Cina: esonerato l’allenatore della nazionale Alain Perrin

Alain Perrin non è più l’allenatore della nazionale cinese, ad annunciarlo è la Chinese Football Association tramite un comunicato ufficiale uscito questa mattina. L’allenatore francese era tornato in patria per le vacanze, ma è stato richiamato con largo anticipo in Cina:

“Dopo una lunga discussione, Alain Perrin non è più l’allenatore della nazionale cinese. La federazione cercherà immediatamente un nuovo commissario tecnico.
Mr. Perrin ha allenato la nazionale dal 2014, portando conoscenze e nuove vigore alla squadra, oltre che a un positivo spirito di cambiamento che ha portato la Cina ai quarti di finale dell’Asian Cup.
Dopo aver visionato le prestazioni della squadra durante le qualificazioni alla Coppa del Mondo, abbiamo ritenuto necessario cambiare per ricostruire il nostro futuro”.

Dopo le convincenti prestazioni nella manifestazione continentale tenutasi in Australia, era lecito aspettarsi da parte della nazionale cinese un notevole salto di qualità, visti anche il movimento della Chinese Super League trainata dal Guangzhou Evergrande. Eppure la Cina, a due giornate dal termine del primo turno di gironi per le qualificazioni alla Coppa del Mondo, si trova con ogni probabilità già tagliata fuori, e la responsabilità ricade interamente su Alain Perrin.

Il girone non presentava grandi insidie: il Qatar era reduce da un Asian Cup conclusa con tre sconfitte, Hong Kong non partecipa a competizioni ufficiali dagli anni ’60, mentre Buthan e Maldive sono due compagini nettamente inferiori sulla carta. La Cina anche questa volta è riuscita a compiere il disastro, dapprima con la sconfitta a Doha per 1-0, ma il fatto più grave è il doppio pareggio a reti bianche contro Hong Kong, che ha creato non poco imbarazzo fra tifoseria e dirigenti. Alain Perrin ha pagato le proprie scelte scellerate, quella di aver richiamato solo all’ultimo in nazionale gente del calibro di Feng Xiaoting, Huang Bowen e Zheng Long, per intenderci, le colonne portanti del Guangzhou. A questi tre nomi illustri per il panorama cinese si deve aggiungere il maldestro impiego di Wu Lei, esterno d’attacco del Shanghai Sipg, miglior realizzatore cinese da tre anni a questa parte in campionato; Perrin nel 4-4-2 lo utilizzava nel reparto di centrocampo, vanificando così il suo talento offensivo.

La Cina ha bisogno di ripartire da un allenatore capace, con una fortissima esperienza internazionale alle spalle. Puntare su un nome forte, magari come quello di Marcello Lippi o Zaccheroni, entrambi allenatori per ora senza alcuna panchina.

 

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Sono nato a Urbino il 2 maggio 1991. Nel luglio 2015 ho conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Mi occupo di giornalismo sportivo con un'attenzione particolare al lato economico e allo sviluppo del calcio in Cina, che approfondisco nel mio Blog Calcio Cina. Nel febbraio 2016 ho pubblicato il mio primo libro: IL SOGNO CINESE, STORIA ED ECONOMIA DEL CALCIO IN CINA, il primo volume, perlomeno in Europa a trattare questo argomento. Scrivo anche di saggistica (sovversiva) per kultural.eu

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