Road to FIFA Club World Cup, alla scoperta del River Plate

River Plate
Fonte foto: taringa.net

Eccoci giunti all’ultimo episodio del nostro percorso di avvicinamento alla 12esima edizione del Mondiale per Club, che si aprirà oggi con la sfida tra Auckland City e Sanfrecce Hiroshima. Oggi è finalmente il turno degli argentini del River Plate, campioni del Sudamerica in carica dopo la vittoria della Copa Libertadores.

STORIA- Questa è la prima partecipazione assoluta dei “Millonarios” ad un Mondiale per Club, ma in compenso la compagine argentina ha nella sua storia due presenze nella vecchia Coppa Intercontinentale. La prima risale al lontano 1986, quando il River conquistò il diritto di parteciparvi grazie alla vittoria della Libertadores di quell’anno superando la concorrenza dei colombiani dell’America de Calì in finale. Fu una prima volta da ricordare per il club argentino, che conquistò il titolo mondiale al primo colpo sconfiggendo la Steaua Bucarest (autrice di uno degli “upset” più incredibile della storia della Champions League) grazie alla rete di Antonio Alzamendi (nominato come miglior calciatore del Sudamerica proprio in quell’anno). La seconda presenza in un’edizione della Coppa Intercontinentale, invece, risale al 1996, quando “La Banda” conquistò nuovamente il pass per la competizione mondiale vincendo il suo secondo titolo continentale superando ancora l’opposizione dell’America de Calì (decisiva la doppietta di Hernan Crespo nella gara di ritorno). Non andò altrettanto bene, però, la finale mondiale, infatti a trionfare fu la Juventus (campione europea in carica dopo la vittoria ai rigori contro l’Ajax) che si portò a casa il trofeo grazie ad una magia di Alessandro Del Piero a nove minuti dal termine.

[1986] Steaua Bucarest-River Plate 0-1 (Alzamendi)

[1996] Juventus-River Plate 1-0 (Del Piero)

Alzamendi
Antonio Alzamendi, immortalato durante la sfida del 1986 contro la Steaua Bucarest. Fonte foto: lamaquinaradio.wordpress.com

PRESENTE- Quest’anno il River ha conquistato il suo terzo titolo continentale della sua storia superando la concorrenza dei messicani del Tigres in finale. L’avventura dei “Millonarios” comincia la scalata sudamericana conquistando un faticoso secondo posto nella fase a gironi effettuando un sorpasso in extremis ai danni dei peruviani del Juan Aurich. La partenza non è delle migliori per l’equipo argentino, che all’esordio incappa subito in una brutta sconfitta sul campo dei boliviani del San José, i quali conquistano i tre punti grazie alle reti di Orue e Valverde. La situazione migliora leggermente nelle partite seguenti, infatti nei restanti due match del girone d’andata il River conquista due punti importanti per il morale: il primo arriva con il buon pari casalingo contro i messicani del Tigres (decisiva la rete di Sanchez), mentre il secondo arriva sul campo dei peruviani del Juan Aurich, i quali recuperano lo svantaggio iniziale firmato da Balanta con la rete di Rengifo. Al giro di boa risultati e gioco continuano a mancare e il River all’ultima decisiva giornata con soli quattro punti all’attivo e con l’obbligo di vincere per qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta: infatti al giro di boa arriva uno sfortunato segno X contro il Juan Aurich, che riesce a riequilibrare il match all’89esimo minuto di gioco grazie al guizzo di Delgado, mentre alla quarta giornata il River si rende protagonista a sua volta di una rimonta in extremis con i gol di Gutierrez e Mora che bloccano la capolista Tigres sul 2-2. Le prestazioni in crescendo, però, trovano finalmente un riscontro nel match decisivo dell’ultima giornata contro i Boliviani del San José, i quali vengono sconfitto con il punteggio di 3-0 e grazie alle reti di Mora (doppietta) e Gutierrez. Una vittoria importantissima per la selezione argentina, che, complice anche la sconfitta dello Juan Aurich contro i Tigres con il rocambolesco punteggio di 4-5, riesce a conquistare un insperato pass per la fase ad eliminazione diretta.

