L’Italia che resiste: la GdF avvia “L’operazione fuorigioco”, 64 indagati fra giocatori e dirigenti per frode fiscale

Il calcio italiano deve sempre far parlare di se… in negativo. Ogni tanto deve emergere qualche scandalo, per ricordarci effettivamente che il calcio è lo specchio di questo paese. La scorsa estate ci aveva pensato il Catania in bello stile, a sei mesi di distanza è l’intero sistema della Serie A ad essere coinvolto nella “Operazione Fuorigioco”.

Sono ben 64 le persone fra dirigenti e giocatori ad essere coinvolte in un processo di evasione fiscale che si estende in modo capillare in tutto il sistema del calcio italiano. Si parla di 12 milioni di euro complessivi che sono già stati sequestrati in misura cautelare dalla Guardia di Finanza.

Gli investigatori parlarono di un “fenomeno generalizzato” nel calcio italiano, dato dallo squilibrio gestionale data una levitazione dei costi a fronte di ricavi non proporzionali. Le società dunque per ripianare i buchi in bilancio avrebbero compiuto illeciti fiscali. L’attenzione della GdF si è concentrata prevalentemente sui rapporti che le società intrattengono con i procuratori, e il trasferimento dei giocatori, oltre alla gestione dei diritti d’immagine e dei diritti televisivi; ai compensi per i calciatori qualificati come ‘fringe benefit’.

Come si legge nel rapporto stilato dalla procura di Napoli: “I procuratori dei calciatori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, simulando che l’opera di intermediazione fosse resa nell’interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi.”

“Inoltre, le società, da parte loro – sempre per la Procura – approfittavano dell’indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresi’ della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva. In questo modo – si sottolinea – veniva consentito ai calciatori di non dichiarare quello che sostanzialmente era un fringe benefit riconosciuto agli stessi dalla societa’ calcistica che si accollava, a vantaggio dell’atleta, anche la spesa per l’intermediazione. In altri termini, l’importo pagato dai club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore e, di conseguenza, la società calcistica ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito loro ascrivibile all’atleta.”

Fra i giocatori coinvolti nel processo di evasione fiscale vi sono Nocerino, Diego Milito, Lavezzi, Hernan Crespo e Gabriel Paletta, per citare i nomi più appariscenti, mentre per quanto riguarda i dirigenti si va dalla A di Adriano Galliani ala Z di Zamparini, passando per De Laurentis e Lotito. Per ora tutte quante le società coinvolte si sono dette estranee ai fatti e hanno dato la piena disponibilità a collaborare alle indagini.

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Sono nato a Urbino il 2 maggio 1991. Nel luglio 2015 ho conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Mi occupo di giornalismo sportivo con un'attenzione particolare al lato economico e allo sviluppo del calcio in Cina, che approfondisco nel mio Blog Calcio Cina. Nel febbraio 2016 ho pubblicato il mio primo libro: IL SOGNO CINESE, STORIA ED ECONOMIA DEL CALCIO IN CINA, il primo volume, perlomeno in Europa a trattare questo argomento. Scrivo anche di saggistica (sovversiva) per kultural.eu

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