Atletico Madrid-Siviglia 0-0: Emery imbriglia il Cholo

Atletico Madrid Siviglia Simeone

Natale è passato da un mese, basta regali e buoni sentimenti, oggi al Calderon è partita da uomini duri, novanta minuti di nervi a fior di pelle e botte, si potrebbe pensare al clima ideale per il testosteronico Simeone, invece il suo Atletico Madrid resta impantanato sullo zero zero. Certo, il risultato basta per tornare in cima alla classifica, ma in coabitazione con il Barcellona che ha una partita in meno. Il Siviglia è un osso duro, l’avversario che non vorresti mai venisse a farti visita, soprattutto quando si presenta con l’intenzione di non concedere nulla. Evidenti le intenzioni di Unai Emery nel primo tempo, le occasioni da gol infatti si contano sulle dita di una mano.

Ci provano Saul e Gabi, ma l’esito non è quello sperato. Colchoneros imbrigliati e frustrati, quasi animali selvatici costretti in catene e questo è merito del Siviglia. Il Cholo ha imparato a fare i conti con l’assenza di Tiago, quattro-quattro-due nella declinazione più scolastica, Jackson Martinez non trova spazio per colpa di Vietto e Griezmann, al francese è impossibile togliere il posto. Lascia spiazzati invece l’esclusione di Gameiro, miglior realizzatore degli andalusi, punto di riferimento avanzato è l’ex bianconero Llorente. Buono il supporto al puntero con Escudero, Vitolo e Banega come suggeritori. Come detto, il Siviglia in avvio si cura soprattutto della fase di non possesso, giusto un intervento di Oblak sul tentativo deviato di Banega.

L’Atletico Madrid così non può vincere, Simeone lo capisce e accentra Saul, inserendo Carrasco per vivacizzare il pomeriggio del Calderon. E Ferreira Carrasco non delude, mostrandosi immediatamente vivace, una mossa che funge da corroborante per i sensi intorpiditi del padroni di casa. Griezmann ci ha abituato a prodezze, anche oggi ne regala una ma a salvare Sergio Rico – rimasto di sale – c’è il montante destro. Meriterebbe un bacino, ricordando quello di Pagliuca nella finale mundial del ’94. Quando l’orologio segna un’ora di gioco Vitolo si fa cacciare, rimediando il secondo giallo su Vitolo e da qui in avanti il clima si fa rovente.

Unai Emery non ci sta, l’arbitro butta fuori anche lui, il Cholo annusa il sangue della preda e spinge più su il baricentro. Dentro anche Martinez e Correa, massì, ci si aspetta una pioggia di conclusioni e invece gli andalusi tengono botta. L’Atletico Madrid ci mette la voglia, ma gli manca il centrocampo, Siviglia che controlla con maestria la zona nevralgica e previene i danni. Per gli amanti dei numeri: Atletico con una sorta di 4-2-4 nei minuti finali, esterni altissimi a caccia dello spunto, ma neppure questo basta. Buon per il Real Madrid, che può portarsi a due punti dai cugini stasera sul campo del Betis. L’Atletico Madrid visto oggi non è sicuramente male, ma il furore non basta senza cervello. In panchina c’è, ne manca uno in mezzo al campo.

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Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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