River Plate
Esultanza dei giocatori del River durante la finalissima contro il Tigres. Fonte foto: Goal.com

Agli ottavi l’atmosfera diventa subito caliente, infatti davanti ai Millonarios si pongono gli arci-rivali del Boca Juniors, reduce dal primo posto nel proprio girone a punteggio pieno. L’andata al Monumental, però, sorride al River Plate, che prima della gara di ritorno si prende un piccolo vantaggio vincendo di misura grazie ad un calcio di rigore realizzato dal solito Sanchez. La gara di ritorno, invece, non rimane negli annali per il risultato o le emozione regalata dal campo ma per il bruttissimo episodio accaduto al rientro delle squadre in campo, quando alcuni giocatori del River furono colpiti con dei lacrimogeni al peperoncino (clicca qui). il risultato finale, ovviamente, fu 3-0 a tavolino e passaggio automatico del turno per il River Plate. Ai quarti è la volta dei brasiliani del Cruzeiro, che nel match d’andata mettono paura al River sbancando il Monumental grazie alla rete di Marquinhos all’81esimo minuto di gioco. Ma al ritorno la musica è ben diversa, infatti i “Millonarios” sfornano la prestazione perfetta e conquistano il pass per le semifinali espugnando l’Estádio Mineirão con un sontuoso 0-3; le reti degli argentini portano la firma di Sanchez, Maidana e Gutierrez. In semifinale tra la finalissima e il River si interpongono i paraguaiani del Guarani, reduci dal superamento del turno ai danni del Racing Club dell’ex Inter Diego Milito. Nella gara d’andata il River sfrutta il fattore casalingo portandosi avanti nel doppio scontro con una bella vittoria per 2-0 grazie ai guizzi di Mercado e Mora, mentre al ritorno è Alario a scacciare qualsiasi fantasma di eliminazione dopo il momentaneo vantaggio dei paraguaiani. In finale arriva il momento per la resa dei conti contro i Messicani del Tigres, già incontrati nella fase a gironi e reduci dalla rimonta ai danni dell’Internacional. Nella gara d’andata le due squadre “non si fanno male” e rinviano il giudizio al ritorno con un pareggio a reti bianche. Ma nella partita di ritorno al Monumental il River veste l’abito delle grandi occasioni e sfornando un’altra prestazione perfetta si porta a casa il titolo continentale con un sontuoso 3-0 firmato da Alario, Sanchez, Funes Mori.

San José-River Plate 2-0 (Orue, Valverde)

River Plate-Tigres 1-1 (Sanchez; Guerron)

Juan Aurich-River Plate 1-1 (Rengifo; Balanta)

River Plate-Juan Aurich 1-1 (Mercado; Delgado)

Tigres-River Plate 2-2 (Arevalo, Alvarez; Gutierrez, Mora)

River Plate-San José 3-0 (2 Mora, Gutierrez)

CLASSIFICA: Tigres 14, River Plate 7, Juan Aurich 6, San José 4.

 

River Plate-Boca Juniors 1-0 (Sanchez)

Boca Juniors-River Plate 0-3 (a tavolino)

 

River Plate-Cruzeiro 0-1 (Marquinhos)

Cruzeiro-River Plate 0-3 (Sanchez, Maidana, Gutierrez)

 

River Plate-Guarani 2-0 (Mercado, Mora)

Guarani-River Plate 1-1 (Fernandez; Alario)

 

Tigres-River Plate 0-0

River Plate-Tigres 3-0 (Alario, Sanchez, Funes Mori)

ROSA- Dopo aver vissuto un periodo di transizione successivamente all’addio di Ramon Diaz, il club argentino sembra aver ritrovato la linfa vitale grazie all’ottima gestione dello stratega Marcelo Gallardo, che ha riportato i “Millonarios” in alto a livello continentale con le vittorie di Copa Sudamericana, Recopa Sudamericana, Copa Libertadores e Suruga Bank. Il sistema studiato da “Napoleon” è basato su una solida difesa, un centrocampo parecchio aggressivo e un attacco cinico, a cui bastano pochi palloni per trovare la via del gol. Però la vera forza di questa squadra sembra essere l’ottimo mix tra veterani (Barovero, Sanchez, Ponzio e Mora) e grandi talenti del calibro di Kranevitter e Alario (già decisivo con alcuni gol pesantissimi in Libertadores), che permette al coach di avere una squadra competitiva su tutti i fronti e con ottimi rincalzi. Questo Mondiale per Club, insomma, potrebbe essere l’occasione giusta non solo per mettere in mostra i propri talenti cristallini e mettere in bacheca un trofeo ancora mancante, ma anche per continuare la grande tradizione internazionale che ha già visto il River sollevare ben quattro trofei dal 2014 ad oggi.

