risolvere tutto”.

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Aldilà di tutto questo trionfo della Stella Rossa è anche la conferma del monopolio della città di Belgrado sul campionato serbo. Infatti da quando il campionato è nato come Yugoslav First League (nel 1951) si è sempre assistito ad un duello accesso e senza sosta tra Stella Rossa e Partizan Belgrado. Le uniche due squadre capaci di spezzare questa egemonia sono state il Vojvodina (due titoli conquistati nel 1966 e nel 1983) e l’Obilic nel 1997-98, anche se a livello geografico il titolo rimase comunque nell’area di Belgrado (infatti Vracar è un comune della capitale dell’odierna Serbia). Un monopolio che però in questa stagione è stato molto vicino dal crollare, infatti il Cukaricki è andato vicino all’impresa di vincere il titolo ma si è dovuto arrendere di fronte al cammino pazzesco della Stella Rossa che non ha lasciato nemmeno le briciole agli avversari. Un altro motivo per cui questo assolo è destinato a terminare è la situazione economica non brillante delle due grandi piazze di Belgrado, che ormai da diversi anni soffrono di un forte indebitamente. Per il Partizan a nulla sembrano essere servite le cessioni delle diverse pedine pregiate (come Nikola Ninkovic), che hanno portato nelle casse del club oltre 100 milioni di euro. Per la Stella Rossa, invece, al momento risulta vitale l’allungamento (con aggiustamento economico) del contratto con la Gazprom, dopo le recenti minacce di esclusione del club dalle competizioni europee e annessa retrocessione. Chissà se già nel corso della prossima stagione vedremo abdicare le due potenze con conseguente affermazione di una nuova realtà calcistica, seguendo le orme del sogno del Leicester.

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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