Leicester-Chelsea, le pagelle dei Blues: notte fonda per Mou e soci

COURTOIS (5) incolpevole su entrambi i goal presi, si fa trovare pronto in molteplici occasioni anche se in qualche episodio perde il controllo della sfera a causa dell’umidità e del bagnato. AZPILICUETA (5) gara tormentata ed ostica perché Mahrez è praticamente ingestibile. Colpevole sia nel primo (non riesce a limitare il cross) che nel secondo goal (cade sia nella finta che nella controfinta). Praticamente nullo offensivamente. TERRY (4,5) colpevole numero uno sulla dormita che propizia il goal del vantaggio di Vardy. In perenne difficoltà sia palla a terra che nei duelli 1 vs 1: Mou se ne accorge e nel secondo tempo lo toglie. ZOUMA (5) il gigante francese è costantemente sotto pressione, gioca sempre indietro e nel dubbio spazza. Domina lo spazio aereo ma Vardy riesce a prendere sempre tempo e misure anticipando il difensore centrale. IVANOVIC (5) gara anonima con un paio di errori di impostazione e ripartenza, quasi nessun cross, minaccia minima nell’area avversaria e quando ha l’occasione di segnare a porta vuota ciabatta malamente.

MATIC (4,5) giornata da dimenticare per il gigante serbo che si trova spesso fuori posizione lasciando la difesa priva di protezione. In perenne ritardo su tutte le seconde palle, sbaglia praticamente ogni intervento di interdizione facendosi saltare sul primo passo sbagliato. Lento e macchinoso nel ripartire risulta l’uomo in meno del centrocampo del Chelsea. RAMIRES (4,5) continua il suo momento negativo di limbo tra un giocatore lento e poco fisico per poter rompere il gioco ed un giocatore che non riesce più a mettere un passaggio decisivo per i propri compagni. Perde palle velenose a ridosso della difesa, praticamente nullo offensivamente e deleterio in fase di impostazione. FABREGAS (5) entra nel secondo tempo al posto di Terry con lo scopo di dare spunti e geometrie di gioco alla squadra: produce un paio di lanci lunghi (uno splendido per Costa che però spreca) ma niente di particolarmente impressionante.

WILLAN (5) il brasiliano ci mette anima e corpo per provare a dare una scossa ai propri compagni di squadra ma non riesce a combinare niente di particolare. Le punizioni non sono per niente pericolose e gli angoli calciati non sono mai una minaccia. HAZARD (4,5) prosegue il suo annus horribilis, tocca tantissimi palloni, ma non tira in porta e non salta mai l’uomo. La ciliegina sulla torta è la sostituzione per infortunio (o pseudo tale) causato da una strana caduta dopo un contatto con due giocatori del Leicester. PEDRO (5,5) subentra all’infortunato Hazard e lo spagnolo risulta uno dei più attivi sul fronte offensivo, spesso e volentieri cercando il dialogo con gli altri compagni di reparto. Impreciso sotto porta, si fa perdonare con un assist preciso per il colpo di testa di Remy che dimezza lo svantaggio. OSCAR (4,5) altra partita anonima e priva di spunti per quello che dovrebbe essere il fantasista della squadra ma che si distingue più che altro per interdizione e palloni rubati.

DIEGO COSTA (4,5) solita partita di duelli personali con l’ennesimo avversario di turno (questa volta è Morgan), l’ex colchoneros lotta su ogni pallone ma si fa prendere come sempre dalla foga rimanendo poco lucido. Prova a decentrarsi ma nessuno si inserisce nello spazio: ha l’occasione nitida per poter segnare ma spreca il pregevole assist di Fabregas sparando sul portiere. REMY (5) viene gettato in mischia con il compito di creare la minaccia offensiva nell’area avversaria e ripaga Mou con un goal, dopo aver sprecato in precedenza una ghiotta occasione nel cuore della difesa avversaria dopo una bella azione corale.

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Studente universitario in quel di Siena, classe 1992 follemente innamorato della Premier League e del calcio inglese, amo anche il basket ma seguo solo quello NBA come tifoso ultradecennale dei Los Angeles Lakers, appassionato anche di Football Americano tifo i Cincinnati Bengals. Oltre a scrivere adoro la musica elettronica, il rock 'n' roll, i computer, i videogiochi, l'arte e la letteratura. Aspirante tuttologo, sono un personaggio analogico in un mondo digitale.

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