Gallardo
Marcelo Gallardo, stratega dei Millonarios. Fonte foto: www.fm-base.co.uk

GIOCATORI CHIAVE-

Carlos Sanchez: Uruguagio classe ’84, Sanchez è uno dei totem del centrocampo aggressivo messo a punto dallo stratega Marcelo Gallardo. Mediano tuttofare, non solo partecipa alla fase di possesso fungendo da metronomo e sfornando gol e assist a ripetizione, ma si fa sentire anche in fase di ripiegamento, infatti è sempre uno dei primi che va a pressare il portatore di palla avversario già nella metàcampo avversaria per rendere difficoltosa l’impostazione del gioco. Ciò che rende Sanchez indispensabile per questa squadra è la sua capacità nel fungere da ulteriore arma offensiva supportando alla grande le punte della “Banda”, infatti grazie ad i suoi inserimenti dalle retrovie si trova spesso e volentieri a concludere a rete come se fosse il primo attaccante di riferimento. Insomma un giocatore che ogni allenatore vorrebbe nella sua mediana e che cercherà di lasciare la sua impronta anche su questa ultima esperienza con la maglia dei Millonarios, infatti ha già firmato un contratto con i Messicani del Monterrey per il prossimo anno.

Rodrigo Mora: Per chi segue assiduamente il Torneo di Viareggio il suo nome gli è noto già dal lontano 2008, quando si mise in mostra per la prima volta con i terribili uruguaiani della Juventud (insieme a lui c’erano anche Britos e Ribas). Conosciuto come “La Pulga“, è dotato di un ottima tecnica e senso di inserimento che, unite all’incredibile velocità, lo rendono  non solo una buona seconda punta ma anche un’ala piccante in un ipotetico 4-3-3. Da quando è al River ha incrementato senza dubbio il suo feeling con il gol, ma comunque il suo essere determinante lo fa vedere con la sua capacità di fare assist a grappoli, per la grande abilità sui calci piazzati e soprattutto per le sue fantastiche doti tecniche da vera pulce sudamericana, che lo aiutano notevolmente nel finalizzare la grande mole di ultimi passaggi.

Lucas Alario: Uno degli ultimi astri nascenti della galassia dei “Millonarios”, Alario sembra essere l’ultimo della lunga serie di goleador che hanno vestito la maglia del River. Arrivato solo nel Luglio scorso, il centravanti classe ’92 ha dimostrato di avere un senso di adattamento notevole entrando presto nelle rotazioni di mister Gallardo e rendendosi già decisivo nella vittoria della Copa Libertadores con dei gol pesantissimi. Vero e proprio centravanti da area di rigore, è arrivato al River (nonostante sia un tifoso del Boca) per prendere la pesantissima eredità di Teo Gutierrez, volato in Portogallo allo Sporting Lisbona. Capace di mantenere sulle proprie spalle l’intero peso del reparto offensivo della sua squadra, ci ha davvero messo poco ad ambientarsi e ad entrare nei meccanismi di Gallardo, anche se aver davanti un centravanti del calibro di Saviola è sempre di grande aiuto. Letale non appena può scorgere la porta, il suo range d’azione è quasi illimitato: infatti che sia dalla lunga distanza o dall’interno dell’area piccola non fa differenza, il suo destro punisce sempre. Questo Mondiale per lui rappresenta l’occasione non solo per consacrarsi definitivamente anche fuori dai confini nazionali, ma anche per attirare su di sé gli occhi delle grandi squadre del continente europeo e conquistarsi una chance nel calcio d’oltreoceano.

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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