Ansarifard vuole rimanere in Europa. Il Panionios spera che accetti l’offerta sudcoreana

Dopo 25 giornate di Super League greca il Panionios è quinto con 37 punti, e se dovesse mantenere questa posizione nelle prossime cinque gare, troverebbe la possibilità di ottenere un posto in Europa.

Il campionato non è finito e c’è chi ha già bussato alla squadra di Nea Smyrni per trattare l’acquisto di Karim Ansarifard, venticinquenne attaccante iraniano alla sua seconda stagione europea: lo scorso anno era in Spagna in forza all’Osasuna, dove si era trasferito su consiglio del connazionale Javad Nekounam. La scorsa settimana per lui si sono fatte avanti due squadre dall’Estremo Oriente.
Prima ci hanno provato i cinesi del Guangzhou Evergrande – in passato allenati da Marcello Lippi – offrendo un milione di euro in due tranches (400.000 subito e il resto a fine stagione), ma il il club greco è stato tassativo: senza il pagamento dell’intero cartellino non si fa nulla. Così subito dopo i sudcoreani del Suwon Samsung Bluewings hanno messo sul piatto 1,2 milioni: ora il Panionios deve decidere subito perché la K League inizia venerdì 11 marzo.
Il diretto interessato ha già detto di no alla trattativa, preferendo per adesso rimanere in Grecia, dato che il contratto è in scadenza. “Sto lavorando sodo per migliorare e per la prossima stagione spero di trasferirmi in una squadra europea più importante” ha dichiarato al Tehran Times.

Attualmente Ansarifard è a quota 7 reti in 22 partite con la maglia del Panionios, meglio della deludente esperienza di Pamplona (16 presenze e nessun goal). Cresciuto nell’Inter Campus di Ardebil, in Iran ha vestito le maglie di Saipa, Persepolis Tehran e Tractorsazi Tabriz. Quest’ultimo team gli ha fatto svolgere nel contempo il servizio militare che gli ha finalmente permesso di andare all’estero, dopo anni di trasferimenti saltati. È stato due volte capocannoniere della Iran Pro League (2011/12 e 2013/14). Da qualche anno indossa il numero 10 della nazionale iraniana, con la quale ha partecipato alle edizioni 2011 e 2015 della Coppa d’Asia, e al Mondiale brasiliano del 2014.

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Saman Javadi was born in Italy. He always loved Iran and Italy, from history to cuisine, and speaks both languages.

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