Manchester City-Sunderland 4-1: De Bruyne e Silva incantano, facile vittoria dei Citizens

Manchester City Silva De Bruyne

All’Etihad Stadium vanno in campo i Citizens che vogliono tornare a correre dopo il brutto K.O. subito dall’Arsenal. Pellegrini si dice soddisfatto della posizione di classifica attuale e spera di mantenerla almeno fino alla fine di gennaio, quando, secondo il tecnico cileno, si comincerà a fare sul serio per il titolo. Allardyce da parte sua, arriva a Manchester con un Sunderland travolto da una classifica molto deficitaria, frutto secondo lui di troppe partite equilibrate in cui la sua squadra non è riuscita a portare a casa neanche il meritato punto del pari. Il primo tempo sembra dare pochi alibi all’esperto allenatore dei Black Cats, la sua squadra praticamente non scende in campo.

Il City, reduce da una gara dai ritmi altissimi contro l’Arsenal, inizia con un tono decisamente più compassato, ma trova ben poca opposizione dagli avversari. De Bruyne sembra poter fare il bello ed il cattivo tempo, tanto che al 13′ rincorre un traversone di Kolarov che si stava perdendo sulla fascia laterale e lo trasforma in un assist al bacio per la testa del non altissimo Raheem Sterling: è 1-0.
Neanche il tempo di riorganizzarsi e Yaya Touré si presenta lentamente sulla tre quarti di campo: in teoria avrebbe davanti centrocampisti e difensori schierati, ma gli basta una finta per mandare fuori tempo Jordi Gomez e con un sinistro chirurgico all’angolino porta la partita sul 2-0.

Il Sunderland non reagisce neanche stavolta e Bony legittima le richieste di giocare titolare andando a girare in rete di testa l’ennesimo cross di Kevin De Bruyne. A parte un acuto di Borini che tenta il tiro sul primo palo, il primo tempo si chiude con un City mai in difficoltà ed in pieno controllo del match. Nel secondo tempo il copione non cambia e la coppia De Bruyne-Silva dà spettacolo senza alcun disturbo da parte dei difensori avversari.Dopo uno scambio impreziosito dal tacco del belga per il tiro largo dello spagnolo, De Bruyne corona la sua splendida prestazione siglando il 4-0 con un tiro a tu per tu col portiere dopo l’assist involontario di Coates intervenuto maldestramente a salvare capra e cavoli.
Il più reattivo, se non l’unico, dei Black Cats è Borini e non poteva che essere lui al 59′ ad avventarsi su un tiro completamente sbagliato nell’area del City ed insaccare in rete al secondo tentativo dopo una prima respinta di Hart.

L’allenamento dei padroni di casa subisce questo piccolo imprevisto, ma continua per il resto del secondo tempo senza ulteriori intoppi. Wilfred Bony, lodato nella prima parte di gara, decide di distruggere tutto quanto fatto di buono con una parte finale di gara da incubo: prima manda alto un rigore generosamente concesso per un fallo su Silva avvenuto quasi certamente fuori area, poi non centra la porta da due passi sull’ennesimo tiro di De Bruyne respinto da Vito Mannone. Il City dunque vince facile in casa contro il Sunderland e conferma di essere pienamente in lotta per il titolo, nonostante le pessime prestazioni in trasferta e la difficoltà a trovare la costanza classica degli squadroni da scudetto.

Pellegrini conferma dunque il tabellino di marcia verso le prime posizioni per la fine di gennaio, mentre Allardyce oggi difficilmente potrà sostenere di aver buttato via un meritato punticino.
Il Sunderland dovrà trovare qualche buon innesto dal mercato di gennaio, altrimenti si fa veramente dura per la salvezza, visti anche i risultati positivi di Bournemouth e Swansea e la cavalcata vincente iniziata ultimamente dal Newcastle.

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Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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